Roma assediata dal cemento: come difendersi?

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di Mariano Colla

Recentemente Salvatore Settis, ha scritto che l’Italia, paese dalle tante virtù e dagli altrettanti numerosi difetti, si caratterizza, in Europa, per due singolari aspetti: per il più basso sviluppo demografico nella comunità europea e per il più alto consumo di suolo agricolo a favore dell’edilizia. Negli ultimi dieci anni, infatti, è stata sacrificata all’industria edile  una porzione di territorio pari alla superficie combinata di Lazio e Abruzzo. Stiamo divorando il corpo della nostra madre terra, nonostante che l’edilizia non sia il motore dell’economia. Il paesaggio e la natura rappresentano il volto collettivo di una società  nelle  sue articolazioni estetiche,  politiche  e religiose. Vanno  pertanto difese. In un paese falcidiato dalla crisi economica si continuano a costruire case e strade, ancorché la richiesta di nuovi alloggi si sia fortemente ridimensionata. Treviso, piccolo esempio, conta un invenduto di 100.000 appartamenti.

Distruggere il paesaggio è distruggere la memoria collettiva, perché esso rappresenta la felice combinazione di natura e cultura. La nostra costituzione già nell’articolo 9 tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Vi sarebbero, o meglio vi sarebbero stati, i presupposti istituzionali per garantire una adeguata politica di tutela del territorio ma, purtroppo, non è mai stato così. Gli appetiti edilizi a partite dagli anni 60’, stimolati da una domanda forsennata e da speculazioni che hanno visto nella politica un porto sicuro, si sono sfogati nel ricoprire di cemento la nostra bella penisola. Ciò è stato, direbbe qualcuno, guardiamo avanti. Ebbene è proprio il guardare avanti che è fonte di preoccupazione. Prendo ad esempio un articolo di Paolo Boccacci, comparso recentemente su “La Repubblica” in cronaca di Roma, dal titolo: Piano Casa , un regalo ai costruttori , tanto cemento per i “re del mattone”.

Di tale piano, scrive Boccacci, in particolare va preso in considerazione l’articolo 3 ter. grazie al quale verranno regalati ai “re del mattone” un milione e duecentomila metri cubi  di nuovi edifici, anche per merito dei programmi di compensazione, ovvero la possibilità di costruire in un’area per compensare la man¬cata edificazione in una zona destinata a parco. I cittadini residenti nelle zone incriminate sono gli ultimi a reggere lo scomodo testimone della protesta nei confronti di  forze dominanti che hanno  nella politica il collante giusto in cui far prosperare i propri interessi di parte. Associazioni spontanee lottano per evitare maneggi edilizi, strade inutili, nuovi impulsi edificatori.

Ricordo la lotta, ancora in corso, per la difesa del parco dell’Appia Antica da abusi edilizi e lottizzazioni selvagge, con buona pace del Ministero dei Beni Culturali. E’ il momento di mettere in discussione l’equazione sviluppo = mattone, portatrice, in molti casi, di inquietanti speculazioni a danno della comunità e del paesaggio. Urta l’arroganza con cui si costruisce, disturba la mano rapace di costruttori senza scrupoli, insensibili ai vincoli paesaggistici e alle istanze di protesta poste da migliaia di cittadini convinti che un’area verde valga più di un supermercato.

In merito a questi temi abbiamo intervistato la Dott.ssa Matilde Spadaro, consigliere del XII Municipio del Comune di Roma, da tempo impegnata, con il supporto di una nutrita comunità di associazioni e semplici cittadini, a difendere una zona confinante e omogenea, per caratteristiche paesaggistiche e uso del territorio, al Parco dell’Appia Antica, zona denominata Fosso della Cecchignola e destinata a essere invasa da cemento, ponti, strade. Una ingiustificata incursione dei costruttori in una zona ancora intatta e di pregio dell’agro romano, incursione che graverebbe come un macigno sui quartieri del XII Municipio, alterandone definitivamente la vivibilità, nonostante siano state presentate al Comune di Roma valide alternative.

Dott.ssa Spadaro, il nuovo piano casa varato dalla regione Lazio quale impatto può avere sulla lotta che state conducendo per difendere il vostro quartiere dalle colate di cemento? Quali sono le difficoltà che vi impediscono di concludere positivamente la lotta per la difesa del vostro territorio dagli invasivi progetti viari che inciderebbero pesantemente sulla  qualità della vita della XII Circoscrizione?

Se la politica è chiamata a soddisfare le esigenze dei cittadini, mai come in questo caso le aspettative sono state disattese. Con l’aiuto di professionisti abbiamo più volte presentato soluzioni,quasi a costo zero, per risolvere i problemi di viabilità dei quartieri che insistono su questa zona, purtroppo, finora, senza successo. Tenga presente che se si fa  una stima dei costi per la superstrada, essa ammonta a un costo medio di Euro 8.6 milioni/km. Il percorso  passerebbe davanti a 5  scuole, di cui 2 materne, costituendo, inoltre, una barriera per la comunicazione tra i quartieri. Infine la strada terminerebbe in un imbuto paralizzando l’intero traffico della zona. Insomma  il progetto di superstrada, come voluto sinora dal Comune di Roma e dal Municipio XII, è inutile perché non risolve la questione mobilità del quadrante, dannoso per la qualità della vita dei cittadini, costoso per le caratteristiche plano altimetriche della valle, devastante  per l’ambiente.

La politica che ruolo ha nella vostra battaglia? Qualcuno vi aiuta?

Purtroppo devo dire che la politica non ha fatto molto per aiutarci nella nostra battaglia. In particolare le giunte comunali e regionali di sinistra, mi duole dirlo ma è la verità, non hanno voluto sanare una situazione che poteva essere risolta già due anni fa, se fosse stata varata la legge sull’ampliamento del Parco dell’Appia Antica. Poi nel 2009, la giunta di destra che governa il Comune di Roma ha bocciato la nostra delibera di iniziativa popolare che chiedeva la salvaguardia dell’area e che era stata sostenuta da ben 16.000 cittadini. Ora il sindaco Allemanno sembra finalmente aver aperto un canale di comunicazione, ma è presto per dire se 11 anni di protesta dei cittadini troveranno finalmente un interlocutore con cui discutere e concretizzare le soluzioni alternative che da anni proponiamo. La tutela della Rete ecologica nel Piano regolatore  viene definita così: “Dal centro alla periferia, dai grandi parchi alle sponde dei fossi,dall’Agro romano alle rive dell’Aniene, la componente ambientale diventa un tema centrale del Piano, al punto da condizionare e definire le regole per qualunque trasformazione nella città”.

Dott.ssa ha più volte accennato a soluzioni alternative , ma di che si tratta?

Ci sarebbe da parlarne a lungo ma in breve le nostre proposte presentano le seguenti valenze positive: sono immediatamente realizzabili, utilizzano al meglio le infrastrutture già esistenti, non richiedono  nuovi grandi lavori infrastrutturali, consentono un consistente risparmio della spesa pubblica, incentivano il trasporto pubblico, utilizzano al meglio i nuovi tram su gomma, riducono il traffico da attraversamento e quindi l’inquinamento dell’aria e acustico, migliorando la mobilità interquartiere, la qualità della vita dei cittadini. A titolo di esempio per il traffico proponiamo percorsi alternativi a costi minimi che si basano sull’apertura alle auto private della Citta’ Militare Cecchignola, confinante con l’area prevista per l’intervento e cosa sulla quale le stesse autorità militari si sono dette disponibili. Ecco, i cittadini hanno dovuto fare fisicamente da trait d’union tra il Comune di Roma e le autorità militari perché il comune non tentava il canale del dialogo, giungendo a parlare direttamente con il Sindaco Alemanno. Una dimostrazione di quanto i cittadini siano importanti quando decidono di lavorare uniti e per uno scopo comune.

Mariano Colla

Mariano Colla

Sono un signore più della 3° che della 2° età, che mantiene una certa curiosità per gli eventi della vita e del mondo. Sono padano di nascita (Torino) ma non leghista. Amo la scienza ( ho una laurea in Fisica ) e la filosofia (che cerco di capire). Mi piace mangiare e bere bene ( sono un sommelier). Che dire altro? Novità quando ci conosceremo.

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