Sheikh guida il risveglio delle donne in Bangladesh

di Maria Rosaria De Simone

Una nuova primavera di libertà  sta pian piano facendosi strada tra le forti tensioni di quei partiti islamici che cercano di soffocarne  la nascita, grazie alla ‘pasionaria di Dakha’, la prima ministra del Bangladesh, Sheikh Hasina.
La donna, forte del suo mandato politico, sta cercando di contrastare il maschilismo imperante dei partiti fondamentalisti del suo paese, attraverso una serie di proposte di legge che tendono a garantire la parità di diritti e di tutela delle donne in ogni campo. La ministra chiede infatti che le donne abbiano pari diritti e nel campo lavorativo, nell’educazione, nella tutela della salute e nel campo delle leggi legate all’eredità per avere pari diritti di successione.
Purtroppo, contro queste richieste, tutte condivisibili, si è sollevato un muro di ostilità, di critiche feroci, che sono andate ad incanalarsi in disordini e manifestazioni in diverse località del paese. In una zona vicina al porto di Chittagong, circa tremila studenti islamici hanno aggredito i passeggeri dei bus ed hanno distrutto ciò che capitava loro a tiro, dando fuoco anche ad una stazione di benzina. Anche in altre zone le manifestazioni sono state così cruente. Questo la dice lunga su quanto alcune frange fondamentaliste si sentano minacciate. L’indignazione degli Ulema è alta. Gridano allo scandalo, accusando Sheikh Hasina di voler “riscrivere l Corano”.
La donna però rimane ferma sulle sue posizioni , respinge ogni accusa che vuole porre dubbi sulla sua correttezza in campo religioso e ricorda che la prima persona che si convertì all’Islam fu la prima moglie del profeta Maometto, Khadima. La questione delle donne in Bangladesh è oggi assurta a tematica di grande rilievo, a bandiera per aiutare il Bangladesh ad divenire un paese democratico. Basti pensare che, secondo la Sharia, la legge islamica praticata nel paese, le donne possono ereditare solo un quarto di ciò che spetta agli uomini. E proprio queste discriminazioni vuole andare a debellare la prima ministra, attraverso l’attuazione di un piano di riforme ben calibrato.
Bisogna altresì ricordare che suo padre, il primo presidente del Bangladesh, morì  assassinato insieme alla famiglia ed al personale di servizio, in un attentato al suo Palazzo residenziale. Sheikh Hasina si salvò solamente perché all’epoca dei fatti si trovava all’estero c on una sorella. Ecco perché oggi la prima ministra, eletta prima nel 1996 poi nel 2008, spende tutte le sue energie per proseguire il sogno del padre: quello di vedere il Bangladesh uscire da un retaggio culturale che lo ancora senza speranze ad un atteggiamento retrogrado  che rende sempre più lontana la via del progresso.