Anche la scienza promuove l’amicizia

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di Maria Rosaria De Simone

Sapevate che l’amicizia può essere considerata un oppio naturale? Lo hanno scoperto due antropologi dell’università di Oxford, i quali hanno fatto notare come alla base del sentimento di amicizia ci sia uno specifico neurotrasmettitore che rientra nella categoria degli oppioidi endogeni. Si tratta di endorfine capaci di farci provare soddisfazione e benessere e di ridurre gli ormoni dello stress. In sostanza si tratta di un vero e proprio neurotrasmettitore dell’amicizia, che svolge un ruolo essenziale nell’ambito delle nostre relazioni sociali.

Delle sensazioni che questa “droga endogena” ci fa provare non possiamo proprio fare a meno. Come tra l’altro non possiamo fare a meno di relazioni sociali, che vanno anche al di là di quelle che stabiliamo con le persone che rientrano nella cerchia dei familiari. Gli esperti Robin Dunbar e Anna Machin fanno notare:

“C’è un meccanismo nel nostro cervello che è separato dagli stimoli sessuali o dal legame fra genitori e figli. Si occupa di facilitare e mantenere legami meno intensi ma più stabili.”

Non bisognerebbe mettere in secondo piano i rapporti di amicizia, perché essi fanno parte di un nostro sistema sociale ormai affermatosi nel tempo, assicurato dall’evoluzione umana come garanzia di opportunità maggiori di vivere meglio, anche perché l’amicizia attiva l’area della socialità.

Da non sottovalutare il vantaggio dell’euforia che l’amicizia riesce a darci. Tutti ne possiamo fare esperienza osservando come ci sentiamo dopo una serata trascorsa con gli amici. E di questa euforia siamo anche un po’ dipendenti. Per questo, come specie, tendiamo ad evitare l’isolamento, ubbidendo al nostro istinto di “animali sociali”.

MRosaria De Simone

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