Ecologia del vivere: schiaffo morale dalla Svezia

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di Stefania Taruffi

Ha passato due notti e tre giorni in carcere a Stoccolma e parecchi guai, Giovanni Colasante, consigliere comunale di Canosa di Puglia, per un presunto schiaffo dato al figlio per strada. In Svezia non è tollerato usare anche forme lievi di violenza contro i figli. È un reato grave che corrisponde al maltrattamento e comporta l’arresto, la reclusione e il giudizio in tribunale.

E’ quello che è accaduto al consigliere pugliese che ora attende che il 6 settembre il tribunale di Stoccolma si pronunci in merito.

In epoca di maltrattamenti e abusi sui minori, non denunciati neanche dalle famiglie stesse, suona strana questa misura per un ordinario litigio familiare. Chi non ha mai perso la pazienza con proprio figlio e ha fatto volare un ceffone? Molti genitori sono del parere che sia anche educativo mettere le mani addosso ai propri figli, quando non le parole non sono più ascoltate e sembra non esserci altro rimedio.

Non è lo stesso in Svezia. Nell’Europa settentrionale si fanno molti figli e questi sono tutelati, così come lo sono le loro famiglie. E anche un semplice rimprovero (pare che lo schiaffo non sia stato visto direttamente da chi l’ha denunciato alle autorità) può far saltare una vacanza e divenire un grosso problema. Sapevo delle multe a chi butta le carte per terra, ma di questa norma non ne ero a conoscenza anche io. A sentire le notizie di questi giorni dovremmo adottarla anche noi in Italia, non solo per gli italiani, che comunque nella norma sono civili e finanche troppo protettivi ormai con i propri figli, ma anche per certi extracomunitari che non rinunciano alle loro cattive abitudini.

E’ recente la notizia di un marocchino, residente a Milano da un buon decennio, che dopo anni di maltrattamenti alla figlia 17enne, l’ha frustata giorni fa con un filo elettrico, a causa dei suoi comportamenti troppo ‘occidentali’ in termini di fidanzati e abbigliamento. Se è vero che certi abusi e maltrattamenti hanno luogo spesso nelle case, è anche vero che spesso nessuno li denuncia e restano impuniti anche a causa dell’omertà. E’ vero che ci vogliono leggi mirate a tutela dei minori, ma è anche importante, come in ogni situazione, che valga la legge del Buon Senso. Un’arrabbiatura bonaria di un padre esasperato dal comportamento di un figlio disubbidiente non può essere paragonata ai maltrattamenti violenti e continui di un padre inflessibile ai comportamenti di una giovane adolescente, perlopiù in un paese straniero dove tali comportamenti sono la normalità. Avrei trovato giusto un rimprovero ufficiale al consigliere pugliese, mentre il marocchino che ha portato sull’orlo del suicidio la figlia, merita sì di finire in giudizio!

La legge è legge e in Svezia non si scherza. In Italia invece, si scherza molto di più.

 

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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