Ecologia del vivere: i bambini dimenticati

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Di Stefania Taruffi

Fate la prova: rimanete cinque minuti in macchina con i finestrini chiusi prima di scendere. Il termometro segna 34 gradi, vi manca il respiro, la sudorazione aumenta, perdete liquidi, vi sentirete soffocare. Basta aprire la portiera e fare un bel respiro. Siete salvi!

Ora fate quest’altra prova: immedesimatevi per qualche secondo in un bimbo piccolo. Siete inconsapevoli di quello che accade. Legati a un seggiolino sul sedile posteriore della macchina. Magari vi siete appisolati con il dondolio del movimento. Non ve ne accorgete che la macchina si ferma, siete nel mondo dei sogni, tranquilli. Tanto c’è vostro padre, vostra madre a pensare a voi, a proteggervi, ad accudirvi. Non ve lo aspettate che a tradirvi siano proprio loro. La loro stanchezza, la rabbia, il disagio, la noncuranza, la superficialità. Un diverso ordine di priorità nel quale voi, non rientrate in quel momento. Non protestate stavolta, siete stanchi anche voi, forse. Quegli urli di protesta a voi tanto cari, quegli strilli dove sono finiti, perché non vi fate sentire bimbi, perché dormite e state in silenzio? Uno strano scherzo del destino il vostro. Vi fanno addormentare per poi dimenticarsi di voi. Una volta che un vostro cenno, un gemito, un urlo, avrebbe potuto salvarvi!Fate tenerezza dolci creature. Lì dietro, la testa reclinata in un sonno pieno di sogni, di attese. Accartocciati sui vostri piccoli corpi delicati. Indifesi, non potete sopravvivere se non ci prendiamo cura di voi, se non vi dedichiamo molta attenzione. Eppure a volte accade. Accade questo crimine e le persone di cui vi fidate di più, si dimenticano di voi. Il vostro genitore esce da quella macchina, stanco, assonnato, stressato, pressato e si dimentica di voi, cullati dal sonno. Chiude le porte, i finestrini, neanche uno spiraglio d’aria. Nulla. E se ne va via. Il caldo si fa pressante, comincia a mancare l’aria, il caldo vi fa sudare, perdere liquidi, vi svegliate in preda al panico, cominciate a piangere. Le vostre lacrime vi dissetano per un po’ ma non bastano per farvi stare meglio o attirare l’attenzione.

La gente passa senza neanche accorgersi di voi. E’ il male profondo di questo secolo, l’indifferenza. I grandi camminano a testa bassa, non sono curiosi, sono poco attenti. Così rinchiusi nei loro mondi senza occhi, senza orecchie, senza sesto senso, senza più amore per il prossimo. Forse l’unico senso a essergli rimasto è quello di colpa. Vostro padre, vostra madre, ne avranno tanto quando non ci sarete più. Perché voi state morendo. Per colpa loro state soffocando. E con voi la dignità di un Padre o di una Madre.

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

One Comment

  1. 17 giugno 2011

    Soluzione Subito !

    Sono un progettista automotive e conosco bene come risolvere il probema con semplici soluzioni tecniche.
    In passato ho assistito ad un evento, andato poi a buon fine, di dimenticanza di bimbo in auto e ho proposto sul sito http://www.gpsinfo.it una soluzione immediata al problema.
    Inutile infatti aspettare che i nuovi modelli siano equipaggiati in futuro con soluzioni tecniche lontane a venire e quando i nostri bimbi saranno grandi.
    I nostri bimbi possono essere protetti anche oggi !!! La soluzione proposta inoltre è alla portata di tutti perché vi sono assicurazioni che ‘regalano’ gran parte del dispositivo.

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