Venezia 2011: i vincitori

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di Marco Milano

 

Aleksander Sokurov, Leone d'oro per 'Faust'

Chiusa la 68esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, si apre la nuova stagione cinematografica. Leone d’oro a Faust di Aleksander Sokurov: “Ci sono film che fanno piangere, ridere, pensare, commuovere, film che cambiano per sempre le vite. E questo è uno di quei film” – Darren Aronofki, presidente di giuria, ha così commentato e confermato le previsioni unanimi della vigilia, durante la cerimonia di premiazione che si è tenuta ieri al Palazzo del Cinema del Lido. Il film, tratto dalla tragedia omonima di Wolfang Goethe, ha infatti entusiasmato da subito la platea, un’accoglienza calorosa ed inequivocabile. Ultima parte della ‘tetralogia del potere’ – iniziata nel 1999 con Moloch, proseguita con Taurus (2000) e Il Sole(2005) – con Faust, Sokurov porta sul grande schermo l’adattamento di Goethe a cui lavorava da diversi anni, per raccontare un personaggio simbolico dei temi universali dell’uomo e le sue paure. Il regista ha così spiegato la sua scelta, che potrebbe sembrare incoerente con le figure storiche dei primi tre capitoli (Hitler, Lenin e Hirohito) durante la giornata di presentazione del film: “E’ un’opera fondamentale della cultura europea, la base di partenza della creazione e il nucleo di tutto quanto può succedere a un essere umano. Perciò non è né coeva al tempo di Goethe né sincronizzata sul nostro. Ma eterna”.

Il cinema orientale è stato protagonista degli altri premi principali della mostra: People mountain people sea di Sgangjun Cai si è aggiudicato il Leone d’Argento per la migliore regia, così come cinese è Deanie Yip la migliore attrice secondo la giuria, per Tao Jie -A simple life di Ann Hui. I giapponesi Shota Sometani e Fumi Nikaido – protagonisti di “Himizu” di Sion Sono, in realtà in parte snobbato dalla critica – hanno ricevuto invece il riconoscimento come migliori attori giovani ed emergenti, il Premio Marcello Mastroianni. La prestigiosa Coppa Volpi per il miglior ruolo maschile è andata quest’anno a Michael Fassbender per Shame di Steve McQueen, anche questa vittoria prevista e scontata, ma non per questo meno festeggiata, ad esempio, in sala stampa – come raccontano le cronache twitter del festival.

Gipi e gli attori de L'ultimo terrestre

Capitolo Italia: dopo l’assenza tra i premiati e la cocente delusione della scorsa edizione guidata da Quentin Tarantino, per quest’anno si è (stra)parlato di riscossa italiana, con il Premio Speciale della Giuria a Crialese per Terraferma e il Premio Luigi DeLaurentis a La-Bas – Educazione criminale di Guido Lombardi – entrambi sull’ immigrazione, uno dei temi forti di quest’edizione – oltre al Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio a In attesa dell’Avvento di Felice D’Agostino e Arturo Lavorato e al Leone d’Oro alla Carriera a Bellocchio. Non si può certo annoverare tra i successi italiani, però, il lavoro di Cristina Comencini, Quando la notte, duramente criticato (con tanto di fischi) per il suo tentativo di “racconare un tabù” partendo dal suo romanzo omonimo del 2009, quello di una donna che si sente inadeguata a fare la madre e per il bambino arriva a provare insieme amore e odio. “Il film mette in scena quella zona grigia che arriva dopo la maternità, quando basta un niente per inciampare” – ha spiegato la Comencini – “Qualsiasi madre conosce questa situazione, ma magari non l’ha mai raccontata, perchè le persone (uomini in primis) non vogliono sentirla. Il cinema serve anche a questo”. Per molti è stato il film peggiore visto al Lido, dove il pubblico in sala ha addirittura riso a battute involontariamente comiche. Una sorpresa italiana poco sotto i riflettori è invece L’ultimo terrestre di Gipi, l’autore di fumetti alla sua opera prima sul grande schermo per la Fandango di Domenico Procacci. In realtà L’ultimo terrestre aveva già scatenato enorme curiosità per la strategia di promozione, ideata qualche settimana fa, con la diffusione del trailer con una finta diretta del tg3 che annunciava lo sbarco di alieni. Quello di Gipi è il ritratto di un’Italia scontrosa che si misura, stavolta, con l’immigrazione di extraterrestri attraverso una carrellata di personaggi-macchiette, tristemente aderente al nostro contemporaneo.

Killer Joe di William Friedkin, il regista di titoli storici come ‘L’esorcista’ e ‘Il braccio violento della legge’, sembra essere stato un’altra sorpresa del festival: applausi a scena aperta per la storia di uno spacciatore che commette un crimine impensabile per saldare un debito, un noir insolito per un’edizione che si è rivelata interessante, ma ancorata a una selezione tendenzialmente ‘ingessata’. Undici, infatti, sono stati i film tratti da opere letterarie – tra cui il vincitore – quattro da libri e romanzi, quattro da testi teatrali e tre da fumetti. Una scelta, questa, che potrebbe sembrare poco coraggiosa. Ma “le scelte della giuria sono destinate a suscitare discussioni e polemiche” fa parte delle cronache tradizionali da Festival. Per chi ne avesse voglia, è sufficiente consultare il ricco repertorio di critiche e delusioni dei cinefili/blogger della rete, il mouse d’oro, tra i tanti.

Per gli appassionati non (necessariamente) esigenti si può dare un’ultima sbirciata ai tweet ufficiali del Festival. Prima di godersi l’inzio della nuova stagione in sala.

 

 

Tutti i vincitori:

Leone d’oroFaust di Aleksandr Sokurov

Leone d’argento miglior regia:  Cai Shangjun, Ren shan ren hai

Premio Speciale della giuria: Terraferma di Emanuele Crialese

Coppa Volpi migliore attrice: Deanie Yip, ‘Tao Jie (A Simple Life)’

Coppa Volpi miglior attore: Michael Fassbender, ‘Shame’

Leone del Futuro – Premio Venezia Luigi De LaurentiisLa-Bas – Educazione criminaledi Guido Lombardi

Osella migliore sceneggiatura: Efthymis Filippou e Yorgos Lanthimos, Alpis

Osella miglior contributo tecnico: Robbie Ryan, fotografia di Wuthering Heights

Premio Marcello Mastroianni giovane attore/attrice emergente: Shòta Sometani e Fumi Nikaido, ‘Himizu’

Il premio Orizzonti per il miglior lungometraggio: Kotoko di Shinya Tsukamoto

Gran Premio Speciale della Giuria della Sezione Orizzonti: Whores’ glory di Michael Glawogger

Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio: In attesa dell’Avvento di Felice D’Agostino e Arturo Lavorato

 

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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