“Unlawful Killing”: film choc sulla morte di Lady Diana

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di Maria Rosaria De Simone

 

Pochi giorni fa, il Festival di Cannes, è stato sconvolto dal debutto del film “Unlawful Killing” del regista Keith Allen, molto atteso, ma anche molto criticato. Il tema è delicatissimo perché ripercorre l’inchiesta che è seguita alla morte di Lady Diana e propone una tesi assai ardita e compromettente, che non lascia immaginazione allo spettatore, ma lo introduce in un giallo a tinte forti. Non solo la tesi che viene proposta nel film-documento è scioccante, ma anche  l’immaginedi Diana negli ultimi istanti di vita, quella stessa immagine che il settimanale “Chi” aveva pubblicato per primo in Italia. Una Diana, agonizzante, con gli occhi azzurri spalancati, il caschetto biondo e le mani del medico che tentano di portarle soccorso subito dopo lo schianto della Mercedes in cui viaggiava, nel tunnel dell’Alma. Il film è stato finanziato da Mohamed Al Fayed, il padre di Dodi, l’uomo con cui Diana si trovava quella maledetta sera e che sembra fosse il compagno della Principessa, inviso ai Windsor. L’uomo infatti è convinto che la morte di Diana e di suo figlio sia coperta da una terribile cospirazione  che vede coinvolti i servizi segreti inglesi, che hanno alterato e soppresso  le informazioni e le prove che dimostrerebbero che la loro morte è stata un omicidio. Il padre di Dodi è infatti convinto che la morte dei della coppia sia stata commissionata da Filippo, marito della regina.

Il film-documentario descrive senza veli il fatto che, dopo la morte dei due, ci sia stata in Inghilterra un’inchiesta ed un processo farsa,  che si è protratto per sei mesi e che ha oscurato la verità attraverso il depistaggio da parte di Scotland Yard. Il regista Allen,  ha compiuto ricerche per tre anni, proprio sulla scia di quello che il padre di Dodi ha sempre sospettato ed è arrivato alla conclusione che ci sia stato un complotto teso ad eliminare i due personaggi, non prima dell’incidente, ma dopo. Infatti l’ambulanza ha impiegato un’ora e 43 minuti per raggiungere l’ospedale e nessuno ha mai saputo cosa sia accaduto in quel frangente.

Questa la tesi che percorre tutto il film, su cui la censura inglese pretenderebbe di operare 87 tagli, primo fra tutti quello della foto della principessa morente. Tesi ben lontana da quella ufficiale, che invece indica la scomparsa di Diana come causata da un semplice incidente automobilistico, provocato da un autista ubriaco e dai paparazzi che inseguivano la Mercedes.

Certo, al di là del film, qualche amaro dubbio lo lascia una lettera che Diana aveva scritto circa dieci mesi prima della sua morte e che fu pubblicata dal Daily Mirror nel 2003. Nella missiva Diana esprimeva dei terribili dubbi nei riguardi del principe Carlo, che credeva capace di provocarle un incidente d’auto per poter poi essere libro di sposare Camilla. Fu solo premonizione quella della principessa Diana?

Per il momento non ci sono risposte ma solo congetture.

Il trailer del film

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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