Tomas Tranströmer si aggiudica il Premio Nobel per la Letteratura 2011

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All’una in punto ora italiana, il portavoce dell’Accademia Svedese ha annunciato l’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura al poeta e psicologo svedese Tomas Tranströmer, lasciando alle sue spalle Ngugi wa Thiong’o fino alla fine considerato il vincitore.  La motivazione del premio: «perché attraverso le sue immagini condensate e translucide ha offerto un nuovo accesso alla realtà». Le previsioni dei bookmaker d’oltremanica avevano dato per favorito Tranströmer, con altri tre poeti  il polacco Adam Zagajewski, il sudcoreano Ko Un e il siriano Adonia.  Tra gli altri scrittori dati come possibili vincitori, il paraguayano Nestor Amarilla, gli statunitensi Philip Roth e Thomas Pynchon, ormai da tempo tra i papabili per il Nobel, e il giapponese Haruki Murakami. Anche quattro scrittrici tra le favorite Joyce Carol Oates, Margaret Atwood, Alice Munro e A.S. Byat. Tra gli unici nomi italiani citati, sebbene non abbastanza quotati, quelli di Umberto Eco, Claudio Magris e Antonio Tabucchi.

La vita

Tomas Tranströmer, unanimemente ritenuto il maggiore poeta svedese contemporaneo, più volte candidato al Premio Nobel, è nato a Stoccolma nel 1931. Di professione psicologo, dopo aver lavorato alcuni anni all’Università, nonostante il successo della sua poesia, ha continuato a svolgere attività terapeutiche in centri di riabilitazione di varie città svedesi. Pianista di notevole talento, ha spesso composto i suoi testi ispirandosi a ritmi e forme musicali. Benché una grave malattia gli abbia provocato una dolorosa paralisi, non ha smesso di scrivere, come testimonia la sua ultima opera Sorgegondolen (La gondola a lutto), del 1996, e il volume di traduzioni di poeti europei e americani Tolkingar (Interpretazioni), del 1999. Ha pubblicato sinora dodici brevi raccolte: 17 Dikter (17 Poesie), 1954; Hemligheter på vägen (Segreti sulla vita), 1958; Den halvfärdiga himlen (Il cielo incompiuto), 1962; Klanger och spår (Echi e tracce), 1966; Mörkerseende (Colui che vede nel buio), 1970; Ur stigar (Fuori dai sentieri), 1973; Östersjöar (Mari Baltici), 1974; Sanningsbarriären (La barriera della verità), 1978; Det vilda torget (La piazza selvaggia), 1983; För levande och döda (Per vivi e morti), 1989; Minnena ser mig (I ricordi mi vedono), 1989; Sorgegondolen (La gondola a lutto), 1996.

La poetica

Voce fondamentale del mondo letterario internazionale, le sue liriche sono state finora tradotte in quarantasei lingue, tra cui bengalese, bulgaro, gaelico, georgiano, giapponese, ungherese, cinese, serbo, ucraino ecc. Testimoniata da notevoli riconoscimenti critici, la sua funzione ispiratrice emerge anche da ammissioni di debiti “creativi” nei suoi confronti da parte di molti poeti: in particolare le giovani generazioni statunitensi, formatesi sui suoi testi letti e studiati nelle università, e polacche, per le quali Tranströmer è da tempo divenuto un vero e proprio cult poet. “Confessioni” di “furti di immagini” giungono da Premi Nobel come Iosif Brodskij; espressioni di stima e ammirazione da Bei Dao, Seamus Heaney e Derek Walcott, che in un’intervista ha proposto per lui il Premio Nobel. Kjell Espmark, poeta e critico membro dell’Accademia di Svezia, afferma che, con Strindberg e Swedenborg, Tranströmer è lo scrittore svedese che più ha influenzato la letteratura internazionale. Le radici della sua poesia affondano nella tradizione modernista, soprattutto simbolista. Vi si avvertono inoltre influenze dell’estetica baudelairiana delle corrispondenze, del programma imagista nonché del Surrealismo nella composizione e scomposizione di immagini che sembrano scaturire direttamente dal sogno. Di T.S. Eliot Tranströmer condivide i concetti di storia e tradizione e il metodo di cogliere, sebbene in forma più impersonale, realtà immanenti attraverso osservazioni oggettive. La raccolta “Poesia dal silenzio” costituisce un punto di partenza insostituibile per conoscere la lirica di uno dei maggiori protagonisti della poesia del nostro tempo. Poesia dal silenzio ha vinto l’edizione 2004 del prestigioso Premio Nonino.

Conosciuto in Italia grazie a Mario Luzi

In Italia Tomas Transtromer e’ poco e da poco conosciuto, sebbene sia un grande estimatore della nostra cultura. La prima edizione italiana di una sua raccolta risale al 1999, nella traduzione di Giacomo Oreglia, massimo conoscitore della poesia scandinava: il volume si intitola ”Poesie” ed e’ uscito con la prefazione di Stalislao Nievo per i tipi del Centro mondiale della poesia Giacomo Leopardi, istituto all’epoca presieduto da Mario Luzi. E fu proprio il poeta fiorentino Luzi, piu’ volte candidato al Nobel, a volere che uscisse in italiano la prima traduzione del grande autore svedese che aveva conosciuto grazie all’amicizia con Oreglia. Nel 2001 l’editore Crocetti ha pubblicato ”Poesia dal silenzio”, a cura di Maria Cristina Lombardi, libro che nel 2004 ha conquistato il Premio internazionale Nonino. Herrenhaus ha alle stampe nel 2004 la raccolta ”La gondola lugubre”, a cura di Gianna Chiesa Isnardi, docente all’Universita’ di Genova. Chiesa Isnardi ha annotato: ”Il viaggio poetico sulla lugubre gondola e’ una sorta di riassunto della vita. Un viaggio che, come suggerisce il poeta, va fatto nel silenzio: una tastiera muta diffonde tuttavia una melodia misteriosa e accattivante”. Tomas Transtromer e’ noto anche per le sue mirabili metafore poetiche. Come quella che recita: ”La Svezia e’ una nave in disarmo/ tirata in secco”. (Adnkronos)

 

Alcune poesie di Tomas Tranströmer tratte da “Poesia dal silenzio” (a cura di Maria Cristina Lombardi; Crocetti Editore, collana Lèkhytos, pp. 202, € 18,00, 2001):

 

Pagina di libro notturno

Sbarcai una notte di maggio

in un gelido chiaro di luna

dove erba e fiori erano grigi

ma il profumo verde.

 

Salii piano un pendìo

nella daltonica notte

mentre pietre bianche

segnalavano alla luna.

 

Uno spazio di tempo

lungo qualche minuto

largo cinquantotto anni.

 

E dietro di me

oltre le plumbee acque luccicanti

c’era l’altra costa

e i dominatori.

 

Uomini con futuro

invece di volti.

Tracce

Come quando un uomo è così immerso in un sogno

che mai, ritornato al suo spazio,

ricorderà di esserci stato.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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