“Sei tu quello che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?”. Intervista a Giuseppe Garro

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Giuseppe Garro, classe ’86, è laureato in Scienze Antropologiche presso l’Università degli Studi di Bologna e ha proseguito gli studi storico-religiosi presso l’Università degli Studi di Torino. È Presidente del Centro Studio Ibleo (C.S.L). “Sei tu quello che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?” (Albatros Editore, 202 pag. prezzo €14.90) è la sua prima pubblicazione. Un’accurata e avvincente analisi storico-antropologica sulla figura di Giovanni Battista, condotta sul costante confronto tra i quattro Vangeli, gli Atti, gli Apocrifi e fonti storiche meno note.

 

Quando nasce l’idea del libro?

Il libro viene elaborato negli anni trascorsi all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, durante i corsi di Storia del Cristianesimo tenuti dal Prof. Mauro Pesce, divenendo ben presto la mia tesi di laurea.

Sei tu quello che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?

La citazione, contenuta nel Vangelo di Matteo 11,3, è l’esatto stato d’animo in cui mi trovai quando, leggendo in maniera critica i dati provenienti dai Vangeli, mi trovai di fronte a numerose incongruenze che generarono in me una profonda curiosità. Infatti andando a riscoprire la figura storica di Gesù, mi accorgevo sempre di più che un’altra figura irrompeva con forza quasi in ogni sezione della vita del nazareno quella di Giovanni il Battezzatore.

Quali strumenti utilizza durante l’analisi dei testi?

I dati raccolti, provengono in massima parte dalla lettura dei Quattro Vangeli e Atti. Inoltre non potevano mancare quelli provenienti dalla cultura giudaica del I secolo e cioè i cosiddetti Vangeli Apocrifi che verranno affiancati ai testi storici del tempo come ad esempio le opere di Flavio Giuseppe. L’indagine, sviluppata attraverso il metodo antropologico e storico, non ha fatto altro che portare alla luce un figura estremamente interessante che, in un modo o in un altro, partecipa attivamente alla vita di Gesù. La Bibliografia utilizzata è vastissima, ma un importante contributo proviene dai lavori di autorevoli personalità accademiche che sin dagli anni ’80 non hanno mai abbandonato la ricerca scientifica, anche se ardua e impervia in uno Stato in cui, ancora oggi, tali studi vengono abbondantemente adombrati.

In che senso egli è parte attiva nella vita di Gesù?

Il Battezzatore, ad esempio nel Vangelo di Luca, compare, all’interno della sezione dedicata ai cosiddetti Vangeli dell’Infanzia, in una prospettiva anticipata rispetto a Gesù: anche la sua nascita è mossa da eventi miracolosi, così come lo è quella del nazareno. A differenza del Vangelo di Giovanni, i tre evangelisti enunciano una pratica a cui lo stesso Gesù è portato a parteciparvi: la pratica del battesimo, che diventerà un elemento indissolubile nella storia della Chiesa. Altri elementi, che lascio al lettore scoprire, come affluenti di uno stesso fiume, ci aiutano a capire alcuni principi che saranno ripresi dallo stesso Gesù durante la sua itineranza: l’allontanamento, in senso di critica, dal Tempio di Gerusalemme, l’scatologia della fine dei tempi, la purificazione del popolo d’Israele.

Alla fine, chi è realmente il Battezzatore?

Un profeta di Israele, probabilmente ir¬suto come altri profeti, eliminato da Erode Antipa perché, secondo le notizie che ci dà Flavio Giuseppe, considerato un rivoluzionario. Egli ebbe idee molto “forti” che non collimavano con il potere politico, economico e religioso del suo tempo. Inventò la pratica di un battesimo che toglie i peccati, pratica che si scontrò sicuramente con gli ammini¬stratori del Tempio di Gerusalemme, in quanto azione alter¬nativa al sacrificio espiatorio, predicò “l’avvento del Regno” di Dio auspicando l’arrivo di Qualcuno, la cui fisionomia non viene mai presentata, il quale avrebbe operato una rivoluzione “escatologica” che lui stesso stava compiendo lungo le spon¬de del Giordano, criticò il potere temporale di Erode e prima di essere ucciso, battezzò uno dei suoi discepoli più illustri: Gesù di Nazareth.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

2 Comments

  1. Ale
    2 ottobre 2011

    Un libro capace di far suscitare domande ed interpretazioni sul “Canone” che muovono da dati storici, cruciali per una esatta e rassicurante fisionomia di questa figura largamente messa da parte dalla stessa Chiesa. Chissà se realmente il Battista fu il vero Maestro di Gesù. Grazie, Ale!

  2. V.T.
    2 ottobre 2011

    Lettura non semplice ma scorrevole, i riferimenti sono appropriati, soprattutto per chi non è specialista in materia! Un buon testo. V.T.

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