Fino al 45% del reddito andrà al fisco. Tasse più alte d’Europa per i servizi peggiori

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di Francesca Lippi

 

Se pensate che nel 2012 arriverà la fine del mondo come pronosticato dai Maya, sappiate che forse nel 2013 potrebbe essere peggio. Almeno per quanto riguarda lo stipendio degli italiani, visto che ben il 45 per cento dello stesso finirà allo Stato. A dirlo è uno studio di Confesercenti, secondo cui l’effetto dell’aumento delle tasse causato dalla manovra estiva del governo causerà una media di pressione fiscale del 45 per cento. Nel caso questo sembrasse ancora accettabile, Confesercenti calcola che in alcuni casi i contribuenti possano arrivare a pagare addirittura fino al 50 per cento (se non oltre) nel caso si sommassero le imposte statali con quelle locali come Irpef, Ici sulla seconda casa altro. Non solo: la pressione fiscale aumenterà anche per la riduzione delle detrazioni: a partire, ad esempio, dal ritorno dell’Irpef sulla prima casa. Dopo gli aumenti a livello locale delle precedenti manovre, quella di agosto inciderà su l’incremento dell’Iva, dell’Irap per le banche e le assicurazioni, dell’Ires per l’energia, sulle rendite finanziarie, sul contributo di solidarietà e sulla tassa sui depositi dei titoli di Stato.

Lo studio di Confesercenti, riscontra che la pressione fiscale già nel 2013 raggiungerà, con un salto di 2,2 punti, il record del 44,8 per cento, stracciando il già infelice primato segnato durante la rincorsa all’euro di Romano Prodi nel 1997, momento in cui si arrivò a quota 43,3 per cento.

Questi numeri dicono che siamo il paese europeo con le tasse più alte, secondi solo a paesi come la Danimarca (con il massimo di pressione fiscale al 49 per cento), la Svezia (47,8) e il Belgio (45,3 per cento, quindi equivalenti alle nostre). Inutile dire che in quei paesi la vita “è cara” rispetto allo Stivale. A quanto pare non è vero ed anche l’elevata pressione fiscale si “fa perdonare” con servizi ai cittadini eccellenti. Di più: è doveroso aggiungere che in questi tre Paesi del nord Europa, a partire dal 2000 la pressione fiscale è addirittura diminuita invece di aumentare, probabilmente per tener testa alla crisi: il contrario di quanto accade da noi. Il welfare efficiente, poi, con tanto di sussidi alle famiglie ed ai single, sanità, scuola ed università pubbliche li rende imparagonabili con gli oramai scadenti standard italiani. Come se non bastasse, ci tocca subire uno schiaffo morale non di poco conto: già da tre anni a questa parte, infatti, pare che il carico di spese e gabelle del Belpaese abbia superato quello dei cugini francesi, non presentando però una sanità pubblica “invidiabile” quanto la loro.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

3 Comments

  1. Cirella
    13 ottobre 2011

    Non vorrei essere troppo pignola, ma a dire il vero considerando TUTTE le imposte ( Verificare con un commercialista serio per favore ), in Italia si può arrivare ad un carico fiscale complessivo del 63%.

    Ad ogni modo non siscende mai al di sotto del 50% ( se sei onesto e corretto)!

    Infatti in Italia ormai fanno impresa solo coloro che evadono, coloro che non sanno, coloro che appartengono alla crocchia piu’ o meno segreta!

  2. Francesca
    14 ottobre 2011

    Hai ragione Cirella. Ad ogni modo, quando si parla di 45% di tasse, si intende “in media”, perchè vi sono i lavoratori dipendenti, privati e soprattutto pubblici, che non arrivano certo (almeno per ora) a pagare il 63% di tasse. E comunque, sono molti quelli che in Italia, come dici, fanno impresa “senza sapere”.

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