Un Fashion Aperitif e una leggenda nello showroom di Luigi Borbone

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di Annalisa Sofia Parente


 

A Roma, all’incrocio tra via dei Querceti e via dei SS Quattro, c’è un’edicola votiva. La leggenda racconta che proprio qui, nel IX secolo il Papa Giovanni VII che fino ad allora aveva nascosto di essere donna, cadde da cavallo e partorì prematuramente un figliolo concepito con uno dei suoi tanti amanti, destando , nella blasfemia più orripilante, l’ira e la vendetta dei fedeli raccolti in processione. Di fronte al luogo in cui fu svelato il segreto indicibile di una donna ambigua, Luigi Borbone racconta, con abiti di originale sartorialità, la leggenda della sua donna che gioca a fare l’uomo, pur conservando la sua estrema sensualità e sessualità.

 

Al civico 21 di questa Via leggendaria, infatti, è situato lo showroom di Luigi Borbone, un giovane eclettico che, dopo aver conseguito la laurea in architettura, ha scelto di partire dalla sua infanzia in cui già imparò a tagliare stoffe, per costruire un futuro promettente nel mondo del prêt-à-porter femminile. Nel Fashion Aperitif di ieri sera,  il suo showroom era un’agorà di clienti e ‘addetti al mestiere del Fashion’, concentrati sugli stand di acciaio che lasciavano penzolare giacche, capospalla e abiti di una lodevole e interessante sartorialità, resi originali da forme e dettagli che non rientrano , fortunatamente, tra ‘ le cose già viste’.

 

Ad accogliermi c’era un Luigi sorridente e pieno di sé e della sua arte, dallo sguardo bonario ma instancabilmente provocatore, in perfetta sintonia con un’atmosfera informale ma charmante e con una collezione di abiti eleganti, eppure poco ‘rassicuranti’. Eh già, lo stile di Luigi Borbone non è adatto ad una donna che vivacchia tra le righe del mondo, né per una che fa della trasgressione solo un eccentrico modus vivendi. La Donna che ispira Luigi Borbone è una donna che vive di corsa, si ferma a riflettere ed ama la sua sensualità senza mai giudicarla.

«L’’ambiguità, anche sessuale, è la chiave di lettura della donna per cui creo. L’ambiguità è dentro di me. Non nascondo che io stesso, quando disegno una collezione, caccio fuori tutto il mio lato femminile ed è per questo che nel  doppio  donna uomo io trovo la mia ispirazione…».


E questo gioco di sesso e potere è evidente nell’attenzione meticolosa dello stilista alla realizzazione delle giacche della sua collezione a/i 2012: esse ricordano, infatti,  le divise militari, seppur femminilmente reinterpretate con galloni impreziositi e tagli che esaltano il punto vita e il decolté. Impressione che, nella mia piacevole conversazione intrattenuta con Luigi, trova la sua conferma nelle parole dello stilista:

«La componente militare è molto presente nella mia ultima collezione a/i 2012; infatti mi sono ispirato ad  un film del 1974 di Liliana Cavani, ‘Il portiere di notte’ in cui si consuma una relazione sadomasochista tra un ex- ufficiale nazista delle SS che lavora come portiere di notte e una sopravvissuta al campo di concentramento di Auswitz. In una scena del film, in particolare,l’indumento maschile e militare indossato dalla protagonista in un gioco erotico tra i due, sprigiona una indescrivibile femminilità, accentuando l’estrema sensualità della protagonista».


Una dichiarazione che trasuda quell’intento provocatorio di cui lo stilista va fiero, sostenendo con coraggio che per lui provocare è un modo d’essere nonché il tentativo di svegliare la moda capitolina dal sonno della classicità per sperimentare nuovi stili. «Mi diverto moltissimo a sorprendere il pubblico e credo che proprio il pubblico romano debba comprendere che si possono trasgredire i canoni della moda, pur conservando eleganza e ‘normalita’. Il mio desiderio è quello di portare a Roma quella novità che oramai si ritrova solo sulle passerelle di New York,Milano, Londra, Parigi… Roma è eleganza classica, ma può essere anche altro e noi giovani possiamo sperimentare linguaggi all’avanguardia con cui comunicare una rinnovata idea di moda».


Ma quello di ieri era un Fashion Aperitif e pertanto non ho esitato  a consumare un canonico gin lemon, mentre la  sala interamente bianca, spiata da un volto disegnato di Marilyn Monroe, risuonava delle note delicate di un pianoforte. Tra la gente che s’incontrava, spulciava tra gli abiti il suo preferito e consumava drinks … si è fatto notare il volto splendido di Valeria Fiore, giovanissima attrice della fiction ‘Viso d’angelo’ che Luigi Borbone considera sua musa,  così come Yves Saint Laurent  fu ispirato da Catherine Deneuve.

 

Sembra proprio che lo stilista romano non si faccia mancare proprio nulla: testimonial, gin e quella giusta dose di coraggio e talento per lanciare sfide artistiche e concettuali  nelle sue schiette dichiarazioni e sulle sue disarmanti passerelle.

 

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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