Pupi Avati racconta il Cuore grande delle ragazze

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di Cinzia Colella

Passato il grande spavento per il malore che ha colpito Pupi Avati domenica scorsa, stamattina è stato presentato il suo ultimo film ‘Il cuore grande delle ragazze’ che vede come protagonisti principali Micaela Ramazzotti e Cesare Cremonini.

La pellicola – in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma – è ambientata nella prima metà degli anni ’30, in una cittadina dell’Italia centrale immersa nella campagna. La famiglia contadina dei Vigetti (di cui Andrea Roncato ne è a capo) ha tre figli: il piccolo Edo (Marcello Caroli), Sultana (Sara Pastore), e Carlino (l’ex leader dei Lunapop), un giovanotto molto ambito dalle ragazze. Gli Osti, invece, sono proprietari terrieri che hanno fatto fortuna e vivono in una casa padronale con le loro tre figlie, tutte da maritare: le più attempate Maria e Amabile, e la giovane e bellissima Francesca (Micaela Ramazzotti).
Facendo buon viso a cattiva sorte, i coniugi Osti, Sisto (Gianni Cavina, al suo diciannovesimo film con Avati) e Rosalia (Manuela Morabito), accettano che il giovane contadino Carlino corteggi le due sorelle maggiori con l’intento di sistemarne almeno una. Inizia un periodo di incontri tra Carlino e le due ragazze nel salotto di casa Osti, turbato però un giorno dall’arrivo improvviso della giovane e bellissima Francesca dalla città in cui è stata mandata a studiare. Tra i due giovani è colpo di fulmine e tutti i piani vanno in fumo.

«E’ una commedia in cui ci si commuove, ci si intenerisce ma si ride anche tanto» racconta Antonio Avati facendo anche le veci del fratello che, comunque, stasera sarà sia sul red carpet che e in sala alla proiezione ufficiale per il pubblico.
In questo progetto il regista ha voluto cimentarsi di nuovo con un cinema più a basso costo rispetto agli ultimi tempi. Non si è esagerato con la ricostruzione degli ambienti, preferendo le riprese dal vero come una volta, grazie anche all’apporto decisivo  di una troupe ridotta in cui ai collaudati professionisti si sono aggiunti diversi giovani locali provenienti da accademie di scenografia o di recitazione.

Uno dei grandi meriti di Pupi Avati è sempre stato quello di saper dirigere gli attori come pochi altri sanno fare, riuscendo a individuare delle sfumature e dei toni che loro stessi non sanno di avere. Ed è successo anche per la Ramazzotti e per il cantante bolognese che ricordano così il loro primo incontro con il regista.
«I fratelli Avati li ho conosciuti quindici anni fa grazie ad Antonio che mi pescò dal nulla facendomi fare un piccolo ruolo in un piccolo film da loro prodotto che si intitolava ‘La prima volta’ – racconta la giovane attrice romana – Dopo quindici anni mi è arrivata la famosa chiamata e Pupi mi ha proposto di lavorare a questo film che in un primo momento mi ha solo raccontato a voce. In questa fiaba a lieto fine ho pianto e ho riso, Pupi scrive dei copioni come fossero piccoli romanzi, ti coinvolgono a tal punto da farti arrivare sul set come ipnotizzata».

Cesare Cremonini, invece, all’inizio credeva si trattasse di uno scherzo: «dentro di me gli avevo detto di sì sin da subito, anche se non ho accettato immediatamente. Il sì definitivo è arrivato quando ho sentito il nome di Andrea Roncato che considero un grande attore. Pupi mi aveva visto in televisione ed aveva pensato a me per il film perché a suo dire ha rivisto se stesso da giovane nella mia spontaneità. Come potevo rifiutare di interpretare in un film la vita del nonno di Pupi Avati? Sapevo che sarebbe stata un’occasione unica, mi sarei rimangiato le mani se non l’avessi fatto visti i risultati».

A chi gli chiede come è stato lavorare sul questo set ed essere diretti da uno dei più grandi nomi del cinema italiano, la Ramazzotti risponde: «Pupi è uno perennemente ispirato, la mattina arriva sul set e ti consegna i fogli delle scene che ha scritto di notte. La grande sorpresa per me è stato il fatto che mi sentivo come guidata da un guru, un guru bolognese che mi portava in giro per le campagne per mostrarmi i luoghi in cui era cresciuto. Eravamo come dei clown un po’ grotteschi, nelle sue mani mi sono sentita libera di sfidare il ridicolo, di essere un po’ buffona, di sparare qualche strafalcione e questo mi ha aiutato a dare la luce a questo personaggio, a donare a Francesca la luce che c’era in quel periodo nel cuore grande delle ragazze. Lei è una credulona romantica che riesce a perdonare il marito per averla tradita e sopporta con dignità il peso di questo dolore. Le donne all’epoca lo sapevano fare, avevano una grande dote».

«E’ incredibile la sicurezza che riesce a darti Pupi – sorride Cremonini –  ha uno charme e un savoir faire che gli vengono da un’enorme esperienza. Capitava che chiudesse gli occhi per sentire l’atmosfera che si era creata tra noi sul set. L’utilizzo della macchina da parte sua è la cosa che più mi ha colpito, era un elemento che ha dato molta sicurezza anche a me nell’affrontare quest’esperienza del tutto nuova per me. Mi faceva sorridere quando per aumentare il realismo delle scene mi diceva che mi ero sistemato troppo bene i capelli, lui mi voleva più naturale, più vero».

Musicato da Lucio Dalla, prodotto dalla ‘Duea’ dei fratelli Avati in collaborazione con Medusa, Sky Cinema e con la città di Fermo, ‘Il cuore grande delle ragazze’ arriverà nelle sale l’11 novembre prossimo e sarà distribuito da Medusa in duecentocinquanta copie.


CAST

Cesare Cremonini, Micaela Ramazzotti, Gianni Cavina, Andrea Roncato, Erica Blanc, Manuela Morabito, Marcello Caroli, Sara Pastore, Sydne Rome.

CREDITS

Sceneggiatura: Pupi Avati
Fotografia: Pasquale Rachini
Montaggio: Amedeo Salfa
Scenografia: Giuliano Pannuti
Costumi: Catia Dottori
Musica: Lucio Dalla
Produttore: Antonio Avati
Produzione: Duea Film (Italy)
Co-produzione: Medusa Film (Italy)
Distribuzione italiana: Medusa Film (Italy)
Distribuzione internazionale: Filmexport Group (Italy)

 

 

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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