Cern: catturata l’antimateria per 16 minuti

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di Marco Milano

 

Nuovo record al Cern di Ginevra: catturati trecento atomi di anti-materia per circa mille secondi, poco più di 16 minuti. Si tratta, questa volta, di anti-idrogeno, ma per un lasso di tempo migliaia di volte superiore al precedente esperimento di novembre, durante il quale l’acceleratore aveva intrappolato 38 atomi dello stesso anti-elemento per appena 172 millisecondi. Il risultato, pubblicato dalla rivista Nature Physic, è superiore, in termini sia quantitativi che qualitativi, anche al precedente record dello scorso aprile che rilevò per la prima volta atomi del secondo anti-elemento, l’elio – senza però riuscire a trattenerlo per un tempo abbastanza lungo.

L’eccezionalità di quest ultimo successo non consiste nell’aver ricreato gli atomi più leggeri di anti materia – esperienza appunto già realizzata – ma nell’aver stabilito e ottimizzato le condizioni per poterli osservare con più attenzione. Questo è stato possibile grazie all’applicazione di un apparato sperimentale basato su una ‘trappola’ costituita da campi elettrici e magnetici, in grado di congelare e mantenere in sospensione gli anti-atomi, tenendoli lontani dalle pareti dell’ambiente di creazione e dai loro speculari naturali, e di evitare cosi che si possano distruggere a vicenda con il rilascio di raggi gamma ad alta energia. Secondo la fisica teorica, infatti, è sufficiente un minimo contatto tra i due tipi di particelle perché si verifichi il fenomeno dell’annichilazione reciproca, condizione che si è verificata – secondo i fisici –  nell’epoca primordiale del Bing Bang, in seguito alla produzione nelle stesse speculari quantità, favorendo una parte di materia sopravvissuta allo scontro e sufficiente a creare l’universo conosciuto.

Il progetto di ricerca Alpha – collaborazione internazionale con sede al Cern con l’obiettivo di comparare materia e anti-materia e studiarne le differenze – può contare ora su dati utili a confermare la ricostruzione teorica della nascita dell’universo e capire meglio i meccanismi della sua evoluzione. Uno degli enigmi più interessanti riguarda l’effetto che la forza di gravità può avere sull’antimateria, lasciando nel dubbio i fisici se le anti-particelle cadano verso l’alto o verso il basso (una probabile anti-gravità repulsiva potrebbe in parte spiegare l’accelerazione dell’universo)

Atrap, Aegis e Asacusa sono altri progetti in cui è coinvolto il Cern che aiuteranno a allargare la conoscenza sull’anti-mondo. Alla guida proprio del progetto Aegis, finanziato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, è Gemma Testera, ricercatrice italiana che conferma i motivi per cui essere soddisfatti e ottimisti ”Aver catturato l’antimateria per un periodo cosi’ lungo e’ il punto di partenza per studiarne le proprieta’, per verificare se materia e antimateria si comportano o meno nello stesso modo. L’universo nel quale viviamo e’ fatto di materia e le attuali leggi della fisica suggeriscono che materia e antimateria sono simili. Congratulazioni all’esperimento Alpha”.

L’anti-materia non è mai stata così a portata di mano. Non abbastanza, forse, per evocare suggestive ma ancora inopportune connessioni con certa science fiction.

CERN News : ALPHA Experiment Antimatter atoms produced and trapped at CERN during 1000

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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