Germania approva Fondo salvastati. In Grecia ancora proteste

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Angela Merkel riesce ad ottenere una importante vittoria: con 523 voti favorevoli e 85 contrari (tre le astensioni) il governo approva l’ampiamento delle risorse del fondo salva stati di emergenza fino a $440 miliardi, manovra indispensabile per salvare l’euro. Un risultato non scontato per cui erano necessari anche i voti di verdi e socialdemocratici.

“Oggi abbiamo dato un contributo importante alla nostra nazione, all’Europa e alla stabilita’ dell’euro”, ha dichiarato Volker Kauder, leader del gruppo parlamentare della coalizione di Merkel. Le reazioni dei mercati sono state positive, ma ora molto dipenderà dalle misure che adotteranno i singoli stati, in particolare la Grecia, dove e’ in corso una riunione della troika Ue-Bce-Fmi.

In strada continuano le manifestazioni e le proteste contro i provvedimenti anti-crisi. Già annunciati i tagli alle pensioni e un ulteriore aumento delle tasse per ottenere la sesta tranche di aiuti da otto miliardi di euro.  Saranno licenziati 30 mila dipendenti pubblici, 150 mila entro il 2015. Forti tagli agli stipendi nel settore pubblico, i dipendenti percepiranno il 60% dello stipendio medio annuale per circa 1 anno. Poi dovranno trovarsi un altro lavoro. Taglio delle pensioni sopra i 1.200 euro del 20%, per chi è andato in pensione prima dei 55 anni. Verrà prolungata oltre il termine previsto del 2014 la patrimoniale edilizia, la tassa fino a 10 euro al metro quadro sugli immobili, mentre la soglia minima per l’esenzione fiscale è stata abbassata da 8mila a 5mila euro. Verrà istituita una commissione d’inchiesta sulla gestione del bilancio negli ultimi dieci anni per individuare chi ha truccato i conti del Paese. “E’ un messaggio chiaro per i mercati – ha detto il portavoce del governo. – La Grecia terrà fede ai suoi impegni”.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

One Comment

  1. 29 settembre 2011

    Alcuni mezzi d’informazione enfatizzano questa notizia come la panacea dei problemi dell’Europa ed in particolare per alcune Nazioni in note difficoltà. E se invece, come nei comuni fallimenti, si è semplicemente voluto tirare dentro il socio economicamente di maggioranza ? Lo sapremo nelle prossime settimane. Sono certo che innanzitutto chiederanno di vendere tutti i beni pubblici. I mercati contemporaneamente oscilleranno. Qualcuno metterà in giro la voce che si devono dare ancora più garanzie agli investitori e quindi che occorrono più tasse, più svendita dei gioielli di Stato, ecc. L’esito finale di questo girone potrebbe essere quello di ritrovarci non solo più poveri, ma anche senza neppure l’intimo. E per allora i nostri politici, istituzionali, burocrati e boiardi, si saranno già messi sulle scialuppe.

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