Staminali: le meningi per riparare le lesioni al midollo

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di Marco Milano

E’ una nuova fonte di cellule staminali nel tessuto nervoso, localizzata in una zona facilmente raggiungibile per un prelievo: le meningi. Sono due ricercatori italiani, Ilaria Decimo e Francesco Bifari dell’Università di Verona, presso i laboratori di “Farmacologia” e di “Ricerca sulle cellule staminali”, ad annunciare la loro scoperta con una pubblicazione sulla rivista Stem Cells. Secondo questo studio, le staminali del rivestimento esterno del tessuto nervoso – Leptomeningeal Stem Cells – sono in grado di risvegliarsi in seguito ad un evento traumatico e quindi riutilizzabili – in modo determinante – nella cura di patologie come la lesione al midollo.

Questi risultati contribuiscono in maniera inedita alla comprensione dei meccanismi che l’organismo mette in atto in risposta a lesioni traumatiche – quelle neurodegenerative in particolare. Le cellule staminali meningee, infatti, possono aumentare di numero e ‘migrare’ verso il midollo spinale, contribuendo ai processi di riparazione in risposta al trauma. Il secondo aspetto importante sta nel tipo di differenziazione di queste cellule: se coltivate in provetta, le staminali possono generare neuroni e oligodendrociti maturi – una classe particolare di cellule del tessuto nervoso. “La nostra ricerca evidenzia il ruolo delle cellule meningi nella reazione al trauma del midollo spinale e indica per la prima volta che le meningi del midollo spinale sono una nicchia di cellule staminali” – hanno spiegato Ilaria Decimo e Francesco Bifari – “Ulteriori ricerche sono in corso con cui ci auguriamo di riuscire ad aprire nuove prospettive per il trattamento delle malattie neurodegenerative, incluse quelle indotte da traumi del midollo spinale“.

La lesione traumatica del midollo spinale si verifica frequentemente, portando spesso alla paralisi completa della persona. Le basse probabilità di recupero successive al trauma  possono riferirsi a scarse capacità del midollo spinale di rigenerarsi – con conseguenze dirette per la qualità della vita dei pazienti.  “Questa scoperta potrebbe rivoluzionare il campo della medicina rigenerativa applicata alle malattie neurodegenerative del cervello e del midollo spinale superando le implicazioni etiche proprie delle cellule staminali embrionali. In un futuro non lontano potrebbe essere addirittura possibile utilizzare a scopi terapeutici cellule staminali ottenute dagli stessi pazienti” – concludono Decimo e Bifari.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

3 Comments

  1. fabio.risuglia
    3 novembre 2011

    Speriamo che gli studi possano andare avanti e magari un giorno si potra tornare a camminare e riaccuistare il comando di altri organi

  2. Marco Milano
    4 novembre 2011

    Gli studi del team di Verona sembrano essere solo l’inizio: come tutte le frontiere di ricerca, la scoperta di questa fonte di cellule staminali è ancora in fieri.
    Continueremo a seguire con interesse gli eventuali sviluppi.

  3. luca
    22 novembre 2011

    son anni che parlano, e ancora fanno convegni delle staminali vanno bene nn vanno bene funzionano nn funzionano le provano nn le provano nn si sente altro

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