Ecologia del vivere: “Se tutti pagano le tasse, le tasse ripagano tutti”

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Di Stefania Taruffi

E’ questa la frase che mi è compare sullo schermo della tv. Mi soffermo sullo spot, avevo letto la notizia, ma non conoscevo il promo: per sensibilizzare gli evasori, sono partite il 9 agosto le campagne di sensibilizzazione dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia su radio, giornali e tv, per rendere consapevoli i cittadini italiani che chi non paga le tasse, vive alle spese degli altri e danneggia tutti, compreso il paese. E che con i soldi delle tasse, lo Stato dovrebbe ripagare il paese con adeguati servizi. Aggiungerei, risanare soprattutto l’incredibile debito pubblico raggiunto: ne abbiamo preso coscienza con qualche decennio di ritardo, ma abbiamo un debito pubblico in Italia che ora ammonta a ben 1800 miliardi di euro. Al contrario di quello della Grecia, nessuno si prenderà carico del nostro. Quando è toccato a loro, in Italia nessuno si è sentito chiamato in causa dalla situazione a parte qualche lungimirante economista, qualche sporadico politico liberale e un paio di giornalisti illuminati. Poi siamo diventati ‘ sorvegliati speciali’ ed è notizia di oggi, da fonti Reuters, che dalla Germania anche Angela Merkel avrebbe espresso la considerazione che “L’Italia e la Grecia sono in una situazione estremamente fragile”, accostando per la prima volta le crisi delle due nazioni.

Anche la Spagna ci ha messo il carico e Blanco, intervistato da “Telecinco”, ha dichiarato: “Siamo molto preoccupati perché alcuni Paesi sono in una brutta situazione e non stanno rispettando i loro obiettivi: la Grecia e l’Italia, che si è rimangiata in pochi giorni il suo piano di aggiustamento“. Non ci raccontano nulla di nuovo, a questo ci siamo arrivati da soli. Da mesi infatti la borsa è in calo e l’economia ferma. Oggi Milano perde il 4,8%, mentre il Presidente in pectore della Bce, il nostro Mario Draghi, avverte che il sostegno ai Btp da parte della banca centrale europea può essere solo temporaneo e chi ha investito in Btp, sta perdendo sul capitale investito. Questi mesi di turbolenze finanziarie sui mercati internazionali hanno determinato un forte aumento dei rendimenti richiesti per il finanziamento del debito pubblico italiano. Le banche sono in difficoltà.

La manovra correttiva del governo per la ‘stabilizzazione finanziaria e la competitività economica’ tocca ormai quasi tutti i cittadini, ma come sempre, a risentirne saranno coloro che hanno redditi più bassi. Con essa era partita quest’estate la caccia al denaro pubblico da ogni parte, che secondo la logica tutta italiana equivale a: ‘prendiamo un pò qua e un pò là e vediamo a quanto arriviamo’. Ed erano arrivati a 24 miliardi. Tra le misure principali il provvedimento prevedeva riduzioni dei costi della pubblica amministrazione e della politica, interventi di tipo fiscale a favore delle reti d’impresa e non scampavano neanche i falsi invalidi e il settore del noleggio. Vedremo meno auto blu, ma non sarà un nostro problema. Ci interesseranno di più le norme in materia sanitaria, poiché è prevista una riduzione della distribuzione (chiamiamolo pure sperpero) di medicinali e gli acquisti di beni e servizi, a prezzi superiori a quelli di riferimento, saranno sottoposti agli organi di controllo e revisione.  Non c’è scampo neanche sulle strade, giacché è stata prevista la possibilità di introdurre il pedaggio di tratti di strade di collegamento con tratti autostradali. Cambiano le ‘finestre’ in materia di pensioni ed è notizia recente che dal 2014 saranno adeguate le pensioni delle donne nel settore privato. Perchè 24 miliardi erano troppo pochi. Per tranquillizzare i mercati ne servirebbero la metà del debito, pari a 900 miliardi di euro. Allora  è stato anche aggiunto l’aumento dell’Iva al 21% e la tassa del 3% per cento sui redditi superiori a 500.000 euro. E siamoa rrivati ad un maxi-emendamento che porterà nelle casse dello stato 54,2 miliardi di euro.

E le tasse? Scattano il redditometro e i controlli del fisco. Già da questa estate la guardia di finanza si è messa a caccia di vip e yacht per raggranellare qualche altro euro.

A questo punto una domanda sorge spontanea: che in Italia il problema principale fosse l’evasione fiscale era noto a tutti da qualche tempo. Se davvero ciascun cittadino avesse pagato le tasse dovute in base al proprio reddito reale, se ogni attività, libero professionista, artigiano avessero rilasciato regolare fattura per le proprie prestazioni (e chi usufruiva dei servizi l’avesse pretesa) e ci avessero pagato sopra le dovute tasse. Se si fossero evitate le fughe di capitali all’estero con manovre adeguate, preventive piuttosto che un continuo condono. Se tutti fossero stati messi da anni, non da oggi, nella condizione di dover pagare le tasse, forse allora non ci troveremmo al pari della Grecia, ultimi fra gli ultimi, a mendicare denaro qua e là senza criterio e credibilità presso le banche europee. La civiltà di una nazione si misura soprattutto sulla sua salute economica, politica e sociale. E noi stiamo facendo acqua da tutte le parti. Agli italiani piace stare fermi o frenare qualsiasi cambiamento, giusto o sbagliato che sia e l’unica cosa che opposizione e sindacati sono riusciti a controproporre oggi, è stato lo sciopero, che altro non è che l’ennesimo colpo di grazia all’economia. Viene voglia di scappare, quando invece dovremmo tutti fare più politica. Quella sana, costruttiva, propositiva, direi quasi rivoluzionaria. E invece restiamo tutti rintanati nel proprio orticello, a salvaguardarlo. Quella mia, dei quarantenni/cinquantenni è proprio una generazione bruciata. Ci portiamo addosso il fardello di decenni di malgoverno, di sperperi, di speculazioni, di abusi, non ci abbiamo guadagnato molto ma ne paghiamo i conti.

Però una critica la muovo a questa generazione, l’unica che potrebbe ancora fare qualcosa: non abbiamo fatto nulla per cambiare le cose. E forse, abbiamo fatto male.

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

One Comment

  1. MASSARO TIZIANA
    7 settembre 2011

    SONO D’ACCORDO CON QUANTO PUBBLICATO SOPRA.
    I GRANDI EVASORI PERO’ NON RIESCONO MAI A BECCARLI.
    TROVANO NOI CHE PAGHIAMO SEMPRE E SIAMO ORMAI SCHEDATI E MESSI SOTTO LA LENTE DI INGRANDIMENTO PER POCHI SPICCIOLI.
    DOBBIAMO FAR SI’ CHE LO SCONTRINO FISCALE CHE RITIRO DAL NEGOZIO DI QUALSIASI GENERE SIA ANCHE IL SUPERMERCATO , LE FATTURE RILASCIATE DA DENTISTI E ALTRI, SIANO DEDUCIILI FISCALMENTE ALLORA TUTTI LE RICHIEDEREBBERO.
    E’ UNA VERGOGNA INVECE LO SCIOPERO DI IERI.
    MENTRE I LAVORATORI NON PRENDON SOLDI E LI PERDONO IL SINDACATO E IL POLITICO INSIEME PASSEGGIANO TANTO A FINE MESE IL LORO CONTO LIEVITERA’ DI 50000,00 60000,00 EURO UGUALMENTE SENZA ALCUN PROBLEMA MENTRE IL NOSTRO NO.
    PERCHE’ IO CREDO NEL COMUNISMO MA QUELLO VERO PURO IDEALISTICO E UTOPISTICO MA SE APPLICATO GIUSTO DI CARLO MARX (CHE HO LETTO SUI LIBRI DI SCUOLA) .
    QUELLO APPLICATO DA QUESTI SINDACATI E COMUNISTI POLITICI NON E’ COMUNISMO.
    TOGLI AI RICCHI E DAI AI POVERI. MA DOVE COME QUANDO PERCHE SE LORO SONO I PRIMI A NON FARE E DARE NULLA PER I LAVORATRI? CI DANNO…..LO SCIOPERO CHE E’ UNA COSA GIUSTA DA FARE MA PER COSE GIUSTE E IN TEMPI DIVERSI DAL NOSTRO E DA QUESTO SOPRATTUTTO.
    HANNO FATTO PERDERE SOLDI ALL’ITALIA IN MEZZA GIORNATA QUANDO L’ITALIA NE AVEVA BISOGNO.
    IO SONO CONVINTA CHE C’E’ UNA SPECULAZIONE IN ATTO ALL’INTERNO DELL’EUROPA STESSA CONTRO DI NOI.
    TIZIANA

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