Arriva a Roma il Ponte della Musica firmato Buro Happold

image_pdfimage_print

 

Credits: F. di Maio

di Maria Rosaria De Simone

 

31 maggio 2011. “E’ il primo ponte ecosostenibile, è un ponte che va verso il futuro”. Queste le parole del sindaco di Roma  Gianni Alemanno. Finalmente, dopo due rinvii nel giro di pochi mesi, il Ponte della Musica ha avuto la sua inaugurazione. Una struttura che attraversa il Tevere collegando Foro Italico e quartiere Flaminio, progettata dallo studio inglese Buro Happold,  vincitore con Powell-Williams Architects del concorso di  progettazione bandito dal Comune di Roma nel 2000. La progettazione esecutiva e  la realizzazione delle opere è stata affidata alla società romana  Consta-Consorzio stabile. Erano presenti, oltre al sindaco, i rappresentanti dei municipi II e XVII, Sara De Angelis e Antonella De Giusti, l’assessore capitolino all’Urbanistica, Marco Corsini, il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro e monsignor Giuseppe Marciante. Erano presenti anche molti romani, soprattutto gli abitanti delle zone limitrofe, turisti ed alcuni ciclisti pronti a solcare la pista ciclabile sul ponte. Comunque tutti si aspettavano che l’inaugurazione sarebbe slittata di nuovo perché fino a ieri sera il ponte sembrava ancora un cantiere. Molti romani, infatti, ieri  erano sul posto a controllare e scuotevano il capo sostenendo che non ce l’avrebbero mai fatta. In effetti anch’io ero tra loro. Invece, come nelle migliori trasmissioni di Extreme Makeover, a mezzogiorno, tra lo stupore generale era tutto pronto per il taglio del nastro. Stavolta non è stato come per la statua a Piazza dei Cinquecento, dove pochi giorni fa è stata inaugurata la statua dedicata a Giovanni Paolo II e che ha suscitato numerose e comprensibili polemiche. Il Ponte piace a tutti. E’ magnifico, inserito in un contesto che è la zona più verdeggiante di Roma, con Monte Mario, che fa da sfondo al lungotevere Maresciallo Cadorna ed il quartiere Flaminio dall’altra sponda del Tevere, polo della cultura, della musica e dello sport, allietato da eleganti circoli sportivi.

Credits: M.R. De Simone

Il ponte è in acciaio bianco, è lungo 190 metri, con due arcate di 160 metri ciascuna. E’ percorribile a piedi ed in futuro accoglierà bus elettrici. Almeno queste erano le intenzioni sulla destinazione d’uso. Perché di bus elettrici per il momento neanche l’ombra. Il sindaco Alemanno, nel suo discorso ha fatto notare, che nonostante i ritardi, comunque,  il ponte è stato costruito in circa due anni, un tempo non eccessivamente lungo per un’opera così avveniristica. Il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Gira ha voluto ricordare che l’opera è stata promossa dall’amministrazione precedente e che quella attuale l’ha portata a termine. Il ponte, dunque, è un progetto condiviso. Otto milioni di euro è stato il costo complessivo dell’opera, che collega quindi tutta la zona del Foro Italico,  con le sue numerose strutture sportive ed Il Ministero degli Esteri alla zona dell’Auditorium, del Museo Maxxi del Palazzetto Flaminio, dedicato al rugby. Certo c’è ancora molto da fare. Tutta la zona del quartiere Flaminio da circa due anni è divenuto un cantiere, proprio perché ha bisogno di una riqualificazione. Anche intorno al ponte stesso, se ci si affaccia, si scopre che le sponde del fiume dalla parte del lungotevere Maresciallo Cadorna sono completamente da ripulire e da rinnovare, mentre dalla parte del lungotevere Flaminio ci sono numerosi lavori in corso che non hanno visto ancora il termine. Il ponte è bello, la zona è una delle più eleganti e delle più amate di Roma, ma c’è ancora molto da fare. per non parlare delle strade di collegamento principali, Viale Tiziano, Via Flaminia e di tutte le strade limitrofe, il cui manto stradale è in condizioni tutt’altro che soddisfacenti. Questa è la zona che accoglie il Festival del Cinema, che ha trovato un posto a pieno titolo tra i grandi Festival italiani. Questa è la zona in cui i turisti amano soggiornare perché collega le zone centrali di Roma più affascinanti, da Ponte Milvio, fino ad arrivare, in pochi minuti a piazza del Popolo. Questa è la zona che potrebbe accogliere i mondiali del 2020 ed altre prestigiose manifestazioni e che ha appena visto  lo svolgersi degli Internazionali di tennis.

Credits: M.R. De Simone

Si parla molto, ultimamente, di smantellare Via del Corso e di mettere i sampietrini. Sarà una spesa di milioni di euro. Eppure se si percorre la parallela al Corso, Via di Ripetta e le numerose traverse, ci si rende conto dello stato di degrado dei sampietrini che sono un rischio per le caviglie dei pedoni. Forse, bisognerebbe riflettere meglio sulle opere da intraprendere e sulle spese da sostenere. E’ vero, il centro, e tutte le zone intorno che sono il biglietto da visita per i turisti, va assolutamente restaurato. Ma forse, prima di impegnarsi in folli spese per sampietrini che saltano presto dal manto che li accoglie e che ormai provengono dalla Cina, sarebbe il caso di sanare tutte le opere cadenti e traballanti di cui la magnifica Roma è piena. E forse sarebbe anche il caso di mettere all’opera gli spazzini, o operatori ecologici, che a Roma, almeno in centro e nei dintorni, quasi non esistono più. I bambini non sanno neanche cosa siano gli spazzini ed i genitori oggi non possono più citarli nelle loro raccomandazioni come facevano i nostri per terrorizzarci. Dunque un plauso al ponte della musica, ma anche un invito all’amministrazione pubblica a seguire con attenzione la riqualificazione delle zone di cui abbiamo parlato. Ma anche una attenzione seria alle zone periferiche della città. Perché, se la zona in cui vivono la borghesia romana, i politici, i giornalisti e gli artisti, ha bisogno di una ripulita vera, figuriamoci quanto tempo ci vorrà perché cambi realmente qualcosa nelle periferie!

Un lavoro arduo per la giunta di Roma, ma possibile. Davvero possibile.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

6 Comments

  1. LETIZIA
    31 maggio 2011

    IO HO LETTO MA NON HO VISTO IL COSTO, DEL PONTE, ALLORA SI è BELLO MA è FINITO? VISTO CHE MOLTE VOLTE I LAVORI RESTANO SEMPRE A METà, POI UN PONTE CON LA MUSICA, MA UNO SFARZO PROPRIO PRA CHE C’è ANCORA TANTA CRISI CHE LA GENTE NON HA DI CHE MANGIARE,CHE DEVONO FARE I TAGLI A COSE PIù IMPORTANTI, PAR COSA PER I PARLAMENTARI? NON HANNO ABBASTANZA è LA GENTE CHE PAGA QUESTI SFARZI, NULLA NON CONTANO, MA CHE VANNO TUTTI A CASA PER FAVORE ORA BASTA GOVERNO ITALIANO SPRECONE, BUFFONE

  2. maria rosaria de simone
    1 giugno 2011

    è costato 8 milioni di euro. Si è finito….ma tutto il resto intorno è da erminare. Roma è una città che vive di turismo e quindi queste opere vanno fatte. Ma concordo con te che bisogna prima fare infrastrutture che agevolino la vita dei cittadini. Comunque il ponte è davvero splendido….Se i soldi son spesi per opere belle ne vale la pena….

  3. Grazia
    1 giugno 2011

    Sì,il ponte è davvero bello,arioso,morbido e moderno,complimenti a chi lo ha progettato!
    Il problema è che è inserito in un punto assolutamente INUTILE perchè il collegamento con il foro italico già esiste poche centinaia di metri indietro; in pratica collega con la zona dell’aula bunker,quindi che senso ha??E poi,come dice Rosaria,perchè si lasciano sempre le cose a metà??Finiscono i soldi??E perchè finiscono?Quante centinaia di buchi ci sono nello scolapasta dei fondi destinati??
    Perchè dobbiamo sempre essere quelli del “vorrei ma non posso”?

  4. Rita Stanzione
    2 giugno 2011

    Bell’ opera, devo andare a vederla appena mi capita di venire a Roma. I soldi spesi per migliorare lo stato di una città tanto frequentata da turisti di tutto iol mondo, non sono persi.
    Grazie per la condivisione, Maria Rosaria.

  5. maria rosaria de simone
    3 giugno 2011

    un saluto a tutte e grazie. Sì, il ponte è bello e va visto. La sera è ancora più magnifico….ma è vero. é bello ed inutile, Nel senso che non serve a nessumo. Prendiamola come una bellissima opera. Ieri sera, tanti cittadini, verso mezzanotte, erano ancora lì a passeggiare nel gioco di luci creato dagli architetti. Speriamo che non ci facciano un filme dove la gnte attaca lucchetti o chissà cosa…speriamo che i vandali non distruggano tutto con i loro graffiti da quattro soldi…..speriamo che non sia lasciato all’incuria. E speriamo, che terminino i lavori intorno. Ho abuto una bruttissima notizia. I lavori della Mero C si stan fermando perchè son terminati i fondi…tanti posti di lavoro a rischio……
    i soldi defli italiani van spesi bene…..

  6. Isa
    29 febbraio 2012

    Ma come Ci arrivo? Che mezzi devo prende?

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *