Il coraggio di ogni giorno

di Francesco Pattacini (Reggio Emilia)

Siamo davanti ad un cambiamento. Qualcosa in Spagna è nato, sta crescendo e dovrà prendersi le proprie responsabilità. Ma non credete che sia un movimento che, data la sua tenera età, sia pronto a fermarsi al primo ostacolo. L’ostacolo più grande, quello di spezzare il silenzio, è già stato superato.

In Italia è diverso, in Italia tardano ancora le notizie sui canali di informazione, manca un’informazione generale che, però, sta velocemente prendendo coscienza su internet e che si sta estendendo su ogni città, sempre diversa e in costante mutamento. Come a Bologna, a Roma, a Torino. La gente scende in piazza, parla, commenta, fa girare i megafoni n cerchio.

La democrazia reale che si occupa di sé stessa, e vuole farlo, per la prima volta in quasi cinquant’anni.. E non pensate che ci siano solo giovani in piazza, o che siano solo spagnoli. Qui sta il punto focale del nostro futuro, così buio almeno fino a qualche giorno fa. Coinvolgete fratelli, amici, parenti, nonni, genitori. Tutte le età e tutte le generazioni sono chiamate a superare questo brutto momento e a recuperare la dignità del nostro paese.

Una dignità che ci siamo fatti soffiare via senza nemmeno accorgercene. Pensate al laureato come al precario, al nonno come al nipote, solo se le differenze generazionali che diventano fonte di pluralità non sono perdute e sono, anzi, una risorsa inesauribile. Fantasia unita alla saggezza, la voglia di conquistarsi unita alle esperienze di una vita. È questo il messaggio della mia personale rivoluzione, un messaggio che sento dalle piazze. Non mi sono mai sentito così ascoltato come oggi e, badate bene, non dalla politica o dalle personalità importanti, ma dalle persone. Quelle persone che ieri a Reggio Emilia si sono fermate ad ascoltarmi leggere Martin Luther King, quelle che hanno fatto quattro chiacchiere con noi. Quelle che lo faranno da Aosta a Palermo.

Tutti insieme per un’Italia nuova e unita, una democrazia reale che parte dalle piazze e dalle opinioni di tutte le persone, di chi ha un’idea politica e di chi non ce l’ha, di chi si è schierato in passato e di chi no. Senza bandiere di partito, senza personalismi, senza dogmi. La rivoluzione 2.0 ha questa possibilità, estendersi per tutti e CON tutti. L’Italia è stanca, ma non ancora abbastanza indignata. È ora che lo diventi in fretta, perché già adesso, che siamo solo agli inizi, qualcosa di nuovo è già stato creato.. Ma dobbiamo fermarci adesso? Stiamo attenti, non perdiamo questa occasione, forse la migliore che abbiamo mai avuto. Costringiamo la “politica” a farci sentire, noi parliamo di cultura, stato, democrazia e libertà. C’è il nostro futuro in gioco, e si conquista ogni giorno, passo dopo passo. Con il coraggio di andare avanti, il coraggio di ogni giorno.