IgNobel 2011: i vincitori più ‘ridicoli’, in attesa dei Nobel

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di Marco Milano

Usare un po’ di wasabi per svegliare una persona addormentata durante un incendio, risolvere il problema delle macchine parcheggiate in seconda fila passandoci sopra con un carro armato, dimostrare che non ci sono prove che dimostrino la contagiosità dello sbadiglio tra le tartarughe dai piedi rossi:  sono alcuni dei premi assegnati pochi giorni fa durante l’edizione 2011 dell Ig Nobel Prize Ceremony presso il Sandres Theater dell’Harvard University a Cambridge nel Massachusetts. La 21esima edizione ha premiato, come da tradizione, le ricerche più insolite e inutili in diversi settori scientifici. A metà strada tra Nobel e Ignobile, i premi sponsorizzati dalla rivista scintifica-umoristica Annals of Improbable Research non sono però nati per prendere in giro le scoperte più bizzarre. Non solo, almeno. “Make people laugh and then think” è stato, infatti, lo slogan di quest’anno sotto la guida di Marc Abrahams, editore e ideatore della rivista. Rendere merito solo agli studi che guadagnano qualche podio prestigioso – come quello dei Nobel, appunto – può far dimenticare quanto vasto è invece lo scenario della ricerca scientifica, quanto impegno ci sia dietro scoperte strane, ma divertenti. E che magari potrebbero rivelarsi anche utili.

Nel corso di vent’anni sono stati premiati biologi per aver ideato una banca del seme aperta solo a campioni olimpici, sistemi ideati per monitorare e catturare più facilmente i rapinatori di banche, la fisica che c’è dietro le pieghe delle lenzuola o lo spezzarsi multiplo degli spaghetti. Nell’edizione dello scorso anno l’IgNobel per il menagement è andato a due italiani, due ricercatori catanesi che hanno dimostrato come ci sia un’assegnazione casuale e non meritocratica delle promozioni aziendali. Un tripudio di invenzioni che avrebbe reso felice l’Ing. Edward A. Murphy – padre della legge omonima –  si direbbe. Ospiti e presentatori della serata sono tutti scienziati, ricercatori, studiosi e accademici che ridono, o si sforzano di ridere, di loro stessi, mentre consumano le gag di rito – per qualche anno è stato celebre il lancio di areoplanini di carta sul palco.

Un’ottima introduzione ironica alla premiazione dei Nobel, quelli veri, che si terrà domani. O un rito necessario per esorcizzarla.

(E’ possibile consultare qui l’elenco di tutti i vincitori 2011)

 

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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