Quasi-cristalli: Nobel per la chimica, tra scienza e arte

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di Marco Milano

La scoperta ha profondamente modificato la concezione di cosa sia un solido in chimica” – così il comitato di Stoccolma ha spiegato e giustificato l’assegnazione del Premio Nobel per la Chimica 2011Daniel Shechtman per la scoperta dei quasi-cristalli, annunciata nel 1982. Shechtman, professore emerito dell’Istituto di Tecnologia Technion di Haifa, ha contribuito in maniera determinante a gettare le basi per l’osservazione più ‘intima’ della struttura della materia: i quasi cristalli sono, infatti, una nuova classe di materiali basati su una disposizione degli atomi ordinata, ma non ripetitiva – vale a dire una via di mezzo tra i solidi cristallini e quelli amorfi, come il vetro. Da questa caratteristica si potrebbe partire per mettere a punto materiali di nuova generazione, come un inedito tipo di acciaio più resistente del solito, o applicazioni utili per il risparmio energetico – sfruttando la loro capacità di convertire il calore in elettricità. C’è un ponte tra l’osservazione di Shechtman al microscopio elettronico e la regola matematica conosciuta come rapporto aureo: la sequenza di fibonacci e la relazione tra i numeri che la costituiscono, può essere ritrovata anche a scala atomica, oltre che in diversi altri fenomeni naturali.

Uno studio pioneristico, oltre che innovativo, considerando gli anni della sua introduzione nel settore della scienza dei materiali. E che è costato allo stesso Shechtman un accanimento critico nel corso del tempo, anche da parte di colleghi ‘eccellenti’, come il già Premio Nobel Linus Pauling. Un’ostilità, questa, che costrinse il professore a trasferirsi in Israele. La convinzione nelle sue idee si è accompagnata alla sua ostinazione, riuscendo ad ottenere l’accettazione della comunità scientifica solo nel 1992, dopo la pubblicazione di repliche sperimentali sulla rivista Physical Review Letters. “La sua battaglia a difesa delle sue idee ha costretto gli scienziati a riconsiderare le loro concezioni sulla natura stessa della materia” – la conlusione della motivazione del comitato lascia intendere che la scelta è stata guidata da qualcosa che accompagna e va oltre il valore prettamente scientifico dei quasi cristalli.

Non c’è solo la ‘divina proporzione’ di Fibonacci nei quasi cristalli, la loro immagine si può osservare anche in alcuni mosaici medioevali di origine araba: metodo scientifico e capacità di immaginare, mettendo in discussione verità considerate intoccabili. Innovare, insomma.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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