Ecologia del vivere: un pipistrello per amico

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di Stefania Taruffi
Scoppia il fenomeno della bat box, la casetta da posizionare sul soffitto del proprio terrazzo o nel giardino, per ospitare il piccolo mammifero peloso a testa in giù. Questo topo volante un po’ bruttino ma cha fa tanta tenerezza, era in estinzione per mancanza di buchi o fessure dove rifugiarsi, soprattutto nelle città. La Coop, che da tre anni ha messo in vendita la casetta di legno di betulla assemblata senza collanti e coloranti nocivi, e inodore, per non respingere l’aspirante inquilino, tra aprile e maggio di quest’anno nel reparto bricolage, ne ha venduto 12 mila pezzi a 27 euro l’uno, tanto che l’articolo su molti scaffali è quasi esaurito e al produttore (la ditta Demolli di Assago) è stato richiesto un riassortimento urgente. Il gadget nasce da una campagna ecologica «Un pipistrello per amico», in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell’università di Firenze, per salvare questa specie e a rischio. Nei primi tre anni, sono state smerciate dalla Coop circa 7 mila casette, ma si trovavano soltanto in tre regioni, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna. Adesso invece le bat box si possono acquistare nei 160 punti vendita Coop in tutta Italia, anche online. Paolo Agnelli, zoologo del museo fiorentino attribuisce il record di vendite all’animo sempre più ambientalista degli italiani, comunque sensibili all’equilibrio dell’ecosistema, che in questa casetta hanno visto anche un modo concreto per aiutare i pipistrelli a trovare casa. Ma non è tutto. E’ certamente un luogo comune quello che i chirotteri attacchino i capelli o mordano. Sono animali timidi e inoffensivi per l’uomo e ora che molti hanno scoperto che un solo esemplare mangia anche 10.000 insetti per notte, di cui circa 2.000 sono zanzare, è scoppiata una vera e propria mania, eco-compatibile, per utilizzarli come metodo antizanzare. Non servirà più accendere gli odorosi zampironi o spruzzare le abitazioni con prodotti tossici e aggressivi, che uccidono anche api e lucciole, basterà semplicemente acquistare una casetta e appenderla nel luogo giusto, sperando che arrivi l’inquilino operoso. Il problema, una volta acquistata la ‘cuccia’ è attendere l’animale. E già c’è chi è in cerca siti o negozi in cui acquistare il raro pipistrello. Allora muniamoci di una casetta e attendiamo l’arrivo di questi angeli della notte, che volteggiano bassi nel buio e che quasi nessuno è mai riuscito a guardare nei grandi occhi ciechi. Dalle nostre parti troverebbero una casa e anche un lavoro ‘nutriente’. Di cibo, infatti, da aprile in poi, ce n’è in abbondanza. Sarebbe auspicabile farli entrare in casa per bonificare la stanza da letto prima di andare a dormire, ma immagino ci sia qualche problema di convivenza; se non altro sarà pure innocuo, ma è un animale molto poco addomesticabile e non è certo rilassante come un gatto.

Foto inlicenza CC: shutterschrink

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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