“Buchi nel Cuore”: in scena la violenza sulle donne

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di Maria Rosaria De Simone

buchi nel cuore

Nuovo Teatro Colosseo a Roma. Un teatro piccolo, dove il rosso è il colore dominante, quasi a presagio di una storia drammatica, pronta calcare la scena. Gli spettatori stasera son quasi tutte donne, giovani e anziane, in attesa che inizi lo spettacolo, pronte a lasciare  il delizioso chiacchiericcio per ascoltare in assoluto silenzio.
“Buchi nel Cuore”: questo il titolo dell’opera teatrale, del regista Pietro Floridia.  C’è chi passa tutta l’esistenza a cercare i buchi neri nel cielo e chi invece li indaga nell’animo umano. Come nel caso di questa rappresentazione, appunto. Sulla scena c’è una porta. E’ l’ingresso di una casa. La porta si apre e lo spettatore può sbirciare dentro. Improvvisamente dalla porta esce una donna, l’unica protagonista, interpretata dalla brava attrice Angelica Zanardi. La sua immagine si riflette in una serie di specchi ed appare frammentata, amplificandosi nelle varie videocamere che riportano le immagini delle stanze e mostrano quello che accade all’interno. La musica che accompagna le immagini è moderna, intrisa da note stridenti, fredde come lame che generano in chi le ascolta fastidio, tormento, ansia.

“Mi chiamo Angela -inizia a raccontare la protagonista- ho 37 anni ed in mezzo a questi 37 anni ho un buco nero. Io volevo che tutto fosse perfetto, era la nostra occasione, un nuovo inizio, volevo solo stare attenta a non sbagliare….” Angela inizia a raccontare il suo dramma, a scavare nel suo passato di donna violata nell’anima e nel corpo. Inizia a ripercorrere la sua vita frantumata e piagata dalla violenza dell’uomo che lei aveva scelto di amare e che avrebbe dovuto ricambiarla. Dai suoi ricordi infatti, emerge l’uomo con cui credeva di condividere un sogno d’amore, con cui aveva generato due figli meravigliosi e che, nel tempo, prende sempre più le sembianze di un carnefice, pronto a distruggerla, minandole il fisico e l’anima in una perversione psicologica devastante. Quest’uomo, così amato, ridurrà Angela come una larva incapace di reagire, pronta ad annullarsi, a perdere tutta la stima e la fiducia di sé. Disprezzata, Angela ha imparato a disprezzarsi. La musica, terribile, a tratti commovente, si riempie delle urla e dei pianti dei bambini in lontananza, spettatori nascosti degli episodi di violenza che vanno dipanandosi sulla scena. Angela ripercorre i ricordi dolorosi, ed ogni ricordo è un buco nel cuore che le provoca un dolore sordo ed intenso, come una pugnalata.  Ricorda di quando, bambina,  era felice. Ascoltava la radio con sua madre ed era piena di splendidi sogni. Voleva fare la cantante. Poi l’incontro con un uomo. Per lui Angela aveva rinunciato ai suoi sogni. E davvero quella era stata la fine di tutto. Dopo, solo, 15 anni di calci, pugni, botte, violenze di ogni genere. Ed ogni volta il pensare che fosse colpa sua se le cose non andavano.  Una spirale di violenza in cui erano incatenati lei ed i suoi figli. E nessuno mai si era curato di comprendere il suo dolore, nessuno mai aveva alzato lo sguardo su di lei. Nessun dottore aveva mai chiesto il perché vero di tutte quelle ferite sul corpo. Sola. Angela era sola. Come ogni donna violata. Angela, alla fine, affranta, chiede al  pubblico: “Forse pure noi volete voltare la testa, rivolgere il vostro sguardo altrove e non ascoltare il mio  dramma?”

buchi nel cuoreL’opera è sferzante, non lascia tranquilli, indugia senza troppi problemi per declinare il tema della violenza senza fare sconti, senza  indorare la pillola. Angela rappresenta le migliaia e migliaia di donne che vivono lo stesso dramma, inascoltate, nascoste dal silenzio colpevole di chi non vuol vedere. Lo spettacolo teatrale sarà a Roma fino al 22 maggio. Certo il tema di cui si occupa è forte, ma è la dimostrazione che la cultura può  affrontare con forza e coraggio temi civili di grande attualità. Perché la violenza sulle donne oggi, non ha confini ideologici, ma attraversa tutte le culture, tutti gli strati sociali, tutte le età. Ed è un fenomeno invisibile, ma diffuso in maniera capillare nel dramma della violenza domestica, che provoca tantissime morti. Solo i Italia, il 31,9% delle donne è vittima di violenza.

Un’opera da elogiare sicuramente. Vogliamo forse anche noi seguire l’esempio di chi non vuole accorgersi del dramma delle donne violate, che, magari, vivono accanto alla nostra porta di casa, o vogliamo che questo dramma esca dal silenzio? Un buon modo per contribuire è sicuramente quello di andare a teatro ed aiutare i nostri bravi attori e registi, che danno l’anima  per queste tematiche a tinte forti.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

7 Comments

  1. ambra di luce
    17 maggio 2011

    sempre in forza il valore .. di ogni donna… stop alla violenza <3

  2. Federica
    17 maggio 2011

    Felice che ci si occupi della violenza sulle donne anche attraverso l’arte della recitazione! Qualunque sia il modo…purchè se ne parli!!! Bravi!!! Grazie!!!

  3. LETIZIA
    17 maggio 2011

    LA VIOLENZA ALLE DONNE è UNA PIAGA CHE BISOGNA DEBELLARE, E SPERO DI RIUSCIRCI, LA DONNA HA SOFFERTO TROPPO ORA BASTA, DOBBIAMO IMPARARE A DIFENDERCI A RIBELLARCI, NON FARCI METTERE I PIEDI IN FACCIA, RIBELLARCI ALLA VIOLENZA SUL NOSTRO CORPO, NELL’ANIMA, NON POSSIAMO PERMETTERE QUESTO, RIBELLATEVI

  4. Chiara
    18 maggio 2011

    Grazie a nome di tutte le donne che sono state torturate ed uccise; a nome delle donne che si sono miracolosamente salvate dalla furia cieca della violenza maschile; a nome delle donne che continuano a respirare il lento veleno che devasta la psiche prima ancora del corpo; grazie a nome delle donne che piangono un’amica cui non verrà mai data giustizia. Grazie a nome di chi un giorno ha detto “BASTA!!!”

  5. maria rosaria de simone
    18 maggio 2011

    ambra, letizia federica e chiara grazie a voi.
    @chiara: mai chiudere gli occhi..e le ragazze che denunciano e ne escono saranno delle donne belle, più belle, più forti, più attente al dolore degli altri, più tutto…e ritroveranno il desiderio di amare e impareranno a lasciarsi di nuovo amare….perchè le ferite, pur se profonde….guariscono sempre se si usa l’unguento giusto…mi unisco al tuo grazie verso chi ha portato in scena quest’opera.

  6. ambra di luce
    18 maggio 2011

    grazie di ke maria rosa…è un piacere … e grazie a ki mette in risalto il dolore della violenza fisica o psicologica ke le donne subiscono la meraviglia della comunicazione braviiiiiiiiiiiiiiiiiiiii siete grandi

  7. daniela
    18 maggio 2011

    su FB:l’uomo nero esiste
    libro di cinzia lacalamita: l’uomo nero esiste (aliberti editore)
    donne lacerate,torturate psicologicamente e fisicamente,l’uomo nero che uccide chi lo ama e sopporta fino alla distruzione…..questo è a volte il mondo femminile.la donna pero’ diventa forte,ha il coraggio di parlare,di denunciare e ci sono altre donne che hanno il coraggio di parlare,di raccontare i drammi di donne che nn hanno piu’ la forza neanche di piangere.
    mi dispiace nn poter vedere lo spettacolo;piu’ o meno ognuna di noi ha sperimentato l’insulto,la denigrazione,l’umiliazione inferta da un uomo.
    ma noi siamo forti,unite insieme e dobbiamo continuare a combattere.nn è femminismo il mio ma ringrazio dio di essere nata donna e di avere una marcia in piu’.denunciamo e lottiamo per una giustizia giusta,per la certezza della pena!nn è giusto che chi priva della vita una giovane fidanzata,una giovane donna se la cavi con pochi anni di galera e anche nulla.comprate il libro:è solo un piccolo spaccato di vite spezzate…….e andate a teatro pensando a me,troppo lontana…………..

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