Vi presento Joe Sardo: la moda 2.0

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di Annalisa Sofia Parente

 

Il mondo del Fashion è un macrocosmo inafferrabile che si nutre di infiniti microcosmi di idee e passioni, appartenenti a realtà e individui diversissimi tra loro che investono la propria vita o parte di essa nella ‘creazione’. È un sistema variegato e spesso brillante in cui si muovono personalità già affermate e autorevolmente riconosciute dalla collettività e altre che ancora non hanno trovato il loro posto, ma che non smettono di cercarlo.

La moda dei grandi è affascinante e persuasiva, ma non necessariamente risulta l’unica degna di nota; pertanto, aprirmi alla conoscenza di nuove proposte e di misconosciuti ingegni creativi (che possano o meno avvicinarsi al mio gusto) è un mio desiderio fortissimo: nei mondi sommersi si racchiudono sogni e progetti che vale la pena raccontare.

Oggi vi parlerò di Joe Sardo, un ragazzo appassionato e sicuro di sé, nato nel 1977, anno in cui la Rai iniziò a trasmettere a colori. Il suo curriculum vitae non si distingue per una approfondita formazione nel campo del design, ma da un impeto incontenibile alla creazione. Lasciata Agrigento, sua città natale, nel 2005 si è trasferito a Modena dove ha fondato, ‘nella sua testa’ Manifattura & Design, una fabbrica di dee che si propone di divenire in futuro una vera e propria Factory di Stile e Genialità Tecnica, nel pieno rispetto dei tanto declamati canoni del Made in Italy.

Joe Sardo

Questa ‘Factory’ potrebbe imporsi non solo nella testa di Joe Sardo e diventare così un progetto realizzato, concretizzato in opere tangibili e fruibili da eventuali ‘consumatori’ ed appassionati, ma ad impedire questo passaggio alla ‘concrezione’ è la mancanza di ‘investitori’ pronti a scommettere su un’idea nuova e sicuramente diversamente convenzionale.

Per capirne di più, vi illustrerò brevemente quali sono le creazioni di Joe, per ora imprigionate ancora in disegni … Preparatevi, perché trattasi di idee particolari che richiamano ad una idea del Fashion che non può prescindere dalla ‘funzionalità’ e da una tecnologica che invade anche oggetti comunemente ‘accessoriali e decorativi’ di uso quotidiano…

Cominciamo con Bauletta, una borsa pensata in leggerissimo policarbonato con inserti in pelle microforata e parti in alluminio (versioni top class). Nasce dalla tradizione sperimentale e da esclusivi contenuti Hi Tec che convergono in una sintesi perfetta finalizzata all’utilità del come “funziona”. La sigla U.A.S. (Utility Addition System) racchiude i seguenti sistemi inediti di utilità aggiunta: orologio, sistema aggancio al tavolo più un sistema di scomparti cosi organizzati: scomparto portatrucchi con specchio retrosportellino, scomparto portacellulare, borsellino e chiavi, scomparto portaombrellino e scomparto portabottiglietta più lo scomparto centrale porta notebook o tablet.

Una versione più modaiola di Bauletta è quella  Mod Colors, una joint venture tra stili diversi, una base versatile, un design neutro facilmente connotabile “giocando con l’abbinamento dei colori e di qualche elemento”. “Una forma, tante borse” perfetta per le economie di scala in ottica industriale, “Una borsa, tante borse”: dalla vintage alle modaiole colors.

E poi c’è Avionica, una ‘borsa che arriva dall’Olimpo di un Design senza tempo. Caratterizzata dalla leggerezza e dalla sublime hi-tec evocazione dell’alluminio come materia plasmante di leggendari dettagli pionieristici, essa presenta  una strumentazione (orologio) ad attacco rapido, un tappo aeronautico (tubo portaombrellino & bottiglietta), un sistema di aggancio al tavolo attraverso il sistema assiale a controllo valvolare, la cinghia tracolla a srotolamento rapido.

L’arte e il genio di Joe Sardo non sono immediatamente accettabili da chi ha inteso il fashion come pura estetica e mai come funzionalità… è un esercizio che implica un superamento  dei nostri schemi mentali da ‘fashion people’ per analizzare un mondo hi- tec che diventa sempre più vigoroso in ogni settore, compreso quello della moda.

Che questo ci piaccia o meno, è un altro discorso…

Ma un progetto non può essere totalmente compreso se non si conosce l’animo creativo che lo ha generato. Pertanto, miei cari lettori, vi presento Joe Sardo che ci ha concesso gentilmente un’intervista.

Chi è Joe?

Joe, come direbbe Pirandello, è ‘uno, nessuno e centomila’. Il mio motto è : semina sogni, annaffiali di ambizioni, raccoglierai i frutti delle tue aspirazioni. Lui non sa parlare in inglese ma il linguaggio universale dei suoi progetti dalla forte essenza pionieristica, parlano per lui. Adora osservare, creare, con i suoi tempi e le sue regole.

Qual è la fonte d’ispirazione per le tue creazioni?

Il palcoscenico della vita. Evito le contaminazioni classiste, non ho mai letto un libro sul design e non seguo nessun designer: Questo mi permette di osare, di pensare e sfornare idee dalla forte essenza pionieristica Ho un approccio molto particolare alle fonti d’ispirazione: lo spirito di osservazione multi direzionale,  senza guardare solo ad una specifica classe sociale o settore; l’osservare, come canale di convogliazione del cibo che nutre le mie ambizioni.

Qual è il progetto che oggi vorresti realizzare?

Il mio progetto è di continuare ad assecondare quella che chiamo ‘creativite acuta’ o fisiologico istinto verso il “creare”: dallo scarabocchio alla forma. Questo a prescindere o meno dal potenziale business legato alle mie idee: questa è la mia mission esistenziale

Ma ‘progettare per il gusto di farlo’ non porterà prima o poi ad una insoddifazione creativa? si può scrivere una poesia per se stessi, ma se si disegna un oggetto, non è importante che questo prenda vita?

Nel mio caso il sentirmi snobbato o non capito, mi porta a “ferocizzare” l’istinto creativo. Avere uno o più figli dagli altri non capiti, non porta all’insoddisfazione verso il ruolo di genitore, anzi per compensazione si cerca di rafforzare l’impegno nel ruolo. La passione ha bisogno di conferme esterne e su questo sono d’accordo, ma se mancano, la passione è capace di autoalimentarsi.

Questo significa che, qualora non riuscissi a trovare qualcuno che investe nella tua arte, tu continuerai a ‘creare’ solo per te stesso?

Sì, perchè creare per me è vitale, è un bisogno fisiologico come mangiare, dormire, respirare. A lavoro, in vacanza sulla scrivania degli hotel, ovunque.. mi trovo, insieme a me ci deve essere un pezzettino di carta e una penna per assecondare i “miei raptus creativi”: scarabocchi che tracciano nuove idee. E sono scarabocchi solo apparentemente senza senso. Ad esempio, molti progetti  hanno iniziato a vedere la luce da uno scarabocchio… l’ispirazione creativa nasce nuda, la penna lo veste.

Ultima domanda, Joe: a quale target ti rivolgi quando disegni le tue borse?

Ci sono quattro target ben definiti: Avionica x i suoi contenuti hi tec si rivolge al manager sportivo, all’ uomo 2.0. Manifattura900, per il suo fascino vintage si rivolge al target gentleman sportivo. Bauletta vintage alla Donna fine di classe, Bauletta colors si rivolge ad un target di donna giovane, dinamica. Colgo l’occasione per anticipare un nuovo modello di cui presto realizzerò un prototipo, l idea mi è venuta ieri camminando senza metà x i reparti di un centro commerciale. Posso anticipare che sarà una borsa morbida al tatto che per style e contenuti potenzialmente può diventare “icona di successo”

Come avrete letto, Joe è un ragazzo poco convenzionale, sicuro della sua verve creativa e prontissimo a tuffarsi nella concitazione del business world per imporre la sua idea di ‘hi tec fashion’… Non ci resta che aspettare il suo decollo che, qualora ci fosse, sarebbe di sicuro ‘stratosferico’ come le sue borse!

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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