ITC: la banda si restringe in Italia ed aumenta in Vaticano, ma l’interesse del P2P cala del 21%

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Di Francesca Lippi

E’ recente la querelle scaturita dalla “nuova sperimentazione network management sui servizi ADSL ” voluta da Telecom. Nel suo comunicato l’azienda spiega che la sua nuova politica di scambio dati vuole “garantire un miglior servizio ai suoi Clienti” e che perciò “a partire dal mese di aprile sarebbe iniziata una sperimentazione mirata di tecniche di Network Management”. Cosa avverrà materialmente al traffico dati degli utenti?

All’atto pratico la decisione comporterà che lo scambio di file in modalità ‘peer to peer’ non raggiungerà la velocità massima facendo però in modo che altre applicazioni possano andare più veloci. “Le tecniche di Network Management che saranno sperimentate”, dicono da Telecom, “sono basate su meccanismi, automatici e non discriminatori, di ottimizzazione dell’impegno massimo di risorse di rete da parte di applicazioni che necessitano di un maggior consumo di banda come il peer to peer”.

Eppure la novella non garba ai competitori che chiedono spiegazioni e la stessa Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) non prende bene la nuova limitazione che ritiene addirittura possa violare la neutralità della rete, discriminando inoltre la qualità di alcuni servizi. Fra le preoccupazioni dell’Autorità vi è il non ultimo timore che il provider si stia preparando perfino ad usare tecniche lesive per la privacy degli utenti. Forse che la decisione di limitazione di banda sia dovuta a un tentativo di contrasto alla pirateria informatica? Questa idea non sembra possibile, infatti se mai l’azienda di telefonia fissa voglia puntare il dito contro la violazione del copyright, troverà già pronta la risposta fornita dall’Indagine conoscitiva su “Il diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”. La ricerca commissionata dalla stessa Agicom e presentata oggi presso l’Università Luiss, rivela che il traffico di dati tramite pear to pear ha registrato un calo di interesse da parte dell’utenza addirittura del 21% in soli due anni. Lo studio sul traffico mondiale ha rivelato che il fenomeno della condivisione dei file è calato dal 40% del 2007 al 19% del 2009.

Dopo aver analizzato tutte le diverse pratiche di pirateria, l’indagine ha esaminato le attuali misure di contrasto al fenomeno. Queste sebbene siano efficaci nell’ambito di organizzazioni private o pubbliche, risultano invece poco adattabili all’utilizzo nel mercato residenziale a larga banda, poiché in contrasto con la normativa a tutela della privacy, il diritto di accesso a Internet e il principio di neutralità della rete. Il risultato della ricerca commissionata dall’Agcom smentisce quindi che la pirateria e la violazione del copyright siano legati alla diffusione della banda larga che, per i contenuti video, costituirebbe un discrimine importante.

Intanto, se in terra Italica mamma Telecom sperimenta il restringimento della banda, in Vaticano la stessa azienda vince l’appalto per la realizzazione di una infrastruttura di comunicazione integrata in fibra ottica di ultimissima generazione per la trasmissione di servizi di fonia, Voip, dati e video di ultima generazione, nell’ambito territoriale della Santa Sede. Dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano spiegano che “la nuova infrastruttura di rete Full IP in fibra ottica si estenderà su un totale di oltre 400 km consentendo collegamenti ad alta velocità a partire da 10 Gigabit/secondo tra la Santa Sede e le dieci sedi
extraterritoriali del Vaticano situate a Roma e in zone limitrofe”. La nuova piattaforma centralizzata di comunicazione sostituirà l’attuale infrastruttura garantendo oltre a tutte le funzionalità tradizionali anche l’utilizzo di servizi innovativi nel rispetto degli standard qualitativi delle reti di ultima generazione.

Mario Masi

Mario Masi

Master in Scienze Ambientali. Autore di: "No Slogan, le bugie al tempo dei catastrofisti". Direttore responsabile di Itali@Magazine.

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