Terremoto in Turchia: più di 1000 morti

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Un devastante terremoto di magnitudo 7.2 ha colpito ieri l’est della Turchia, nella zona del lago di Van, causando centinaia di morti e di feriti. Ma il bilancio finale sarà decisamente più drammatico: si temono oltre mille vittime ed alcuni esperti citano cifre ancora più devastanti. L’ultimo bilancio provvisorio è di 239 morti, circa 1.300 feriti e centinaia di dispersi

Nella provincia montagnosa al confine con l’Iran, una zona sismica come tutta la Turchia gia’ devastata in passato da disastrosi terremoti, sono crollati decine di edifici e si continua a scavare senza sosta nel tentativo di salvare gente intrappolata sotto le macerie. Si tende ad escludere che possano esserci italiani fra le vittime.

La scossa principale e’ avvenuta poco dopo le 13:30 locali con un epicentro localizzato a 17 chilometri di Van, citta’ di quasi 380 mila abitanti. Il panico della gente e’ stato accresciuto da oltre 70 scosse di assestamento, di cui due di magnitudo 5.6 nell’arco di un’ora e una da 5,1 ancora in serata, seguita da una da 6,1 nella notte; poi altre tre da 4.8, 4.3 e 4.2. Il vicepremier turco Besir Atalay ha riferito che il sisma ha abbattuto circa dieci edifici a Van e tra i 25 e i 30 nella vicina di Ercis, dove pero’ giornalisti hanno contato un’ottantina di palazzi e case distrutte. Da Istanbul, l’Istituto sismologico ”Kandilli” ha stimato in mille gli edifici danneggiati. Il bilancio delle vittime, almeno secondo calcoli teorici dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia italiano (Ingv), potrebbe pero’ arrivare addirittura anche a diecimila morti.

Colonne di decine di camion dell’esercito turco sono in viaggio sulla strada che da nord porta a Ercis. “Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità”, ha assicurato il ministro degli Esteri, Franco Frattini. “Ci siamo messi a disposizione del governo turco – ha aggiunto – aspettiamo una richiesta ufficiale” di eventuali aiuti. Frattini ha inoltre sottolineato che sarebbe “inutile muoversi senza coordinamento”.

Offerte di aiuto sono subito giunte fra l’altro da Nato, Cina, Giappone, Usa (il presidente Obama ha detto di seguire l’evento ”con grande preoccupazione”) e anche da Israele nonostante la crisi diplomatico-militare che la contrappone ad Ankara. Il presidente turco Abdullah Gul ha pero’ declinato l’offerta del collega israeliano Shimon Peres (e si dice anche tutte le altre), mentre il ministero degli esteri ha precisato di non avere fatto ancora nessuna richiesta di assistenza internazionale.

La Turchia, attraversata da pericolosissime faglie, era gia’ stata colpita nel 1999 due terremoti uccisero più di 20 mila persone nel nord-ovest e la provincia di Van aveva patito per un terremoto che nel novembre 1976 causo piu’ di 5.000 vittime. L’unica famiglia italiana segnalata come residente a Van ha l’appartamento inagibile e ha trovato alloggio in un albergo della zona: i tre (padre, madre e figlia di origine toscane, ma non si conosce l’identità esatta) fuggendo in auto hanno visto palazzi crollare e hanno potuto dire che ”siamo stati miracolati”. Si esclude che possano essere coinvolti altri italiani dato che il lago di Van, noto per i suoi unici gatti nuotatori, e’ meta di un turismo solo di nicchia. Nella confinante provincia di Hakkari, poco piu’ a sud, e’ poi in corso da quattro giorni l’operazione di terra delle Forze armate turche contro i terroristi curdi del Pkk. (Fonte Ansa)

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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