Il mondo degli emo visto da I Mancio e Stigma

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di Mario Masi

Sul loro sito si presentano così: “I Mancio e Stigma (Patrizia Cammarota, Marco Mancin e Angelo Grasso) nascono dall’ unione di tre menti disturbate che da anni raccontano la loro visione del mondo convinti così, di riuscire a liberarsi dei propri fantasmi senza dover ricorrere alle cure di uno specialista.”

In realtà ‘Mancio e Stigma’ nascono dall’amore tra Marco e Patrizia, che li porterà fino al matrimonio e la ‘I’ iniziale si aggiungerà con l’arrivo di Angelo.
Il grande successo poi sopraggiunge con l’ultima edizione di Zelig, in cui i personaggi Enzo, Mara e Eosvaldo mettono in scena una esilarante parodia del radicale antivitalismo degli ‘emo’.
Ne parliamo con una dei tre protagonisti, Patrizia Cammarota

Quando nascono “I Mancio e Stigma”?
Io e mio marito, Marco Mancin ci siamo conosciuti ad un corso di teatro nel 2001. In seguito abbiamo cominciato a fare cabret come duo: Mancio e Stigma e quando nel 2003 si è aggiunto Angelo Grasso, amico di vecchia data di marco abbiamo aggiunto la ‘I‘ , diventando un gruppo e non più un duo.

Com’è nata l’idea degli Emo?
E’ Marco la  mente del gruppo e scrive lui tutti i testi. L’ha scritto una notte che non riusciva a dormire per la febbre…  Ha incominciato ad esplorare internet e si è imbattuto in vari video degli emo veri e, innamorandosi, ne ha scritto subito una parodia.

L’essere una psicologa l’ha aiutata a definire la figura di ‘Mara’? L’analisi psicologica dei personaggi è una cosa che si fa, indipendentemente dal fatto che io faccia la psicologa di professione. Anzi a volte è uno svantaggio, dato che per deformazione professionale rischio di analizzare troppo mentre per far ridere spesso non è necessario.

Com’è stata l’esperienza di Zelig, la ripeterete?
L’esperienza a Zelig è stata la realizzazione di un sogno. È da quando sono una ragazzina che guardando Zelig sognavo di poter fare anch’io un giorno la comica e poter calcare proprio quel palco. Abbiamo trovato un ambiente accogliente e protettivo ma anche stimolante e abbiamo avuto il piacere di conoscere persone meravigliose, comici e non. Speriamo di poter ripetere l’anno prossimo.

Ma i veri ‘emo’ che dicono di voi?
Solo uno ci ha letteralmente riempito di insulti. In genere capiscono che non stiamo prendendo in giro chi, come loro, crede in qualcosa ma chi lo dice ma poi non sa da che parte è girato e si limita a seguire il gruppo senza comprendere veramente ciò che vuole.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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