25 novembre: contro la violenza sulle donne

di Maria Rosaria De Simone

 

127 donne uccise nel 2010. 119 donne nel 2009. 112 donne nel 2008. 107 donne nel 2007. Solo a guardare gli ultimi anni, le ricerche condotte sul tema, rilevano una drammatica situazione in Italia, legata alla violenza di genere culminata con efferati delitti contro donne, vittime di mariti, ex compagni, parenti o sconosciuti. Dati strabilianti se si pensa che si ampliano e si diversificano le strategie per frenare il fenomeno, anche attraverso di leggi adeguate, non ultima quella sullo stalking. Donne che trovano la morte all’interno di rapporti di intima conoscenza. Molto spesso lo scenario piu’ pericoloso, sempre facendo riferimento ai dati, risulta essere l’ambito familiare. Infatti il partner risulta, essere l’omicida nel 31 % dei casi, l ‘ex partner nel 23%. Solo nel 4% dei casi l’assassino e’ un estraneo. E, dato ancora piu’ allarmante ed assolutamente contrario a quello che ci saremmo aspettati a causa delle varie campagne mediatiche degli ultimi anni, l’autore dei delitti e’ italiano per il 76% dei casi. Sono interessate le donne di tutte le classi sociali, le lavoratrici e le casalinghe, di diverse estrazioni culturali e di diverse eta’.

E a fronte di tante vittime, un numero incredibile di donne vive sottoposta ad una serie di violenze intra ed extra familiari che non conduce alla morte, fortunatamente, ma lascia segni indelebili nell’animo di chi le vive e conduce le vittime ad intraprendere un lento processo di sconvolgimento della propria esistenza ed anche di recupero della propria autostima e dignita’. A tal riguardo l’indagine ISTAT del 2007 presenta un numero impressionante di donne che vivono queste tragedie personali. Su 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni sono ben il 31 % ad aver dichiarato di aver subito violenza fisica o sessuale; ancor piu’ sono quelle che sono state vessate da violenze psicologiche. Pure in questi casi, il luogo delle violenze risulta essere la famiglia. E il 45 % di tali donne ha tenuto nascoste le sevizie che subiva e non ha denunciato il partner. Ne consegue che anche se l’informazione porta ad una presa di coscienza del fenomeno della violenza di genere, cioè della violenza sulla donna in quanto donna, il fenomeno e’ ben piu’ grave perche’ esiste un sommerso difficile da decifrare e definire in quanto non viene denunciato e sfugge quindi a tutti i dati e a tutte le verifiche.

Oggi è il 25 novembre, la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, proprio per sensibilizzare la popolazione su tale tematica. In Italia sono previsti per la giornata, vari eventi che riguardano numerose citta’. A Milano, ad esempio, l’assessorato alla cultura ha deciso l’accesso gratuito a tutte le donne alla mostra di una grande pittrice rinascimentale, vittima di violenza sessuale, Artemisia Gentileschi, presso il Palazzo Reale. Inoltre, in occasione del trentennale dell’abolizione della norma che prevedeva il “delitto d’onore” verso la coniuge adultera o comunque a “difesa dell’onore della famiglia” (Codice Penale art. 587 – codice Rocco), le donne di Cgil-Cisl-Uil di Milano invitano dalle ore 12.00 alle 16.00 ad incontrarsi per una riflessione al riguardo in Piazza S. Babila. Da questa stessa piazza l’assessorato alle pari opportunita’ ha organizzato, a partire dalle 16.30 una fiaccolata.

A Roma la Casa Internazionale delle Donne inaugura il 25 la mostra “Violence is not always visible” che presenta i lavori del concorso europeo indetto dalle Nazioni Unite sul tema della violenza sulle donne. Sempre a Roma, Lorella Zanardo, autrice del fortunato documentario “Il corpo delle donne” presenterà all’Unicoop Tirreno, in via Giuseppe Guattani 9, “Tra media e realtà”, per affrontare lo stereotipo di una societa’ che vuole la donna sempre giovane. Invece, nella sala Odeon, della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Sapienza, alle ore 17,30 giornaliste e blogger parleranno di “Donne e media, riflessioni sul ruolo della donna nell’immaginario collettivo”.

A Napoli, Torino, Mestre, Palermo, Messina, Catania e in tante altre citta’ italiane le iniziative prolificano, nella speranza che le istiituzioni, il governo, ma soprattutto il cuore delle persone si sensibilizzi e crei le basi per una societa’ in cui la violenza tutta, venga bandita, denunciata e condannata, mentre le vittime vengano riconosciute come tali ed aiutate a ricominciare a vivere in maniera piu’ giusta e degna.

Una speranza quindi, quella della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che deve ripetersi ogni giorno negli spazi del nostro viver quotidiano. E che, soprattutto, deve passare attraverso una sana educazione nei giovani che potranno confrontarsi con dei modelli positivi in cui il padre e la madre si rispettino reciprocamente. Perche’ solo cosi’, solo attraverso l’insegnamento che nasce dalla pratica del rispetto, le nuove generazioni potranno imparare a rinnegare la violenza.

 

Il sito promosso dalle Nazioni Unite con le iniziative per la lotta contro la violenza sulle donne

www.saynotoviolence.org

www.saynotoviolence.org/desktop_calendars