Osama Bin Laden per gli americani e Twitter si trova all’inferno

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hell bin laden

Così il presidente americano Obama avrebbe infine deciso di non pubblicare le foto di Osama Bin Laden morto, stando a quanto dichiarato da lui stesso durante un’intervista. Il motivo addotto sarebbe il timore di inevitabili violenze e disordini legati all’atrocità delle stesse foto: per via della ferita aperta sulla testa in seguito al colpo mortale che ha ucciso lo sceicco arabo. L’operazione condotta in Pakistan in modo unilaterale, con elicotteri non rintracciabili dai radar e la mancata pubblicazione di prove che ne testimonino al mondo la veridicità non fa che aumentare tesi complottiste e suscitare polemiche soprattutto per l’epilogo: il corpo di Bin Laden che viene lasciato cadere nel Mar Arabico, sparendo nel fondo dell’abisso. Dello sceicco nella realtà dunque non si sa nulla di concreto, ciò che riguarda Bin Laden lo apprendiamo tramite le fonti governative americane e fin quando non saranno mostrate le prove di ciò che è stato affermato i dubbi sull’operazione non cesseranno.

Secondo un sondaggio condotto dalla CNN poi, il 61% degli intervistati è pienamente convinto di sapere dove si trovi Osama Bin Laden: alloggia tra le fiamme dell’Inferno. Il 10% non crede si trovi proprio all’Inferno, magari nei pressi e il 5% appena dichiara di non credere all’esistenza del regno luciferino. Il 24% non sa, non risponde.

Stando sempre ai dati forniti dalla CNN, la maggior parte degli intervistati che ha sostenuto di credere a Bin Laden all’Inferno appartiene all’area politica dei “conservatori”. Inoltre sono stati maggiormente uomini, con un basso profilo d’istruzione e provenienti in larga parte dal Sud e dal Nordest del paese. Molte le polemiche suscitate dal risultato del sondaggio della CNN, altrettanti gli indignati che hanno tenuto a dissociarsi, ribadendo posizioni più laiche e razionali.

A fugare poi ogni dubbio ci ha pensato Twitter che pare confermare evidentemente dove si trovi attualmente il capo di al Quaeda. L’Inferno ad ogni modo sarà wi-fi free.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

One Comment

  1. 7 maggio 2011

    Non viè alcun dubbio che Osama sia finito un istante dopo all’inferno, dove le fiamme non esistono come le pensiamo noi, poiché col loro chiarore diminuirebbero l’orribile situazione di sofferenza integrale; perciò S.Tpmmaso, da buon teologo, ha immaginato di poter far ricorso a una sorte di lucetta azzurrine, simile a quella prodotta un filo immerso nello zolfo e bruciato: non basta a leggere un rigo, è tristissima e puzza tanto. Somiglierebbe cosi’ al “lucchittu” con cui i cpntadini disinfettavano le botti. Ma poi di certo non mancano alla divina Onnipotenza, creatrice di un fantastico universo, altri modi e maniere per far si che l’inferno sia oscurissimo pur permettendo la vita dissennata di migliaia di anime che se lo sono liberamente meritato. Come Osama (la sua anima, il motore che lo metteva in moto finché era quassù,
    si è presentato all’inferno, ha trovato ad acc oglierlo Satana, che da anni gli faceca la posto, che lo considerva proporia preda, eppure non vi è stato che somigliasse a un abbracciio: lo avrebbe volentieri sputato sul violto, poiché la sua presenza laggiù era un’ulteriore sconfitta del Padrone di casa. Il diavolo vorrebbe che l’interno ribollisse di anime dannate, che però lo amareggiano sempre più poiché si rende perfettamente conto di aver compiuto un’altra delle sue vigliaccate. L’inferno, poi, è eterno ed è ciò che lo rende incommensurabilmente amaro: il non esserci una fine a quel giustissimo dover pagare per le proprie malefatte. Se ci pensassero un po’, Margjrita Haak e Pier Odifreddi, smetterebbero all’istante di sfidare l’Altro, che oltre che Giudice perfetto, sa creare una sorta di sete di Lui oramai però inestinguibile. Prego e auguro che almeno qualcuno rifletta su queste verità della teologia cattolica, che altro non è se non una logica usata a dovere, partendo da Verità garantite da Colui che è Verità per essenza.
    P.Raimondo Marco Sorgia (DOMENICANO)

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