Wojtyla: la statua inaugurata a Termini divide i romani

image_pdfimage_print

di Maria Rosaria De Simonewojtyla

Roma. Piazza dei Cinquecento, accanto alla stazione. Poche ora fa, in occasione dell’anniversario della nascita del grande Papa Giovanni Paolo II è stata inaugurata la statua dedicata al beato. Erano presenti, per l’occasione, il sindaco della città Gianni Alemanno, il cardinale Agostino Vallini, il ministro dei trasporti Altero Matteoli,  il ministro Maurizio Gasparri, alcuni personaggi del mondo politico e dello spettacolo, tra cui Lino Banfi  e molti, molti romani.

L’opera era coperta da un enorme lenzuolo bianco che è stato levato tra gli applausi della gente.  Purtroppo, per la maggior parte la delusione è stata palpabile: la statua non ha incontrato il gusto generale e l’applauso si è spento presto. La statua è alta più cinque metri, è in bronzo ed è opera dello scultore Oliviero Rainaldi. La Fondazione Silvana Paolini Angelucci ha voluto farne dono alla città. L’artista ha preso spunto da una foto in cui il papa, durante un’udienza avvolse col suo mantello un bimbo seduto accanto a lui, su un gradino. Il sindaco ha lodato l’opera soffermandosi sulla sua bellezza:”E’ una statua suggestiva: ognuno ci troverà la visione giusta. Chi soffre avrà conforto guardandola, chi cerca un punto di riferimento lo troverà….” Alcuni hanno concordato con la sua considerazione, altri invece,  hanno criticato la statua sostenendo che non assomiglia affatto al papa.

Molte persone venute apposta per l’evento sono andate via deluse dicendo che Giovanni Paolo II, era un uomo bello e che la statua non ha affatto colto questa bellezza. Nessuno trovava una vera somiglianza col soggetto ispiratore. Qualcuno sosteneva che assomigliava più al Papa Giovanni XXIII, altri addirittura che aveva una lontana somiglianza con Mussolini. Lo scultore Rainaldi gode di grande prestigio a livello nazionale ed internazionale ed è molto ammirato per la modernità delle sue opere. Ma, come si dice, non tutte le ciambelle riescono col buco. E non sarà di certo questa l’opera per cui verrà ricordato Rainaldi.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

5 Comments

  1. Grazia
    19 maggio 2011

    Ma quel buco????? Ma che volevano camuffare un bidone per la spazzatura??
    Ormai non c’è più spazio al gusto e all’estetica,si commissionano le opere d’arte e si scelgono chissà con quale criterio…
    Povero Giovanni Paolo!!!! Ma era talmente un grande che perdonerà anche lo scultore!!

  2. maria rosaria de simone
    19 maggio 2011

    davvero, lo perdonerà…qualcuno ha scritto che quel buco servirà ai senza tetto…meno male…qualcuno ne trarrà giovamento con soddisfaione del papa lassù che in un discorso disse: “Pure io sono un extracomunitario, come accettate bene me, così accogliete gli altri…..”

  3. Letizia
    20 maggio 2011

    il mio falegname con 30 mila lire la faceva meglio (cit)

  4. LETIZIA M
    20 maggio 2011

    SE LA FACEVO IO LA FACEVO MEGLIO, MA QUANTO HA COSTATO UNA COSA COSì RIDICOLA, MA QUANDO L’HANNO MESSA SU NON HANNO VISTO CHE NON ERA IL PAPA? CREDO CHE CI SARANNO STATE LE AUTORITà, LO SAPEVANO ANCHE CHE VENIVA CRITICATA, SONO SDEGNATA NEL VEDERE L’INCOMPETENZA, E LO SPRECO DEL NOSTRO PAESE, POI CI DICONO IL DEBITO PUBLICO, MA NON NON POSSIAMO PERMETTERCI DI SPRECARE LORO SI TANTO PAGHIAMO NOI VERGOGNA

  5. alex
    20 maggio 2011

    fa proprio schifo.

    con la scusa dell’arte riempiono l’Italia di brutture imbarazzanti….

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *