Inquinamento acustico: musica a tutto volume dal Caffè delle Arti di Roma

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di Stefania Taruffi

Continuano le polemiche sui locali romani. Nel mirino ancora la zona di Valle Giulia ai Parioli. Dopo il duro attacco delle Accademie straniere contro il sobrio locale Kura Kura di Roma e il recente provvedimento della Soprintendenza per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio, che ne ha bloccato l’allestimento a pochi giorni dalla riapertura, nonostante tutte le autorizzazioni, improvvisamente il Caffè delle Arti, posizionato in un’area della Galleria d’Arte Moderna, da sempre noto come tranquillo ritrovo per giovani e intellettuali, si è trasformato in una sorta di discoteca, producendo una musica assordante a tutte le ore, che sta facendo impazzire i cittadini della zona che non riescono più a dormire e a vivere tranquillamente. Forse tutti i residenti hanno attribuito il frastuono al Kura Kura, che guarda caso, sarebbe dovuto essere allestito in cima alla scalinata di fronte,  e mai si sarebbero aspettati provenisse dal Caffè delle Arti.

Cosa sta succedendo a Roma? Un caffè rinomato e tranquillo  spara indisturbato da settimane musica assordante senza che nessuno lo fermi, mentre nel parco di Villa Borghese a breve ci sarà l’invasione dei tifosi che si appollaieranno in sedicimila davanti al megaschermo, imbrattando i prati e distruggendo piante e alberi curati a fatica dal Comune. I cittadini e le Accademie straniere, oltre che lamentarsi, dovrebbero inoltrare degli esposti a questi locali rumorosi che non rispettano i livelli massimi di emissioni sonore ammesse. E la Soprintendenza, di casa alla Galleria d’Arte Moderna, cosa aspetta a fermare questo scempio, invece di decretare lo smantellamento di un tranquillo locale come il Kura Kura, sobrio, rispettoso delle normative, in regola con i permessi e senza alcun esposto a suo carico lo scorso anno? L’ambiente dei locali notturni romani è in fibrillazione, c’è chi ridimensiona i livelli di emissione sonora per non dare nell’occhio e chi li alza improvvisamente per creare confusione. Tra gli addetti ai lavori aleggia l’idea che ci siano strani movimenti e interessi non bene identificati. Ai cittadini probabilmente  piacerebbe capire cosa sta veramente a cuore di politici e  tutori dell’ambiente paesaggistico. Visto come funzionano le cose in Italia, cè da apettarsi che si tratti di interessi specifici da tutelare, piuttosto che  del bene della città di Roma.

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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