Addio a Nathan Clark, l’inventore delle ‘desert boots’

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di Marco Milano

Se si fa attenzione, nella copertina di Abbey Road – l’ultimo album registrato dai Beatles – si può notare George Harrison indossare un paio di stivaletti bassi beige, molto familiari. Si tratta delle desert boots, le celebri scarpe in voga dai 60’s in poi. Il Guardian ha reso noto ieri che Nathan Clark, l’ideatore delle scarpe del deserto, è morto a 94 anni. La notizia della morte, avvenuta lo scorso 23 giugno a New York, è citata nelle pagine degli obituaries – “dopo una vita spesa con entusiasmo, curiosità e inventiva, nella creazione di scarpe”.

Discendente della famiglia dei Clark – fondatrice nel 1820 dell’industria di scarpe a Street nel Somerset – Nathan fu testimone di diversi scenari di guerra, come infermiere volontario nelle brigate repubblicane in Spagna nel 1937 e in qualità di ufficiale della Royal Army Service Corps in Birmania durante la seconda guerra mondiale. Leggenda vuole che fu proprio in queste occasioni che l’intuizione raggiunse lo spirito imprenditoriale e innovatore di Clark: le ‘espadrilles’ dei contadini spagnoli e i ‘chaplis’ dei militari indiani diventarono l’ispirazione per proporre calzature con le stesse comodità necessarie sui campi di battaglia. Clark presentò al pubblico la desert boot, adatta a qualsiasi temperatura, solo nel 1947 alla Fiera Calzaturiera di Chicago: gli servì del tempo per abbattere il muro di scetticismo dell’industria di famiglia (troppo avveniristiche e anticonformiste le sue idee, per una ditta che realizzava calzature per le divise scolastiche britanniche). Dopo uno storico servizio del magazine americano Esquire dedicato alla sua invenzione, l’intuizione di Nathan Clark si rivelò di successo: le scarpe adatte a un kit da soldato in tempo di guerra diventarono uno dei simboli dell’epoca del pacifismo.

 

Oltre a George Harrison e altre star dello spettacolo come Bob Dylan e Steve McQueen, infatti, molti ragazzi protagonisti del Maggio Francese nel ’68 indossavano le desert boots. Da imprenditore, più probabilmente Clark progettava solo di sfondare nel mercato con un comodo stivaletto in camoscio e la stessa suola in gomma usata dai militari dell’Ottava Armata. 12 milioni di paia venduti finora hanno garantito questo successo. Le clark ai piedi di rock star, attori e giovani sessantottini gli hanno regalato l’ingresso tra le celebrità.

 

 

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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