Nucleare, si dice nuculare

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di Dario Ripamonti

 

Come sa chiunque non sia stato su Plutone negli ultimi giorni, l’Italia non ospiterà centrali nucleari nel futuro prossimo. Sono convinto – non ne ho le prove, ma poco importa – che in molti abbiano votato sulla scorta della paura, ma non per questo sono convinto che la decisione sia stata sbagliata. In fondo tante volte la paura ci impedisce di fare cose stupide.

Il ritorno al nucleare era previsto nel programma elettorale del centrodestra, e risale alla primavera del 2008 l’annuncio di un piano dell’ENEL per la costruzione di quattro centrali di terza generazione entro il 2020 per una potenza installata complessiva di circa 6 GW. In termini di energia, quindi, si parla di 52560 GWh prodotti ogni anno (6x365x24). Teniamolo a mente.

Dati forniti da un file sul sito dell’Università di Parma mostrano che il consumo medio di energia in ogni abitazione italiana dovuto a elettrodomestici è pari a circa 2,4 MWh ogni anno. Considerando che in Italia ci sono 24.905.042 abitazioni, l’energia richiesta per questi apparecchi in un anno ammonta a 59800 GWh.

Quindi, il piano energetico che autorevoli membri del Governo consideravano così strategico da poter essere sacrificato in vista delle amministrative non sarebbe stato in grado nemmeno di alimentari i frigoriferi italiani. Ma non è finita: nella stessa tabella, si trova la percentuale di riduzione dei consumi che si potrebbe ottenere utilizzando tecnologie domestiche più avanzate. Facendo un rapido calcolo, con queste tecnologie sarebbero sufficienti poco più di 29000 GWh ogni anno, ovverosia la metà dell’irrinunciabile energia elettrica prodotta per via nucleare.

Questo genere di risparmio energetico, oltretutto, avrebbe luogo durante tutta la giornata, e in particolar modo nelle ore diurne, senza creare gli effetti paradossali delle lampadine a basso consumo.

Infine, si segnala – e basta consultare Wikipedia – che il picco storico di potenza richiesto in Italia è stato di 57 GW nel 2007, e che in Italia la potenza installata massima teorica è di 100 GW, quella pratica di 67 GW, quindi ben sufficiente a soddisfare la fame nazionale di elettricità. Ultima curiosità: l’Italia importa energia, però, secondo i dati di Terna, nel 2007 (l’anno in cui è stato maggiore il consumo di energia in Italia) tale quota è stata dell’13,6%.

In conclusione, è verissimo che la produzione di energia tramite tecnologia nucleare sia utile. Resta da capire a chi.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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