Vittime della strada: i parenti si confrontano a Montecitorio

image_pdfimage_print

di Maria Rosaria De Simone

Ieri pomeriggio, 29 settembre, nella Sala Mappamondo, a Montecitorio, nel cuore della vita politica italiana, ho potuto seguire, come moderatrice,  il convegno dal tema “L’omicidio stradale”, fortemente voluto dalla scrittrice Barbara Benedettelli, autrice del libro “Vittime per sempre”, e Valentina Pappacena,la responsabile del centro antiviolenza di Latina. Per la prima volta in un luogo istituzionale i parenti delle vittime della strada si sono confrontati, attraverso toccanti e dignitose testimonianze, con alcuni rappresentanti del mondo politico, l’On. Mario Valducci (Pdl), l’On. Silvia Velo (Pd), il Senatore Luigi Li Gotti (Idv) ed  il Senatore Stefano Pedica (Idv). Molti anche i giornalisti venuti ad ascoltare.

Tra i relatori hanno dato il loro contributo il dott.  Segretario dell’Associazione Ania, che ha relazionato sulle cause principali degli incidenti stradali e l’ avvocato Domenico Musicco che si e’ soffermato sull’attuale normativa vigente in materia e sulle cose da modificare. “Parlare di introduzione di norme piu’ severe per i responsabili di omicidio stradale, non e’ un atto di coraggio, ma di giustizia”. Queste le parole dell’avvocato Musicco.
I parenti delle vittime hanno dato la loro testimonianza raccontando dei loro ragazzi, dalla vita semplice e bella, che hanno perso la vita per colpa di guidatori incoscienti, che andavano a velocita’ sostenuta, magari sotto l’effetto di alcol e droghe.
La madre di Flaminia Giordani, uccisa assieme al fidanzato Alessio Giuliani a Roma da un uomo che non si e’ fermato al semaforo rosso perche’ sotto l’effetto di droghe, ha raccontato l’assurdita’ di una giustizia che in secondo grado di giudizio ha ribaltato la sentenza di primo grado annullandone la severa e giusta condanna.

Anche i genitori di Antonello Zara, i genitori di Lorenzo Guarnieri, la madre ed il fratello gemello di Andrea De Nando, il padre e la sorella di Alex Di Stefano, la madre di Giuseppe  Magnifico  hanno raccontato le cause della morte dei loro ragazzi ed hanno posto  l’attenzione sul fatto che spesso chi si macchia di omicidio stradale, puo’ usufruire di vari benefici, quali il patteggiamento, il rito abbreviato e ciò fa  si’ che i responsabili non scontino alcuna pena effettiva e non entrino un sol giorno in carcere.
“La legge va cambiata -ha detto il padre di Lorenzo Guarnieri- mio figlio e’ stato ucciso ed il colpevole e’ libero.
Alla luce di quanto hanno raccontato i parenti delle vittime, sono intervenuti i politici presenti, cercando di dare risposte concrete attraverso l’analisi di quello che manca al codice della strada, gia’ riformato, e quello che non viene ben interpretato dal mondo giudiziario e che porta a sentenze che non rendono alcuna giustizia alle vittime e non danno luogo a pene certe ed adeguate al reato.

In particolare  Mario Valducci ha spiegato la sua proposta di legge riguardo l’omicidio stradale: “Come commissione trasporti – ha in fatti spiegato – abbiamo votato all’unanimità, tutte le iniziative per migliorare la sicurezza stradale e abbiamo appoggiato fin da subito il progetto di Omicidio Stradale. Io non sono un giurista ma dobbiamo risolvere questo problema delle sanzioni: purtroppo nella realtà le sanzioni non vengono mai applicate a chi uccide con l’auto perché chi commette il reato passa pochi giorni in galera. Quindi noi con questo provvedimento legislativo vogliamo dividere il codice in due, la prima parte che si occupa dei comportamenti, la seconda che si occupa di chi produce cose correlate alla sicurezza stradale. Una rivoluzione”. Valducci ha anche detto che, a chi ha commesso un omicidio stradale, si debba levare la patente a vita.
Li Gotti ha dato il suo contributo di giurista affermando che l’attuale normativa contiene pene dure, contiene in se’ la possibilita’ di una giustizia giusta, ma  se applicata in modo corretto. Ha sottolineato pero’ l’importanza del principio che chi ha commesso un omicidio stradale, deve scontare la sua pena, senza l’attenuante del fatto che e’ la prima volta.

Silvia Velo ha espresso la sua volontà di capire cosa debba seriamente essere modificato nella normativa vigente e cosa invece non funziona nell’attuazione delle norme attraverso delle sentenze che non portano ad una corretta condanna del reato. Pedica, infine, ha sottolineato il fatto che non e’ possibile che le vittime, nel mondo della giustizia, siano trattate senza la dovuta attenzione e senza la dovuta giustizia e ha dichiarato che la certezza della pena e’ un tema che gli sta a cuore e che deve essere al centro degli interventi politici. Perche’ se l’azione politica fallisce in questo allora siamo di fronte ad una seria incapacita’ di governo.
Il convegno, di alto spessore grazie agli interventi di relatori di rilievo, e’ nato con l ‘intento di dare voce a chi voce non ha avuto, almeno finora, nei luoghi istituzionali e di fronte a chi si occupa di legiferare. Un primo passo verso il percorso che conduce alla certezza della pena.

Redazione

Redazione

Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

3 Comments

  1. Rita Stanzione
    1 ottobre 2011

    E’ molto importante divulgare le informazioni su normative che ci sfuggirebbero nel corri-corri quotidiano.
    La sicurezza stradale, con norme migliorate, salverebbe la vita a tanti e farebbe giustizia su molti casi.
    Grazie, Maria Rosaria, per il tuo articolo
    Rita

  2. letizia
    6 ottobre 2011

    ma ci sono incidenti, e incidenti, quelli normali e quelli ubriachi alla guida, e spesso sono stranieri, perchè al loro paese non dovevano bene, ora quì al nostro paese hanno preso a bere.
    e quindi sono pericolosi, c’è da ritirargli la patente, ma mandarli in carcere al loro paese, sono sicura che lì sono in carcere, che quì non pagano abbastanza e riempiono le nostre carceri, e perchè dobbiamo mantenerli noi?, Letizia

  3. annalisa abbonizio
    3 maggio 2012

    io sono daccordo con quello che dice letizia …perchè è successo a me ..mio marito ammazzato da un frontale …da una ragazza romena ..di 26 anni ..il 15 agosto 2010…sotto effetto di droga e alcool…..alle 8’30 di mattina …..a tutt’oggi lei è libera …e non c’è stato un processo..penale ….lo devono rimandare al loro paese…e li gli devono dare la pena ……io moglie di una vittima della strada di anni 49….e due figli di 25 e 19 anni…e la nostra vita …chi ci tutela a noi….?..

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *