Le promesse della Moda…

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di Annalisa Sofia Parente

 

Carissimi lettori,

chi mi conosce sa che studio Fashion Communication e che, insieme alla Letteratura, la Moda è la mia più grande passione. Eppure, benchè questo blog si chiami Fashion Break, come già vi scrissi, mi sono riproposta di non propinarvi le ultime tendenze del Fashion, bensì di comunicarvi un’idea di moda che trascenda regole e diktat e che comprenda un universo di riflessioni, eventi, immagini e propositi ad ampio raggio. Un cultore della moda si differenzia da una banale fashion victim semplicemente dai ‘filtri’ con cui analizza le proposte da cui siamo bombardati, scegliendo di accoglierne alcune, piuttosto che altre.
La moda non è banalità, ed è per questo che un semiologo e scrittore dal calibro di Roland Barthes si fermò per primo ad analizzarne con metodo il suo Sistema, con complesse ed interessantissime osservazioni sui significati sociali dell’abbigliamento e del costume. Tuttavia noi dobbiamo imparare a darle il giusto peso, sentendoci Demiurghi della moda, plasmando il nostro stile nell’abbigliamento e nel nostro modus vivendi, con l’obiettivo di ritrovare sempre  noi stessi  in entrambi, e sempre felici. Riviste di moda, fotografie, cortometraggi a scopo promozionale, cartelloni pubblicitari…sono degli elementi di straordinaria creatività, arte ed interesse, ma non Bibbie profane da cui attingere principi e insegnamenti ad occhi chiusi…

 

I danni sembrano irrilevanti, ma in realtà possono essere molto più seri: pensare di sentirsi parte di un Tutto accattivante e fascinoso e non appartenere a questo stesso ‘tutto’ fino in fondo provoca disorientamento, inadeguatezza, goffaggine.

Cari lettori, una parte di voi sarà costituita da ragazzi comuni, non imbalsamati in una tanto desiderata ‘perfezione’: io stessa che studio la Moda, indosso la taglia 44 ( poco stimata nel Fashion world), sono di media statura, non ho le unghie sempre perfettamente curate, vado al mercato, entro in una boutique solo per toccare la sartorialità degli abiti e pertanto non dispongo (mio malgrado) di quel budget sufficiente per seguire  i richiami glam più desiderabili che si levano dalle pagine favolose delle riviste che studio …Eppure riconosco la Mia moda in ogni cosa faccio: nel caffè che bevo, nei film che guardo la sera sul mio divano Ikea, nei libri che leggo in metro, negli anelli che appesantiscono il mio indice destro, nelle pietanze che cucino, nei luoghi che frequento… e so che, benchè influenzata inesorabilmente e felicemente dagli input esterni, questa moda è soltanto mia, nel suo miscuglio di ingredienti ‘comuni’ ed è per me preziosa e inimitabile.

Se la moda fa la sua promessa di una una Felicità tangibile attraverso tessuti, colori, location, viaggi, tacchi vertiginosi…noi dobbiamo ascoltarla, poi sorriderle e comprendere che Lei non mente, cambia semplicemente idea. Spesso. Vertiginosamente. Come un tornado inverte, stravolge e mixa. E nessuno riesce a starle dietro. Neanche chi crede di possederla o addirittura generarla.

Foto:
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Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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