Omosessualità: i medici cattolici tedeschi la curano

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di Vanessa Mannino

 

Guarire dall’omosessualità oggi si può. E la cura è l’ultima scoperta resa nota dai medici cattolici tedeschi, più opportunamente conosciuti con la sigla BKA. L’articolo dal titolo “Opportunità terapeutiche contro l’omossessualità” ha messo in evidenza tutti i rimedi utili attraverso i quali gli omossessuali dovrebbero ricorrere per “guarire” dalla loro condizione, ma soprattutto dal loro stato psicologico. E, come se fosse una malattia che richiede forme di cure innovative e sperimentali, l’articolo ha scatenato diverse e, altrettanto giuste, polemiche. L’iniziativa è nata da un progetto del medico tedesco Gero Winkelmann. Nonostante l’omossessualità non venga più considerata da tempo come una malattia mentale, il Dottore ha spiegato come i trattamenti per le cure possono essere facilmente rintracciati in testi relativi alla teologia, alla filosofia o alla psicoterapia, aggiungendo al tutto alcune righe preziose disponibili nelle Sacre Scritture. Winkelmann, che non bada a spese nelle sue considerazioni, sostiene che l’omossessualità tende ad apportare nell’individuo sofferenza psicologica che va, in un modo o nell’altro, guarita. Girando su Internet ci si può facilmente render conto come non siano solo i medici cattolici tedeschi a considerare l’omossessualità come tale. Sono molteplici,infatti, le fonti dal titolo “Guarire dall’omossessualità”, fonti in cui,  anche attraverso testimonianze personali, si mette in risalto come “tornare normali” è possibile. Per “aiutare” i numerosi affetti da tale “disturbo” sono stati messi in commercio una grande mole di libri, grazie ai quali ritrovare la speranza per ritornare a vivere una “vita normale”. Addirittura, in alcune cliniche americane sono stati aperti veri e propri centri per terapie e cure anti-omosessualità.

A Dallas, vi è un gruppo che pratica l’astinenza sessuale e inala ammoniaca ai partecipanti ogni qual volta che sopraggiunge un impulso sessuale. Partecipanti che di certo aderiscono per dei sensi di colpa dovuti ai principi che spesso impone l’etica o la moralereligiosa. Altre cliniche, per esempio, danno origine ad ispezioni e divieti a libri o oggetti per controllare che, quella che viene definita una “falsa immagine”, non abbia evoluzioni. In una società civile che si batte ogni giorno per abolire l’eccesso di stereotipi apportati dalle numerose diversità, la definizione di omossessualità come malattia mentale è davvero qualcosa di inconcepibile. Per non parlare di quante malattie gravi oggi invadono mente e corpo dell’individuo a cui neanche la scienza riesce, nel secondo millenio, a trovare cure plausibili che riescano per lo meno ad attutire gli innumerevoli disturbi. Malattie rare, da cui l’individuo vorrebbe davvero essere curato.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

3 Comments

  1. chiocciola
    9 giugno 2011

    L’omosessualità porta tristezza solo a causa della cattiveria della gente, non come condizione sessuale di per sè. E ve lo dico da omosessuale serena e convinta.

  2. Anna Esposito
    9 giugno 2011

    Sono d’accordo con te.

  3. vanessa mannino
    9 giugno 2011

    concordo in pieno!!!

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