Comunicazione tra batteri: nuovo studio dell’ICGEB di Trieste

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di Marco Milano

 

I primissimi studi su un particolare tipo di interazione tra batteri risalgono agli anni ’70. In tempi più recenti è stato chiarito il meccanismo per cui alcune sostanze – i metaboliti secondari – prodotte dai batteri servano a questi per comunicare tra di loro, comportandosi come messaggeri chimici. Nello specifico, queste molecole si legano alla superficie di batteri-bersaglio e si inseriscono al loro interno attraverso un recettore di membrana, e le proteine citoplasmatiche regolano la risposta adatta. In biologia è noto da almeno un decennio, appunto, che le patologie batteriche sono il risultato di complicate interazioni tra il patogeno e la pianta ospite, seguendo questo tipo di meccanismo. Arriva dall’ ICGEB – Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie di Trieste la notizia che ci può essere comunicazione anche tra specie batteriche differenti, dimostrando che batteri solitamente innocui possono contribuire, con uno scambio di ‘informazioni’ e ‘messaggi’ ad aggravare una malattia.

In collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Universita’ degli Studi di Perugia e  l’Istituto di Agraria e Medicina Veterinaria ‘Hassan II’ di Agadir in Marocco, il team guidato da Vittorio Venturi ha cercato di capire quale sia il ruolo della flora batterica innocua nella nascita ed evoluzione di una malattia, osservando un ruolo di questa tutt’altro che di spettatrice. La rogna dell’olivo diffusa in Europa meridionale e in Medio Oriente – è stata la principale patogenesi di piante studiata a Trieste. La flora microbica, insospettabile, residente sulla pianta risulta avere una forte interazione con i batteri patogeni, come ha spiegato Vittorio Venturi (AGI): “ I risultati sono sorprendenti,  la comunita’ batterica della ‘Rogna dell’olivo’, costituita dalla convivenza dei tre batteri all’interno della stessa nicchia ecologica, risulta essere un consorzio molto stabile che comunica al suo interno e che stimola e sostiene l’infezione e il propagarsi della malattia. Le tre specie batteriche posseggono infatti lo stesso sistema di comunicazione intercellulare che ne regola la crescita e la densita’ in risposta alle condizioni ambientali presenti. Non solo, ma producono anche gli stessi segnali chimici e utilizzano le stesse molecole-messaggio. Come dire, utilizzano lo stesso linguaggio e la stessa lingua

Già precedenti scoperte sul ‘network’ batterico hanno avviato un percorso per importanti applicazioni di tipo medico-farmaceutico, per ostacolare in modo efficace il diffondersi di infezioni. L’ICGEB arriva con qualcosa di inedito, che potrebbe facilitare quest’evoluzione.

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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