Ecologia del vivere: fare goal (nel calcio come nella vita)

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di Stefania Taruffi

Ci siamo fatti buttare fuori dai Mondiali di Calcio, come degli sprovveduti. Sembra il destino degli Italiani, quello di diventare i ‘numero uno’ per poi perdersi, senza riuscire a tenere alto il livello di performance raggiunto: eravamo campioni del mondo, perché per una serie di fattori concomitanti, quattro anni fa abbiamo vinto.

In questo caso non possiamo scomodare la “sfortuna” o la “fortuna”, variabili che prescindono dalle azioni umane, perché ad alti livelli non ci si può permettere di affidarsi alla Dea Bendata, occorrono piuttosto strategie precise e scelte oculate, in genere affidate ai leader, ai manager che devono preparare, coordinare, scegliere e supervisionare il gruppo per farlo funzionare al meglio e portarlo alla vittoria. L’obiettivo è solo uno, vincere. Il mezzo con cui farlo sono i giocatori: gli uomini giusti, che devono essere scelti con attenzione e occhio strategico, utilizzando solo ‘fuoriclasse’ in ogni momento della partita, perché non ci si può permettere di sbagliare.

In un gioco sportivo (ma anche nelle nostre performance quotidiane), prevalgono moltissimi fattori legati all’individuo, tra i quali la preparazione, l’allenamento, lo stato fisico e la lucidità mentale, l’equilibrio emotivo del giorno e la motivazione. Per vincere, occorre essere preparati e lucidi. E anche un po’ fortunati. Ma per segnare un goal ci vuole coraggio, con l’emozione che sottende l’azione e la lucidità che deve presiedere alla sua realizzazione. E la volontà e la determinazione di vincere. Dote che solo i fuoriclasse, hanno. A questo si aggiunge il gioco di squadra che sottintende necessariamente una strategia. E il cerchio si richiude e si ritorna al manager, al leader, alla sua capacità decisionale di saper individuare sempre le strategie vincenti al momento giusto, scegliendo gli uomini giusti.

Perché alla fine, infatti, nel calcio, come nella vita, quelli che contano sono sempre i risultati: chi fa rete e si difende meglio, vince. Noi italiani, ora, possiamo solo fare la lista degli errori e vergognarci: il fuoriclasse è stato lasciato a riscaldare la panchina troppo a lungo, il leader non ha saputo creare una vera squadra in grado di emergere in ambito internazionale né scegliere gli uomini giusti e noi Italiani, non abbiamo fatto una bella figura!

Foto in licenza CC: Obi-Akpere

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

One Comment

  1. 6 luglio 2010

    Salve.
    L’Italia cosi com’e messa ora e troppo ingolfata, esattamente come le sabbie mobili dove tutto svanische nel nulla, da piccoli interessi di casta per poter lasciare emergere giovani capaci.
    Se però voi giovani non vi liberate dalla zavorra politica degli Zombi che vi stanno soffocando, non cambierà nulla.
    Oggi la legge bavaglio, domani quella per interdire Internet, e l’Italia diventa come un Gulag.
    E gli italiani diventerebbero un Popolo di querelanti.
    Non permettetelo o perdere la Partita per la vostra Vita futura senza aver la possibilita di fare Goal.
    Salutönen

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