‘Come un toro in mezzo al petto’: lottare contro la sclerosi

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di Stefanino Benni

Come un toro in mezzo al petto” è il secondo libro di Andrea Asti, giovane scrittore piemontese. Il romanzo narra la storia di Lorenzo, un giovane che scopre di essere malato di sclerosi multipla nel pieno della sua giovinezza e che dalla malattia viene schiacciato inesorabilmente fino a rifugiarsi in una egoistica chiusura. Solo con un percorso fatto di dolore e attraversando una tragedia riuscirà a ritrovare dignità e voglia di vivere.

Dalla critica è stato definito: “un libro convincente, scritto con l’irruenza, il linguaggio agro e spezzato tipico della rivolta giovanile”. “Un romanzo intenso e positivo, che mostra come ci sia sempre spazio per l’amicizia e la speranza”. “Un romanzo coinvolgente, impregnato di un tono sarcastico che riesce a comunicare egregiamente al lettore la rabbia, la frustrazione e l’autolesionismo del protagonista”. Ne parliamo con l’autore.

Una tua presentazione in poche parole?

Residente a Volvera, ridente paesino della provincia di Torino. Impiegato di banca. Appassionato di musica, libri e di scrittura. Disabile.

Disabile? E’ una peculiarità da rimarcare in una presentazione?

Beh, certo, fa parte di quello che sono. Probabilmente è anche il motivo principale per cui scrivo.

A proposito, “Come un toro in mezzo al petto”, edito da 0111 Edizioni, è il tuo secondo libro e tratta i temi della disabilità e della sclerosi multipla. Argomenti importanti e delicati, ma tu non soffri di sclerosi multipla.

E’ vero, ma sono disabile e le dinamiche emotive credo di conoscerle, al di là di qualche sia la causa che genera disabilità. La scelta della sclerosi multipla è motivata dall’evoluzione assolutamente imprevedibile della malattia e che si adatta bene alla storia di Lorenzo, il protagonista del libro, ma mi sono documentato a fondo per trattare il tema con la giusta serietà.

Sì, ma non si è ancora capito di cosa parla il libro. Anche qua, poche parole.

Lorenzo ha tutto: giovinezza, amici, salute. A un certo punto si ammala e perde tutto, compreso sé stesso. L’arrivo di una ragazza nella sua vita sembra essere lo spiraglio di luce tanto atteso, ma solo attraverso un enorme dolore ritroverà la sua dignità e un motivo per tornare a vivere.

Un libro che sembra aver già avuto successo, considerato che ha già all’attivo due riconoscimenti letterari

In effetti i risultati stanno andando oltre le mie più rosee previsioni. Al di là del fatto che sta piacendo alla gente il romanzo si è classificato al primo posto, nella sezione romanzo edito, alla I edizione del premio Valentina, organizzato con il patrocinio della provincia di Ascoli Piceno, e alla V edizione del premio Giovane Holden, organizzato dall’omonima casa editrice e con il patrocinio della provincia di Lucca.

I libri che parlano di disabilità vengono spesso associati a sentimenti come tristezza e angoscia e vengono considerati “pesanti”. Il tuo romanzo rientra nella categoria?

Direi di no. Spero di no. Per quanto non possa mancare l’elemento drammatico mi piace considerare il mio libro come ironico, sarcastico e divertente, ma soprattutto portatore di un profondo messaggio di speranza finale.

Che sarebbe?

Non importa quanto in basso tu possa cadere. C’è sempre un modo per risalire.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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