Festa del jazz al Maxxi: l’Umbria presenta i suoi festival

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di Maria Rosaria De Simone

 

24 Maggio. Ieri sera il Maxxi, con i suoi ampi spazi, i suoi percorsi di luce ed il giardino intorno con i suoi platani ha accolto uno spettacolo davvero eccezionale offerto dalla Regione Umbria che ha presentato i suoi Festival dell’estate, famosi in tutto il mondo, attraverso le note di Danilo Rea e di Andrea Griminelli.

L’Umbria è da sempre la cerniera per il nostro territorio, il legame, il collante di tanti eventi storici e noi amiamo veicolare l’amore per il nostro territorio attraverso lo spettacolo. “. Queste le parole della Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nell’accogliere gli ospiti intervenuti, uomini della cultura e dello spettacolo, avvocati, politici e giornalisti. La Presidente ha presentato i tre Festival che arricchiscono le serate estive umbre: il Festival dei Due Mondi a Spoleto (24 giugno-10 luglio), L’Umbria Jazz di Perugia (8-17 luglio) ed il Festival delle Nazioni a Città di Castello (23 agosto-4 settembre), che vivono grazie agli investimenti pubblici per la cultura ed agli investimenti dei privati. La Presidente ha aggiunto che il tema dei Festival sarà legato al centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia e quindi gli artisti rivisiteranno l’Inno di Mameli, che verrà declinato in una rilettura personale da parte degli artisti. Alla serata di ieri era presente anche Renzo Arbore, che, sul palco allestito all’ingresso del museo, ha tessuto le lodi dell’Umbria Jazz che nel mondo è secondo solo al jazz americano. Nel silenzio dei giardini, tra le luci soffuse del viale e le immagini della regione Umbria e delle sue bellezze, proiettate dietro il palco e sulla parete esterna del museo,  una magia di note struggenti, uscite dalle mani di Danilo Rea e dal suo pianoforte a coda, ha ripercorso il repertorio delle canzoni Italiane di artisti del calibro di Domenico Modugno,  Luigi Tenco e Fabrizio De André. Un mix, in cui le musiche andavano e ritornavano e si avvinghiavano attorno all’Inno di Mameli, che ha suscitato un interminabile applauso del pubblico. Dopo Il pianista Rea è stata la volta di Andrea Gramellini che ha suonato con il  flauto traverso, accompagnato da musicisti di grande calibro,  le grandi colonne sonore di  Nino Rota, mentre dietro di lui scorrevano le immagini dei film, in un gioco armonico di luci e colori. Romeo e Giulietta, Il Gattopardo, Il Padrino, Amarcorde, Otto e mezza: questi i titoli delle colonne sonore. E il jazzista, ha preso questo repertorio di musiche così piacevoli anche per le orecchie meno abitate alla buona musica, ha preso queste armonie  e le ha rivestite dei più struggenti sentimenti di passione , amore e morte. Impossibile rimanere indifferenti e, quando le note si sono spente in pochi secondi di silenzio rapito, gli applausi non sono riusciti a portar via l’incanto della serata. Al termine dello spettacolo, all’interno del ristorante-bar aperto da poco tempo e nei giardini è stato allestito un ricco e vario buffet, che ha concluso la magnifica serata.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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