“Rapporto sui diritti globali 2011” 78,7% di tagli al welfare e la fine dello stato sociale

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E’ stato presentato a Roma l’8 giugno  il “Rapporto sui diritti globali 2011”, curato ed edito da Ediesse, promosso da Cgil e altre associazioni come  Arci, ActionAid, Antigone e Legambiente. E’ prevista una presentazione del Rapporto anche a Milano il 17 giugno 2011, alle ore 15.00 presso la Triennale in Viale Alemagna, 6 (Sala Tetro Agorà).

DISUGUAGLIANZA SOCIALE La crisi incalza,  il Paese s’impoverisce, ma non in modo omogeneo. Se da un alto peggiorano le condizioni dei “poveri”, fascia peraltro che sta risucchiando a se una parte sempre maggiore di popolazione, dall’altro pochi e privilegiati attraversano indenni il dissesto economico, anzi risultano arricchirsi. Lo aveva già anticipato la Banca d’Italia, con il bollettino sulla ricchezza delle  famiglie (riferiti al 2008): il 10% delle famiglie possiede il 45% della ricchezza, mentre un 50% che in totale arriva a mettere insieme il 10% della ricchezza totale. L’Italia è al sesto posto nella classifica Ocse della diseguaglianza sociale, come ricorda il rapporto Cgil. Secondo i dati Istat, una famiglia su 10 vive in condizione di povertà relativa, mentre peggiorano e sono destinate ad aggravarsi in modo cronico le condizioni dei poveri, soprattutto nel Mezzogiorno.

CANCELLATO STATO SOCIALE “Stanno cercando di liberarsi dagli oneri derivanti dalla protezione degli strati sociali più deboli e dal mantenimento di una serie di servizi pubblici a suo tempo considerati essenziali per promuovere lo sviluppo economico-sociale e oggi ritenuti un fardello”. I tagli al welfare e ai diritti delle fasce più deboli vanno ben oltre le necessità economiche dettate dalla crisi, sono piuttosto scelte politiche mirate. Nel “Rapporto sui diritti globali”  si evince chiaramente  come “dal 2008 al 2011 i dieci principali ambiti di investimento sociale hanno avuto tagli complessivi pari al 78,7%, passando da 2.527 milioni stanziati nel 2008 ai 538 milioni della legge di stabilità 2011″. Il welfare non è sottoposto solo ai tagli, ma anche a una crisi di consenso.”, come se si ritenesse legittima l’esclusione dei poveri in quanto “non meritevoli” di godere di benefici e aiuti. “Negli ultimi cinquant’anni il modello sociale europeo ha migliorato la qualità della vita di decine di milioni di persone e ha permesso loro di credere che il destino dei figli sarebbe stato migliore di quello dei genitori. Ora il modello sociale europeo è sotto attacco nientemeno che da parte dell’Europa stessa”, come afferma Luciano Gallino citato nel rapporto. Per Sergio Segio, uno dei curatori del  Rapporto ”I costi sono ricaduti sul sistema di protezione, sugli operai, sulle famiglie”. Segio sostiene che ”I soldi ci sono, il problema sono le scelte: abbiamo speso in 10 anni un miliardo di euro per i Cpt, poi Cie, un sistema che tratta tutti da delinquenti e del tutto inefficace””L’Italia ha un livello di disoccupazione giovanile del 29%, uguale a quello della Tunisia, dove e’ scoppiata la ‘primavera’ del Nord Africa”.  E conclude che è ottimista ritenere che ”una nuova stagione politica sembra aprirsi anche qui, sotto la spinta delle associazioni, del territorio e del sociale”.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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