Satellite Nasa: i frammenti di Uars in arrivo sul Nord Italia domani sera

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di Marco Milano

L’impatto distruttivo con l’atmosfera è previsto per domani, delle sue 6.5 tonnellate di peso sopravviveranno  circa 26 frammenti per un peso complessivo di 500 chili. Il satellite Uars – Upper Atmosphere Research Satellite della Nasa termina in questo modo il suo ciclo di vita, dopo essere stato messo in orbita dallo shuttle Discovery nel settembre del 1991. I territori occupati coprono solo una piccola frazione della superficie terrestre, quindi la probabilità più alta è quella che il satellite finisca in mare o in qualche zona disabitata. Secondo i calcoli, però, c’è sempre una piccola chance (1/3200) che i pezzi in caduta libera possano colpire qualcuno.  Gli ultimi aggiornamenti dell’Agenzia spaziale americana di questa mattina indicano che non è stata individuata con certezza l’area sulla quale avverrà l’impatto, così come non è possibile stabilirne l’orario. 185 – 195 km è l’altezza orbitale alla quale si trova adesso il satellite e sarà entro le prossime 24 ore che si potrà conoscere con più dettaglio la traiettoria dei frammenti.

Ma non tutti gli scenari ipotizzati sono concordi tra loro. Mentre i comunicati stampa della Nasa informano che non c’è pericolo che Uars passi per i cieli del Nord America, da stamattina la Protezione Civile ha lanciato un’allerta preventiva, per la possibilità che una delle traiettorie colpisca le regioni settentrionali del nostro Paese. Lo 0.9 di probabilità che uno dei frammenti arrivi nei nostri cieli sembra sufficiente per garantire delle misure di prevenzione. Secondo Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile, la certezza di un impatto sulle nostre regioni non si potrà avere prima di un margine di tempo tra i 40 – 60 minuti prima dell’evento: “Due sono le possibili traiettorie che interessano il nostro Paese e due le eventuali finestre temporali in cui potrebbe verificarsi la caduta di uno (o più di uno) dei 26 frammenti in cui dovrebbe disgregarsi il satellite: le tra le 21,25 e le 22,03 di domani e le 3,34 e le 4,12 di sabato.” Non è previsto, ad ogni modo, nessun tipo di evacuazione, ma verranno diffuse delle informazioni su cosa fare e cosa evitare in caso di rischio-Uars.

Uars è stato il primo satellite multi-strumentale ad essere lanciato in orbita per osservare diversi tipi di costituenti chimici della nostra atmosfera, in particolare l’ozono, per comprenderne meglio le dinamiche della foto-chimica  e di trasporto delle correnti d’aria. Ha terminato definitivamente le sue attività nel 2005 da quando si aggira in orbita insieme ai migliaia di pezzi di spazzatura spaziale, che non hanno mai causato incidenti simili a quello temuto per domani: “Dall’inizio del programma dell’Agenzia Spaziale, verso la fine degli anni ’50, non ci sono stati casi confermati di danni da oggetti spaziali in rientro. Così come non ci sono segnalazioni per quanto riguarda i satelliti” – la precisazione della Nasa dovrebbe tranquillizzare, anche se si tratta di un evento in qualche modo eccezionale e imprevedibile.

La pagina web  Nasa dedicata è in continuo aggiornamento, così come quella della Protezione civile. Ad ogni modo è interessante ricordare che, secondo i dati disponibili, sarebbe più probabile essere colpiti da un fulmine.

 

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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