Yemen: spari sulla folla, 20 morti in Piazza della Libertà

image_pdfimage_print

di Paolo Cappelli

 

I soldati avrebbero fatto il loro ingresso in città al termine di un sit-in di protesta durato quattro mesi. Il presidente Ali Abdullah Saleh rifiuta di dimettersi e gli attivisti anti regime, nonostante mesi di proteste e la forte opposizione da parte di una delle principali tribù, non sembrano mostrare segni di cedimento. Taiz è stata una delle prime città dello Yemen in cui i manifestanti, ispirati dalle rivolte popolari in Tunisia ed Egitto, hanno scelto di raccogliersi.Voci dalla piazza confermerebbero che le forze di sicurezza stanno tentando di cancellare tutte le tracce delle proteste da quella che è stata ribattezzata Piazza della Libertà:  “Hanno attaccato e sparato contro le persone che manifestavano pacificamente, ne hanno bruciato letende. C’era un grande palco per i discorsi, con gli altoparlanti. E stanotte sono venuti con i bulldozer e hanno finito l’opera. Ora stanno addirittura pulendo la piazza, perché nessuno possa immaginare cosa c’era prima”.

Uno degli organizzatori dellaprotesta ha rivelato all’Associated Press che forze di sicurezza,coadiuvate dall’esercito e da unità della Guardia Repubblicana, hanno sgomberato la piazza dai manifestanti. “Almeno 20 persone sono stateuccise”, ha aggiunto, “e tra questi alcuni feriti investiti dai bulldozer”. Sadekal-Shugaa, a capo di un ospedale da campo di protesta, sempre secondo l’Associated Press, avrebbe affermato che i soldati hanno sparato indiscriminatamente contro la folla. La situazione è in continua evoluzione e si temeche presto si possano verificare altri episodi di questo tipo.

L’idea prevalente nel Paese è che il presidente dovrebbe dimettersi. La maggioranza dei militari lo appoggia ancorain pubblico anche se alcune figure di spicco, attraverso una dichiarazione pubblica domenica scorsa, gli hanno chiesto di dimettersi. Il presidente, tuttavia, rifiuta di ascoltare la voce che viene dalle piazze. Gli sono state offerte diverse soluzioni pacifiche per uscire dalla difficile situazione in cui si trova, ma lui ha scelto quella della violenza, che è solo foriera di ulteriori spargimenti di sangue in tutto il Paese.

 

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *