L’impegno di Croce Rossa, Movimento e Comunità al Transit Camp di Ras Adjir

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di Emanuela Ronzitti

A due mesi dall’inizio del conflitto armato in Libia alla frontiera tunisina di Ras Adjir il flusso di profughi provenienti dalle aree bombardate non si arresta. Ogni giorno continuano ad arrivare, sulla linea del confine tunisino, in fuga dal territorio, centinaia di persone di diverse etnie: sono quasi tutti giovani, uomini, che lavoravano in Libia.

Dallo scoppio del conflitto, la speranza per loro rimane la stessa, tornare a casa. Secondo i responsabili del campo i profughi sosteranno nell’area almeno per una settimana, in attesa del rimpatrio. Per coloro che possiedono i documenti la strade è apparentemente più semplice. Per quelli che ne sono privi, una grossa fetta, il rietro in patria si complica, tutto dipende dai fondi e dai mezzi necessari all’operazione.

Nel Transit Camp di Ras Jdir dove opera il team CRI, in collaborazione con i volontari di Movimento e Comunità, nella giornata di ieri, 10 maggio, sono arrivate altre 100 persone provenienti dalla Libia. Per loro, come previsto, è scattata la procedura di identificazione. Un numero che si aggiunge alle già mille persone ospitate nell’area di accoglienza. Al momento si registrano presenze di diverse nazionalità, con una prevalenza di cittadini provenienti dalla Nigeria, dal Chad, dal Ghana, Mali e Niger.

Le famiglie presenti non superano il 10 per cento, mentre gli uomini sono il 90 per cento circa, in prevalenza adulti, mentre i bambini sono l’8 per cento. La Croce Rossa Italiana, impegnata anche nella prepazione dei pasti, ha cosegnato ieri circa 2 mila e 400 porzioni tra pranzo e cena. Di questi, 400 sono stati trasportati al confine che dista dal campo attrezzato solo 5 chilometri. Movimento e Comunità ha collaborato nella prepazione dei pasti e nelle varie attività logistiche, oltre alla raccolta di dati e materiale video per la realizzaione di un reportage sulla zona di confine.

 

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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