Niente affido condiviso se il minore non vuole

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di Maria Rosaria De Simone

Una importante novita’ per quanto concerne l’affido condiviso viene da una sentenza della Corte di Cassazione del 15 settembre 2011 n.18867, in cui viene stabilito che nel caso in cui i figli rifiutino in maniera esplicita di avere rapporti con uno dei genitori, non puo’ essere disposto l’affido condiviso. Il pronunciamento della Cassazione segue quindi quella linea giurisprudenziale che ritiene fondamentale l’ascolto del minore nell’ambito dei procedimenti di separazione e divorzio, qualora sussistano gravi conflitti tra gli ex coniugi e dinamiche familiari difficili da dirimere.

La sentenza da’ grande valore all’interesse preminente del bene del minore, che ha la possibilita’ di far ascoltare la propria voce e ha la possibilita’ di essere difeso da situazioni di grave disagio in cui potrebbe venirsi a trovare. E’ cosa nota infatti, che l’affido condiviso, qualora esistano delle dinamiche familiari di grave conflittualita’, rende ancora piu’ complicata la vita del minore che si trova al centro di diatribe logoranti che vanno dalla scelta della scuola alla possibilita’ o meno di frequentare il catechismo o allo sport da scegliere. La sentenza, in questo modo, lascia la scelta al minore, che spesso, attraverso l’affido condiviso e’ costretto a vivere come un pacco postale, spostandosi volente o nolente, tra le case di entrambi i genitori, in egual misura ed in egual tempo, e che spesso si trova a dover frequentare per forza un genitore violento o di cui ha timore per specifiche ragioni.

La disposizione della sentenza parte da uno specifico caso in cui una madre chiedeva l’affidamento condiviso della figlia, minorenne, nonostante quest’ultima si rifiutasse di frequentarla e di avere qualsivoglia tipo di rapporto con lei.
Nel caso specifico, i conflitti tra i genitori, insanabili e con l’impossibilita’ di trovare un accordo, il forte disagio della bambina costretta ad una frequentazione indesiderata con la madre, hanno portato i giudici della Cassazione a confermare l’affido esclusivo del padre e a chiedere ai servizi sociali di tentare, qualora fosse possibile, un riavvicinamento della minore con la figura materna. Tutto questo agendo in conformita’ con il dettato normativo agli artt.155, 155 bis e 155sexies del codice civile.

Un primo importante passo questo, che tiene conto dei diritti del minore, del suo ascolto tramite persone qualificate, per poter proteggere la sua crescita attraverso uno stile di vita rispettoso delle sue esigenze e dei suoi pensieri.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

19 Comments

  1. Rita Stanzione
    28 settembre 2011

    Finalmente i minori possono esprimersi ed ottenere per il proprio bene, in questo mondo di adulti che troppo spesso li svilisce e li modella a suo piacimento.
    Complimenti, Maria Rosaria, per l’articolo e continua…. C’è bisogno di chi sappia scuotere l’inerzia e l’indifferenza. Grazie
    Rita

  2. Giulia
    28 settembre 2011

    Questa mamma rifiutata dalla sua figlia potrebbe essere vittima di alienazione genitoriale (PAS). In tal caso i giudici avrebbero gravemente sbagliato, l’unico modo di salvare i bambini vittima di PAS è allontanarli dal genitore alienante, che in questo caso sarebbe il papà.

    Plagiare i bambini per far loro odiare un genitore è un abuso

  3. sarchiapindore
    28 settembre 2011

    Madonna ‘ste piattole della PAS… Ma sempre al pc stanno? Mo’ col falso nome “Giulia…”….
    Ma voi ci pensate cosa deve essere stato, magari, che so, per una Giapponese, vivere con un uomo così ossessivo?
    Ma non è che soffre di Sindrome di Alienazione da Pc? ahahahah!

  4. letizia
    28 settembre 2011

    è giusto se il bambino non vuole stare col padre pedofilo o con la mamma che lo abbandona per altri motivi allora va bene , non che viene portato via dalle istituzioni, deve essere il bembino a decidere,

  5. letizia
    28 settembre 2011

    finalmente può decidere il bambino e non che decidono le istituzioni per lui era ora che possa decidere per se stesso, grazie a chi ha deciso questo spero che avvenga veramente grazie Maria Rosaria ciao letizia

  6. emi
    29 settembre 2011

    I bambini sono piccoli e possono venire plagiati da adulti malvagi accecati dall’odio verso l’altro genitore. In questo caso è giusto che vengano protetti. Se si lasciasse decidere ai bambini se vogliono andare a scuola o giocare, non si farebbe il loro bene.

  7. Paola
    29 settembre 2011

    Cioé, fatemi capire… prima si alienano i figli, poi gli domandiamo con chi vogliono stare?

    Nuova strategia… interessante!

    Grazie!

  8. Pierpaolo
    29 settembre 2011

    Cosa c’è di nuovo, Paola? Ottenere il consenso dei bambini, manipolandoli e traendo vantaggio della loro minorità, non si è mai fatto? Di nuovo, al massimo, è il marchio “PAS”, su un qualche specifico caso di manipolazione.
    Cosa che i giudici di Brescia non hanno nemmeno considerato. Cosa si può pretendere? Chi è in grado di obbligarli ad aggiornarsi culturalmente? Gli altri colleghi, altrettanto ignoranti e refrattari?

  9. MORENA
    29 settembre 2011

    CARISSIMI,QUELLO CHE VORREI DIRE ,VISTO CHE SONO UNA MADRE,E CHE LA PAS NN ESISTE ,E CHIUNQUE DA RAGIONE QUESTA COSA,E SOLO PERCHE PERMETTE E CONDIVIDE ABUSI E VIOLENZE SUI MINORI COME FACVA LOSTESSO GARDER ,IL QUALE AFFERMA CHE FAR FARE SESSO AI BAMBINI CON I PRRIO GENITORI E BUON PER LA CRESCITA DEL MINORE STESSO,PRIMA DI PARLARE LEGGETE ,IO PARLO DA EDUCATRICE ,E VI DICO CHE PLAGIARE SI ,MA IL BENE CHE UN BAMBINO HA NEI CONFRONTI DI UN GENITORE NN PUO ESSERE MANOVRATO ,NE TOLTO NE DATO,QUINDI CIO CHE HA FATTO LA CASSAZIONE E QUELLO CHE AVREBBERO DOVUTO FARE TUTTI I GIUDICI DEI TRIBUNALI PER MINORI ,(CHE NN DOVREBBERO NEMMENO ESISTERE ,PER OVVIE RAGIONI);PER ESPERIENZA PERSONALE SONO VITTIMA DI PAS E REDUCE DA ISTITUTO,E VI POSSO GARANTIRE CHE NN LO AUGREREI AL MIO PEGGIOR NEMICO ,E SE MIO FIGLIO SAREBE ANDATO DAL PADRE,SAREBBE MORTO A QUEST’ORA,PER LE CONDIZIONI MALSANE IN CUI VIVE.NN VOGLIO DILUNGARMI MA ELIMINATE IL PENSIERO DI PAS E INESISTENTEEEEEEEE E UNA MINACCCIA PER OGNI BAMBINO.

  10. MORENA
    29 settembre 2011

    PIERPAOLO CARISSIMO,RISPONDO ANCHE ALA CBELLERIA CHE HAI DETTO,COME TI VIENE IN MENTE PARAGONARE IL NON NDARE DA UN GENITORE O A SCUOLA?MA CI RENDIAMO CONTO COSA HAI DETTO ALMENO?IL GENITORE DOVREBBE ESSERE ACCETTATO DAL FIGLIO APRESCINDERE QUALSIASI ITUAZIONE,IO LO FAREI,PERCHE E UN GENITORE,LA SCUOLA ,L’ABBIAMO ODIATA TUTTI ,IO EDUCATRICE ANCHE;SE FACESSI LA DOMANDA AMIO FIGLIO,OGGI STAI CON PAPà O VAI A SCUOLA?LA RISPOSTA SAI QUAL’E?MAMMA VADO A SCUOLA E QUESTO E GRAVE !RAGIONATE!CON STI PLAGI,FESSERIE

  11. Andrea
    29 settembre 2011

    Le “piattole” hanno ovviamente attivato una qualche funzione di google (es. google alert) che gli invia sulla mail un avviso ogni volta che in rete compare uno scritto con parole chiave (es PAS). Purtroppo non ce ne liberemo facilmente ma tanto ormai sono alla frutta. Che la Cassazione continui su questa strada! Nel merito dico che è un’ottima sentenza, il buon senso comincia a farsi strada nei tribunali dei minori.

  12. fabio
    1 ottobre 2011

    purtroppo giudici che dispongono affido condiviso alla lettera ne conosco pochi!!!!tutt’ora si privilegia la mamma in tutto e per tutto e noi papa’lo siamo una volta al mese per il mantenimento!!altro che tempi paritari!!!!!mio figlio vuole stare chiaramente con me eppure fanno fnta di niente

  13. Pierpaolo
    1 ottobre 2011

    xMorena. Quello che più mi addolora dei tuoi interventi è che sei una madre. Una madre inetta, tale che se avessimo una servizio giustizia almeno debolmente funzionante verrebbe immediatamente privata dell’autorità genitoriale. Sei pericolosa per i tuoi figli.

  14. Anna
    1 ottobre 2011

    Morena, che stupidaggini dici? I bambini hanno diritto ad entrambi i loro genitori, e plagiarli per impossessarsene è un abuso. Se vuoi chiamiamolo lavaggio del cervello invece di PAS, ma sempre un abuso rimane

  15. roberta
    4 ottobre 2011

    Sono avvocato. Ho smesso di occuparmi di diritto minorile proprio perché assistevo continuamente a manipolazioni, inconsce ma più spesso del tutto consapevoli, di uno dei genitori sui bambini per far sì che odiassero (o dichiarassero di odiare) l’altro genitore e non c’era modo di avere risposte concrete in tempi utili per evitare il disastro totale. Che perdessi o vincessi (a volte ero dalla parte del genitore manipolante) era una sofferenza tale per quel bambino che ho preferitoo smettere.
    Però non ditemi che la manipolazione (che poi la si voglia chiamare Pas o in un altro modo non importa) non esiste!

  16. 6 ottobre 2011

    PAS = SINDROME ALIENAZIONE PARENTALE. Alienazione significa ELIMINAZIONE O SOPPRESSIONE di qualsiasi cosa e, se, esercitata su di un bambino/a figlio di genitori separati è una condotta che a mio avviso deve essere sanzionata pesantemente indipendentemente se sia esercitata da una madre o da un padre in quanto questa condotta è agita sulla sulla psiche del bambino/a con il chiaro intento di Alienare = Eliminare l’altro genitore.

  17. gino
    17 ottobre 2011

    ma com’è che quando si dispone l’affido al padre saltano improvvisamente fuori tutte ste ‘ste sagge femmine che parlano di PAS? Quando nella stragrande maggioranza dei casi il genitore alienante è la madre tutte ‘ste nobildonne non le senti parlare…

  18. antonella
    23 maggio 2012

    spero solo che non tirino sempre fuori la PAS ogni volta che un figlio non vuol vedere suo padre e prendano invece in considerazione la volonta’ del figlio solo quando non vuol vedere la madre. Mi sembra una palese discriminazione maschilista islamica. La volontà del figlio andrebbe sempre presa in considerazione, non solo quando è a sfavore delle madri, e non dovrebbe mai essere dato l’affido condiviso quando un figlio non lo desidera. Provateci voi ad andare a dormire da una casa all’altra ogni settimana e ad essere costretti a vedere quotidianamente una persona che non gradite vedere, bella difesa dei minori!
    Per non parlare della difesa dei diritti delle donne madri: ora ci vogliono far credere che il rapporto padre-bimbo è ugualmente importante quanto quello madre-bimbo, ma per quanto ne so io i cuccioli di tutti i mammiferi gironzolano sempre attorno alla madre che li allatta. rimpiango gli anni ottanta, il ruolo di madre a quei tempi era sacro ed intoccabile!

  19. Simone
    4 giugno 2012

    Sono un papà separato..da 4 anni (con sentenza da quasi 3)…ho lasciato casa perchè la mia ex ha intrattenuto una relazione extraconiugale(persona che ancora frequenta e proveniente da altra regione). Abbiamo l’affido condiviso (i miei ragazzi, quasi 14 anni e 12 a giorni) , stanno con me per circa metà mese e sia da me che dalla madre hanno una stanza loro, i loro vestiti, le loro cose; certo la mobilità è un impiccio, ma organizzati bene, si può fare.I miei figli per quasi 4 anni non mi hanno mai raccontato nulla di ciò che accadeva a casa con la madre..ma a novembre 2011 è successo che la madre ha fatto istanza al tribunale per trasferire la sua residenza e dei ragazzi presso la regione del suo compagno ed io mi sono opposto perchè ho ritenuto insensato staccare i ragazzi dalla realtà dove sono nati e cresciuti allontanandoli da tutto e tutti..da allora ad oggi, sono cambiate molte cose..i ragazzi hanno comiciato a parlare di più con me ed a sfogarsi dei comportamenti della madre..mi hanno detto che in questi anni la madre ed i nonni (genitori di lei) hanno cercato in tutti i modi di alienare la mia figura..oggi mi rendo conto che anche se negli anni trascorsi ho buttato giù tanti bocconi amari, i ragazzi sono cresciuti e maturati e stanno vedendo coi loro occhi la realtà ed a distanza di 6 mesi, mi chiedono di venire a stare con me

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