Legge “ammazza blog” mobilita la rete

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di Valentino Salvatore

 

Si fa di nuovo strada quella che ormai viene definita norma “ammazza blog”. Il disegno di legge contro le intercettazioni, che ha fatto insorgere la rete nei mesi scorsi e fatto parlare di “legge bavaglio”, potrebbe in tempi relativamente brevi passare blindato con la fiducia. Quindi senza possibilità di modifiche sostanziali. Cosa che il presidente della Camera Gianfranco Fini ha definito “gravissimo”. Il testo sarà di nuovo alla Camera in terza lettura, con discussione già nei prossimi giorni.

Quello che preoccupa soprattutto blogger, internauti e anche siti di informazione è in particolare il comma 29 dell’articolo 3. Dove si prevede che l’amministratore di un qualunque sito internet – senza distinguere tra blog o testata – è obbligato a postare rettifiche, se qualcuno si sentisse leso dai contenuti pubblicati. Questo entro 48 ore, “con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono” e con la clasuola “senza commento”. Pena una sanzione salata, fino a 12 mila euro. Se passa la legge, potrebbe bastare una semplice email per vedere pubblicata una replica, a prescindere dalla fondatezza delle critiche mosse. Una misura che se venisse approvata potrebbe di fatto paralizzare la rete, inibendo la circolazione di informazioni e il dibattito su temi scomodi, perché chiunque potrebbe minacciare querele e ottenere soddisfazione a prescindere.

L’opposizione critica con decisione la volontà del governo di far passare una legge di questo tipo. L’impressione di chi la contesta è che la maggioranza abbia fretta di approvare la normativa e che nel farlo spazzi via ogni possibilità per un dibattito più sereno. Donatella Ferranti, capogruppo Pd dentro la commissione Giustizia alla Camera, ricorda che le intercettazioni sono “uno strumento di indagine fondamentale” che “non può essere messo in discussione per colpa di vicende personali che riguardano” Berlusconi. Giuseppe Giulietti, esponente del gruppo misto, definisce l’ammazza-blog “tanto arrogante quanto stupida”, perché sarà “inapplicabile e darà vita al caos”, “favorirà solo il commercio clandestino di notizie”. Antonio Di Pietro, dell’Idv, dice che oltre al ddl intercettazioni “pur di salvare il presidente del Consiglio, il governo ci ha infilato dentro anche una norma per ammazzare la rete”, “un insulto alla libertà e alla democrazia”, anzi una “misura fascista”.

Alcune colombe dalla maggioranza cercano di stemperare le polemiche. Come il deputato Roberto Cassinelli (Pdl), che intende presentare un emendamento per alleggerire le limitazioni, scritto con l’aiuto di alcuni blogger. Non si vuole “soffocare la libertà della rete”, assicura, ma c’è “forse poca sensibilità nei confronti del fenomeno”, ammette. Il ddl suscita perplessità anche a livello legale. “Così scritta è inapplicabile”, dichiara Antonino Polimeni, legale esperto di diritto informatico. Uno dei motivi è che una semplice email di per sé non ha valore legale.

La protesta sta montando velocemente su internet, soprattutto grazie a FaceBook e Twitter, ma anche col passaparola tra i blog e i siti. La contrarietà verso la legge ammazza-blog è trasverale, coinvolgendo siti e opinionisti di riferimento sul web sia per la sinistra che per la destra. Tra gli hacker c’è poi chi intende compiere azioni dimostrative di disturbo sul web. Elemento da non sottovalutare, vista ad esempio la sorprendente ascesa del partito dei ‘pirati’ alle recenti consultazioni del Parlamento federale di Berlino, che gli ha fatto guadagnare quasi il 9% dei voti.

Intanto i contestatori si danno appuntamento giovedì 29 settembre a Piazza del Pantheon a Roma, con una manifestazione indetta dal Comitato per la libertà e il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo.

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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