Roma inaugura il Maxxi

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Di Valentino Salvatore

Roma ancora una volta capitale dell’arte. Stavolta di quella contemporanea. Proprio oggi prende il via l’inaugurazione dei due grandi spazi espositivi d’arte contemporanea, il Maxxi e il Macro, destinati a calamitare attenzione da tutto il mondo e a dare ulteriore prestigio alla Città Eterna.

Due modernissimi musei con due madrine d’eccezione, le archistar Zaha Hadid e Odile Decq.
Il Maxxi, Museo nazionale per le Arti del XXI secolo, finalmente apre dopo anni di rinvii e una spesa di 150 milioni di euro, in Via Guido Reni, non lontano dall’Auditorium e lo Stadio Flaminio. Già ribattezzato “boa argentato” per la struttura dinamica e vertiginosa e l’accattivante contrasto tra le scale nere e le pareti bianche, nelle intenzioni del presidente Pio Baldi dovrà essere centro d’attrazione delle “menti più alte d’Italia”, non solo in ambito artistico, ma anche culturale e scientifico.
Il progetto del museo è firmato da Hadid, esponente del decostruttivismo di origine irachena che vive a Londra e ha vinto la gara per la realizzazione del Maxxi nel 2001. Nel corso degli anni Hadid ha inanellato una serie di successi che l’hanno portata alla ribalta internazionale. Nel 2002 si aggiudica l’onore di disegnare il Masterplan dei Singapore One-North e nel 2005 vince la gara per il nuovo Casinò a Basilea. E’ stata la prima donna a vincere il premio Pritzker nel 2004 e in Italia ha in progetto il porto di Salerno, il Reghium Waterfront di Reggio Calabria, il Museo Betile di Cagliari e a il Masterplan e la Torre per la Fiera di Milano.
Per il Maxxi oggi è prevista una conferenza stampa con ben seicento giornalisti accreditati, già di per sé un evento in grande stile. Domani sera invece è in programma un mega-party con oltre cinquemila invitati, con numerosi esponenti della cultura, dell’arte e dello spettacolo. Ci saranno, si vocifera, artisti come Grazia Toderi, Mocchetti, Grimaldi, Vezzoli, Penone, personaggi del cinema del calibro di Gabriele Salvatores, Margherita Buy, Asia Argento, Laura Morante.

Enorme il successo che sta riscuotendo questo polo museale, a testimoniarlo i ben quindicimila visitatori che hanno già prenotato on line per l’anteprima gratuita di sabato, esaurendo i posti disponibili in tre giorni. Altri diecimila sono previsti per domenica 30 maggio, giorno in cui inizierà l’apertura a pagamento del museo, al costo di 11 euro.

 Diverse le mostre previste per l’apertura del Maxxi. La prima, “Spazio”, dedicata alle collezioni di arte e architettura con circa 90 opere, tra cui quelle di Alighiero Boetti, esposto al Moma di New York. A seguire l’esposizione con Francesco Vezzoli, William Kentridge e Giuseppe Pennone. Poi la mostra di Gino De Dominicis dal titolo “L’immortale”, quella di Luigi Moretti “Dal Razionalismo all’Informale” e per finire Kutlung Ataman con “Mesopotamian Dramaturgies”.

Tra le curiosità del Maxxi, “Calamita cosmica” di Gino De Dominicis, uno scheletro umano di oltre 24 metri in vetroresina, ferro e polistirolo. Un occhio di riguardo però anche all’impegno e all’ecologia, con il lavoro di Massimo Grimaldi che ha portato alla costruzione di un nuovo ospedale di Emergency in Sudan grazie al concorso Maxxi 2per100 e la casa ecologia dei norvegesi Eggersston e Rintala, con sistema di riciclaggio dell’acqua piovana e pannelli solari. Lo stesso direttore annuncia l’installazione del fotovoltaico sul tetto del museo, “per dimostrare che anche nel centro storico si può progettare in maniera ecosostenibile ed essere attenti all’estetica”.

La francese Odile Decq è invece la stella del Macro. Allieva di Phillippe Boudon, poi associata a Benoit Cornette, con cui crea lo studio ODBC nel 1980. I due ottengono nel 1996 il Leone d’Oro alla Biennale d’Architettura di Venezia, ma due anni dopo Cornette muore tragicamente in un incidente d’auto che coinvolge la stessa Decq. L’ascesa di Decq però prosegue: esponente della prestigiosa Accademia di architettura francese dal 1997, commendatrice dell’ordine delle Arti e delle Lettere dal 2001, cavaliere della Legion d’Onore dal 2003, direttrice della Scuola Speciale di Architettura nel 2007.
Il Macro Future, Museo d’Arte Contemporanea Roma, è un impressionante modello di archeologia industriale sorto negli spazi dell’ex mattatoio di Testaccio. Proprio oggi, dopo anni, apre ufficialmente al pubblico i suoi ottomila metri quadri d’esposizione. Si parte con la terza edizione della fiera internazionale d’arte contemporanea diretta da Roberto Casiraghi, dal titolo Roma.

The Road to Contemporary Art, fino al 30 maggio. Artisti da tutto il mondo sono ospitati in 67 gallerie all’interno del Macro: di queste, 50 sono le gallerie della Main Section per gli artisti più noti. La sezione Start Up, creata nel 2006, comprende 17 gallerie ed è riservata agli emergenti, dove si incontrano nuovissime tendenze e graffianti provocazioni. Negli ampi spazi esterni e nei padiglioni sono ospitate opere di grandi dimensioni, come sculture, videoproiezioni, foto, installazioni.

Sulla scia della movida nottambula di Testaccio, il Macro Future sarà aperto fino alla mezzanotte, proprio per “creare sinergia con le iniziative straordinarie che in questi giorni avverranno a Roma”, spiega Casiraghi. Nel Macro sono allestiti ambienti caratteristici, con terrazze di cristallo, fontane e giardini zen, per valorizzare le opere d’arte e “camminare e respirare le potenzialità di questo spazio”, per usare le parole del direttore Luca Massimo Barbero.

Foto di house42 in licenza CC Attribuzione, Condividi allo stesso modo, Non Commerciale

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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