Cameron:”Bloccheremo i social network”

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di Paolo Cappelli

Il Primo Ministro David Cameron ha detto apertamente che è arrivato il momento per la popolazione di Londra di riprendersi le strade. Se c’è una cosa sulla quale gli inglesi sono inamovibili, questa è la proprietà privata e il diritto al suo pieno godimento. È per questo che ieri un’intera comunità si è raccolta in quelle stesse strade che sono state teatro di scontri e di morte, morte di tre di coloro che con quelle proteste e quelle violenze non avevano nulla a che fare. Hanroon Jahan, e i due fratelli Shazad Ali e Abdul Musavir, rispettivamente di 21, 30 e 31 anni, sono stati uccisi da un’auto che li ha investiti all’una di notte, mentre cercavano di difendere i rispettivi negozi nel quartiere di Wilson Green a Birmingham. Lo stesso Cameron, che ha inviato alle famiglie le proprie sentite condoglianze, ha definito le morti dei tre giovani un evento “terrificante”. La polizia delle West Midlands ha già arrestato un uomo di 32 anni, le cui generalità non sono ancora note, con l’accusa di omicidio. Quello che sembra essere l’opera di un pirata della strada segue a breve distanza di tempo la morte del ventinovenne Mark Duggan, ucciso nel quartiere di Croydon, a sud di Londra, lo scorso lunedì notte e del cui caso ci siamo già occupati.

La polizia ha cercato di riportare alla normalità le città in cui si sono verificati i disordini schierando un numero eccezionale di agenti che, unitamente alle piogge abbattutesi sulla città di Manchester, hanno conseguito l’auspicato effetto deterrente, scoraggiando l’azione di eventuali sciacalli. Il centro commerciale di Arndale ha scelto di chiudere in anticipo, così come molti altri esercizi commerciali, bar e ristoranti. Uno dei negozi della catena Tesco (supermercati, ndr) posto sulla strada più frequentata del centro cittadino, Market Street, ha invece avuto il coraggio di tenere le serrande alzate. Nonostante il reparto mobile della polizia non fosse stato schierato sulle strade, erano invece visibilissime le giacche a vento fosforescenti degli oltre 1000 colleghi dei reparti territoriali, che hanno spazzato il centro in lungo e in largo. Pattuglie appiedate di due o tre poliziotti hanno battuto gli itinerari principali, mentre sono state istituite postazioni fisse nei punti in cui si sono concentrate le violenze nelle ore precedenti.

In un suo messaggio a Downing Street, il premier Cameron ha detto che la Gran Bretagna ha mostrato il “suo lato peggiore”, ma anche “quello migliore”, riferendosi in quest’ultimo caso al milione di persone iscritte al gruppo di sostegno alla polizia aperto su Facebook. Cameron ha inoltre confermato che la polizia potrà disporre di tutti gli strumenti necessari e di adeguata copertura giuridica per poter intraprendere qualsiasi azione ritenuta utile a contrastare i disordini. “La polizia – ha proseguito – è già autorizzata all’utilizzo dello sfollagente; stiamo valutando l’utilizzo di cannoni ad acqua in casi di particolare gravità e pensiamo di poterne avere la disponibilità entro 48 ore”. Cameron ha dichiarato che se sarà necessario affronterà il problema dei gruppi criminali che si formano attraverso le reti social. Dal BlackBerry Messenger (Bbm) ai social network veri e propri. “Stiamo lavorando con polizia, intelligence e industria per capire se sia giusto bloccare le comunicazioni attraverso questi siti e servizi. Quando è chiaro che si stanno progettando violenze, disordini e atti di criminalità”. Ma come spesso accade in questi casi, l’efficienza va di pari passo con le risorse a disposizione. Nell’ambito della pianificazione pluriennale, è previsto un taglio agli stanziamenti per il settore esercizio della polizia di circa il 20%. Tuttavia, dopo un colloquio faccia a faccia tra il Sindaco di Londra Ben Johnson e il Primo Ministro, avvenuto nelle ultime ore, sembra possibile ipotizzare un emendamento alla manovra finanziaria, ma è ancora presto per dire se tale emendamento ci sarà e in quale misura.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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