WWF:12 punti per evitare un nuovo disastro

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Per il WWF l’evento tragico di Genova era stato annunciato come eccezionale, era quindi prevedibile e non è stato tra i peggiori (nel 1970 scese molta più acqua). Non reggono quindi le giustificazioni di molti politici. La situazione è complessa e non ha risoluzioni semplici nè tanto meno a breve periodo. Oggi, dopo i fatti della Lunigiana e di Genova s’impone urgente l’individuazione di un’agenda temporale alla quale le istituzioni – dal Governo ai Comuni – devono impegnarsi. Il WWF ritiene indispensabile innanzitutto:

1) EVITARE ULTERIORI VITTIME E’ urgente che vengano attuati piani di sicurezza e protezione civile, che non limitino l’intervento a generici e poco comprensibili “inviti” a stare a casa o a non circolare (ma intanto si lasciano aperte le scuole), ma è indispensabile interdire strade, ponti, sottopassi e tutte le strutture a rischio nei periodi di allerta.

  • Debbono essere predisposti sistemi di allarme lungo la città per mettere in guardia la popolazione su ciò che sta accadendo;
  • Deve essere avviata una campagna di informazione e formazione sul rischio affinché le popolazioni possano essere consapevoli delle situazioni di rischio (molti non sanno di vivere dentro dei fiumi, sopra a frane attive, in aree a rischio terremoti) e comportarsi di conseguenza;

2) RISPETTARE LE LEGGI Sono già presenti regole utili ed importanti che spesso sono aggirate o vanificate da provvedimenti di vario tipo (compreso la recente delibera della Regione Liguria che ha ridotto la fascia fino a 3 metri per alcuni corsi d’acqua). Bisogna ristabilire il rispetto di inedificabilità della fascia di 10 metri dai corsi d’acqua e il divieto di copertura dei corsi d’acqua, che, come stabilito dal Dlgs.152/2006“[1] a meno che “non sia imposta da ragioni di tutela della pubblica incolumità” e, come si è visto in questi giorni, la copertura del Bisagno e degli altri corsi d’acqua ha, semmai, contribuito a mettere a repentaglio l’incolumità pubblica (oltretutto è impossibile garantire la manutenzione dei corsi d’acqua “tombati”)

3) CAMBIARE LE REGOLE DANNOSE, soprattutto è indispensabile eliminare, almeno per le aree a rischio idrogeologico o comunque per la fascia di 150 metri dai corsi d’acqua, tutti i meccanismi urbanistici che favoriscono (economicamente) l’espansione urbanistica da parte dei Comuni.

4) FAVORIRE IL RIPRISTINO DELLE FASCE FLUVIALI Lungo i corsi d’acqua dovrebbero essere favoriti spazi verdi, parchi e giardini nelle città e la riqualificazione della vegetazione naturale in campagna indirizzando per questi interventi le misure dei Piani di sviluppo rurale (quelli finanziati dalla PAC) in modo da favorire gli agricoltori in quest’azione.

5) RIDURRE I DANNI A STRUTTURE ED EDIFICI Vi sono ormai molti Paesi, come negli Stati Uniti, Inghilterra e Germania, che hanno adottato misure per ridurre i danni agli edifici soggetti a rischio alluvionale. Si tratta sostanzialmente di due tipi di interventi:

  • Dry-proof, finalizzati ad impedire o minimizzare l’ingresso dell’acqua negli edifici (infissi a tenuta stagna; posizionado barriere mobili in corrispondenza di porte e finestre che possono non impedire l’ingresso dell’acqua ma ritardandolo consentono di allontanarsi o di mettere al sicuro mobili ed oggetti di valore[2]);
  • Wet-proof, mirati ad aumentare la resistenza una volta che l’acqua sia entrata (elevazione delle apparecchiature, come quelle elettriche, su piedistalli o piattaforme o istallazione nei piani superiori; protezione delle apparecchiature con sistemi di ancoraggio o a tenuta stagna…)

6) RIDURRE L’IMPERMEABILIZZAZIONE DEI CENTRI URBANI E DEL TERRITORIO Nei centri abitati è indispensabile che vengano rese permeabili tutte le superfici possibili, come ad esempio quelle dei parcheggi, spesso completamente ricoperte d’asfalto o cemento, per consentire la permeabilità dell’acqua nel terreno

7) APPLICARE LE DIRETTIVE EUROPEE Da anni il WWF chiede che l’Italia applichi correttamente due direttive estremamente importanti per riaffermare un governo del territorio e delle acque adeguato: la direttiva quadro acque (2000/60/CE) e la direttiva rischio alluvionale (2007/&0/CE). In particolare è urgente istituire le Autorità di distretto , conferendo loro un ruolo vincolante per il coordinamento delle misure e degli interventi di difesa del suolo e di qualità delle acque a livello di bacino idrografico. Questo inoltre potrebbe essere un’opportunità per affrontare i problemi legati al ciclo delle acque che sono alla base della definizione dei piani di adattamento ai cambiamenti climatici.

8) PIANIFICARE E PROGETTARE A LIVELLO DI BACINO IDROGRAFICO per qualsiasi programma di difesa del suolo, manutenzione del territorio e di tutela e gestione delle acque, evitando visioni parziali e puntiformi o intervenendo solo dove il rischio si manifesta ma, soprattutto dove si forma.

9) GARANTIRE L’INTERDISCIPLINARIETÀ nella progettazione delle misure e degli interventi di difesa del suolo: la solo ingegneria idraulica, infatti, è totalmente insufficiente ed è necessario progettare anche con competenze di idrogeologia, ecologia, scienze forestali, pianificazione …

10) AVVIARE UN’AZIONE DIFFUSA DI RINATURAZIONE del territorio basata sul recupero della capacità di ritenzione delle acque in montagna (rimboschimenti, governo delle foreste sostenibile…) e sul recupero delle aree di esondazione naturale in pianura (ampliamento delle aree golenali, ripristino e ricostruzione zone umide….)

11) RIPRISTINARE I FINANZIAMENTI ORDINARI PER LA DIFESA DEL SUOLO drasticamente tagliati anche nell’ultima finanziaria;

12) AVVIARE UN CAMBIO DI CULTURA Nelle scuole si insegni l’educazione al rischio per riconoscere le situazioni di pericolo e comportarsi di conseguenza e la storia del territorio, fondamentale per comprendere l’evoluzione del proprio ambiente di vita e i cambiamenti nella relazione con l’ambiente stesso. Promoviamo piani partecipati per la difesa del suolo e la tutela delle acque in modo da informare, consultare e coinvolgere la popolazione nelle gestione di un bene, l’acqua, fondamentale per tutti.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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