Giovedì primo settembre alle 21,00 ricordiamo il giovane Edoardo Sforna “Dodo”

image_pdfimage_print

di Natale Fusaro (*)

Non ci sono ricette magiche per sconfiggere la criminalità e soprattutto non ci sono soluzioni magiche per evitare che la vita di un bravo ragazzo di diciotto anni venga barbaramente recisa senza motivo.
Si perché è davvero senza motivo la morte di Dodo, perché si fa veramente fatica a considerare che ci possa essere un motivo che possa in qualche modo giustificare un delitto cosi terribile.
Con la morte di Dodo muore la civiltà, chi lo ha ucciso e come se avesse sparato contro il mondo intero e contro la vita di tutti noi, per questo la reazione sociale di fronte a questo atto veramente esecrabile deve essere forte e non dobbiamo aspettarci che a farlo siano solo le Istituzioni o addirittura i politici,  si, perché è veramente sconcertante che non si sia trovato di meglio da fare che polemizzare con chi amministra Roma per il fallimento del piano per la sicurezza, come se la sicurezza fosse solo un fatto politico o istituzionale.

Proprio questo delitto ci fa comprendere quanto la “Sicurezza”, sia un fatto sociale e c’è necessità di comprendere che più è futile ed insensato il delitto, tanto più forte deve essere la reazione sociale ad esso.
Per questo la morte di Dodo non può passare inosservata e deve far riflettere tutti. E’ necessario un momento di solidarietà cittadina forte e sentita, senza polemiche e senza colore politico.

Tutti i Romani al loro rientro dalle vacanze dedichino dieci minuti del loro tempo e della loro riflessione alla morte di Dodo, Giovedì primo settembre alle 21,00 spegniamo le luci e la televisione solo per 10 minuti ed accendiamo una candela per ricordare questa giovane vita barbaramente spezzata, che poteva essere la vita di un nostro caro, di un nostro amico, di nostro figlio, vita che è comunque direttamente la nostra perché l’assassinio di Dodo è l’assassinio della vita di ciascuno di noi e della nostra sicurezza.
Un piccolo gesto che non costa nulla ma che ci deve far riflettere sul senso della vita e sul senso delle cose che ci stanno intorno e che costituiscono il nostro senso di sicurezza.

Un pensiero in tal senso voglio chiederlo direttamente al Capitano della Roma Francesco Totti, un ragazzo sempre attento ai giovani e al loro futuro, perché si faccia portatore di un piccolo gesto per onorare la memoria di Dodo, tifoso della Roma, suggerendo alla squadra di giocare con il lutto al braccio e di osservare un minuto di raccoglimento per Dodo, che deve continuare a vivere nel ricordo. Il calcio deve dare il suo contributo sociale proprio in momenti come questo e mi auguro che anche i tifosi della Roma, ricordino il loro Amico Dodo con dei bei striscioni e con un invito alla non violenza.

Lo stesso invito rivolgo alla S.S. Lazio e alla tifoseria laziale affinché giochino con il lutto al braccio anche se Dodo non era laziale, per far comprendere che la vita non ha divise e schieramenti e che si deve essere tutti uniti contro la morte e contro la delinquenza gratuita. Mi aspetto davvero questo nobile gesto, perché è dalle piccole cose che nascono le grandi idee ed i valori.

L’omicidio di Dodo è un gravissimo campanello d’allarme e tutti noi nel nostro piccolo siamo chiamati a reagire, senza ma e senza se con un atto di grande solidarietà sociale e con un invito alla non violenza e alla solidarietà.
Bisogna dire basta al diluvio di messaggi negativi; sono certamente convinto che non basta guardare “Romanzo Criminale” perché si verifichi un sicuro contesto emulativo, ma questo può diventare assai probabile quando lo spettatore medio è un ragazzo senza valori e senza ideali e allora è necessario che alla visione di questi film che inneggiano alla violenza e alla sopraffazione, segua anche un momento di riflessione e di dibattito, perché è davvero facile fare la “bella vita” con la violenza e con la pistola in mano, magari aiutati in questo dalla cocaina che ormai è alla portata di tutti, perché ha il costo di un drink.

Dodo i soldi se li guadagnava facendo il bagnino nella piscina di Ciampino e di sera invece di “spassarsela”, andava a consegnare le pizze per guadagnarsi qualche altro soldino, a differenza di tanti, forse troppi, che la sera hanno solo voglia di divertirsi gratuitamente, di bere, di fumare, di sniffare, possibilmente gratis e senza alcuno sforzo, se non quello dato dalla violenza, dalla delinquenza, dalla legge del coltello e della pistola.

(*) Criminologo – Docente di Criminologia nell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

Redazione

Redazione

Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *