Ecologia del vivere: Roma e i mestieri improvvisati

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di Stefania Taruffi

Ci sono delle realtà a Roma, che pur essendo utili, sono discutibili da un punto di vista di etica sociale e del lavoro: i parcheggiatori abusivi ad esempio. Tuttavia ormai fanno così parte del nostro paesaggio urbano che pur irritandoci quando li avvistiamo, li utilizziamo senza fiatare, anzi, spesso, li trattiamo anche con particolare gentilezza: “dovessero rigarci la macchina”.

Spesso sono persone molto semplici, per non dire ignoranti e se ci va male hanno anche qualche rotella che non funziona o  l’aria alquanto losca; in genere si tratta di senza tetto, disagiati, squilibrati e se siamo fortunati disoccupati, pensionati o disabili, che si danno da fare per arrotondare. Noi disperati ‘cercatori di parcheggio’ assomigliamo tutti a ‘cercatori d’oro’  e quando avvistiamo  i tipi in questione che si sbracciano da lontano, quasi tiriamo un sospiro di sollievo. I parcheggi a Roma infatti sono come l’oro. Una mattina trascorsa in una Galleria del centro storico mi ha dato modo di osservarli  da un finestrone per qualche ora e di scoprire  il loro  mondo:  marcano strettamente il territorio e sono piuttosto invadenti! Almeno il tipo abbastanza ‘strano’ che da anni è addetto alla piazza di fronte ad una famosa  chiesa che custodisce un prezioso Caravaggio. Gli scalini della chiesa sono il suo letto la notte, tra un ‘cliente’ e l’altro.

Divertente il suo approccio con la realtà che lo circonda. Si presenta subito dicendomi che se dovessi avere problemi c’è lui a ‘proteggere’ la piazza e il mio lavoro; si interessa di quello che accade nell’interno della sala espositiva, cerca da dietro la porta-finestra lo zaino che vi ha depositato dietro . Ma si sti stizzisce un po’ quando scopre che non fumo e non può ottenere da me una sigaretta. Girovaga urlando mezzo ubriaco nel circondario,  invade ogni spazio privato e importuna ogni presenza fisica che passa con la sua voce sgradevole: negozi, sedi istituzionali, privati cittadini, nessuno sfugge. In un barlume di attacco culturale farcito d’invadenza entra anche in galleria e osserva un’opera scultorea senza proferire parola. Che la Bellezza lo abbia colpito e possa insegnarli qualcosa? Ho i miei dubbi. Come dubito che una certa Italia, ricca di storia e di gente che viene a vederla con occhi affascinati, riesca un giorno a dare un’impressione complessivamente positiva, senza le note stonate di tassisti arroganti e parcheggiatori ubriachi. Siamo un paese tollerante, e questo è certamente positivo. Tuttavia tollerare l’illecito, la maleducazione, la totale mancanza di senso civico non è plausibile. Non è una bella immagine di Roma e dei romani. Dovremmo saper stabilire precise regole per controllare e arginare simili situazioni, con successo. Non è un’impresa impossibile. Ma ai romani importa davvero?

Foto in licenza CC: Chiara Valli

 

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

2 Comments

  1. maria rosaria
    9 maggio 2011

    vivo in centro e giro in bici…ma quando esco da Roma e vado ad esempio a Napoli: “signurì, signurì, vente aqquà….io aggio o posto per voi…tengo famiglia….rateme due euro…

  2. giancarla carcano
    10 maggio 2011

    Sono ritornata da pochi giorni da un viaggio in Turchia , visitando Istanbul, Ankara e la Cappadocia , com me c’erano ben 40 persone e tutte sarebbero d’accordo su quanto ora vado a scrivere.
    Istanbul citta’ con circa 15.000.000 di abitanti , pulitissima tenuta come un giardino fiorito , niente mendicanti, niente parcheggiatori abusi niente di niente di quello che ormai siamo abituati ad assistere in Italia (vedi i vigili a fontata di Trevi) per esempio , i paesini che per traferimento ho visto tutti lindi e pinti , i siti archeologici vedi Efeso un incanto , organizzato benissimo , oltre che strapulito e stra affollato.
    sto parlando della Turchia e non della Svizzera dove sarebbe normale tutto questo .
    possibile che in Italia con tutti i beni che abbiamo nostro unico patrimonio ,non siamo in grado di far rispettare semplici regole? oppure dobbiamo rinunciare e sperare che qualcuno piu’ bravo di noi ci adotti , cosi’ da poter salvaguardare il nostro patrimonio che si è vero come ha detto un nostro ministro è vecchio almeno di 2000 anni ,ma anche per questo è inestimabile!!!!.
    c.s.

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